"Violazione par condicio", esposto di CbC sul caso Cittadella giudiziaria

“Violazione par condicio”, scatta l’esposto di CbC sul caso Cittadella giudiziaria

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“Violazione par condicio”, scatta l’esposto di CbC sul caso Cittadella giudiziaria

Melania Tanteri  |
martedì 09 Agosto 2022 - 13:23

La denuncia di Matteo Iannitti e la replica del Corecom che avrebbe già agito sul sito della Regione. Dove il testo e la foto sono cambiati.

Un esposto contro chi avrebbe violato le disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante la campagna elettorale. Violazioni che sarebbero avvenute e continuerebbero a essere commesse da chi sta correndo per le prossime Regionali ma non si esime, forte del ruolo di amministratore di fatto o dimesso, a promuovere le proprie azioni.

L’inaugurazione del presidente dimesso

A far scattare la protesta da parte di Catania bene Comune è stata la comunicazione della posa della prima pietra per la realizzazione della cittadella della Giustizia di viale Africa. La notizia della cerimonia di venerdì scorso ha visto la presenza non solo dell’ormai dimesso presidente Musumeci, ma anche di altri esponenti politici, alcuni dei quali impegnati in campagna elettorale, è stata poi diramata con un comunicato stampa, in seguito pubblicato sul sito istituzionale della Regione.

L’esposto di Catania bene Comune

Ed è questo che ha fatto scattare la protesta di CbC e di uno dei suoi rappresentanti, Matteo Iannitti, che ha inviato l’esposto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e al Corecom. Nel testo, l’attivista evidenzia che “la legge 22 febbraio 2000, n.28, sancisce che ‘dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. Non certo la fattispecie in questione, come scrive più avanti lo stesso Iannitti.

La convocazione dei comizi

Il 21 luglio 2022, scrive Iannitti, sono stati convocati i comizi per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica per il giorno di domenica 25 settembre 2022. Da quel giorno, dunque, la comunicazione istituzionale da parte delle amministrazioni pubbliche avrebbe dovuto riguardare solo informazioni urgenti e indispensabili. Eppure, scrive ancora il leader di CbC, “in data 5 agosto l’ufficio stampa della Regione Sicilia ha diramato dall’email istituzionale dell’ente, un comunicato avente ad oggetto “Catania, posta la prima pietra della nuova Cittadella giudiziaria. Musumeci: «Opera attesa da vent’anni»”. Non solo, fa notare l’esponente politico: “tale comunicato – scrive – è stato anche pubblicato sul sito istituzionale della Regione Sicilia al presente link: https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/catania-ai-lavori-nuova-cittadella-giudiziaria-musumeci-opera-attesa-vent-anni.

Il Corecom e l’intervento sul sito della Regione

Una violazione della legge, secondo Iannitti che insiste: “sono numerosi gli enti locali e le amministrazioni pubbliche che in Sicilia stanno violando tale normativa”. Non solo: la comunicazione, oltre che contraria alla norma, sarebbe stata anche “falsa – sostiene – considerando che su quel progetto pende un ricorso di movimenti e associazioni che verrà discusso a ottobre e i lavori di cementificazione sono fortunatamente ben lontani dal cominciare”. E’ il Corecom a rispondere alla richiesta di Iannitti. Il comitato, non solo chiede maggiori informazioni al rappresentante di Catania bene Comune, ma informa l’esponente politico che si starebbe già agendo sul sito istituzionale della Regione. E in effetti, andando sul sito istituzionale della regione, il testo e la foto del comunicato sono stati modificati. Le dichiarazioni e i volti degli esponenti politici sono stati rimossi. Ma pare che l’azione del Corecom andrà avanti.

Il comunicato pubblicato sul sito della Regione
Il nuovo testo e la nuova foto sul sito della Regione

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