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La storia di Anna, esempio di coraggio e di ribellione alla violenza

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La storia di Anna, esempio di coraggio e di ribellione alla violenza

Maria Teresa Cultrera  |
sabato 04 Giugno 2022 - 04:40

La storia di Anna che ha mostrato grande coraggio e forza e ha denunciato il marito

Nella cerchia familiare la prepotenza istintiva, la sfrenata irritabilità, l’odio, la gelosia, la stranezza, l’alcolismo, i vizi sessuali, la vile tendenza a sfogare sulla donna l’ira accumulata, il bisogno mal sopportato, e molti altri stimoli, divengono causa di bieche persecuzioni, di continue vessazioni fisiche e morali, d’un regime di vita tormentoso e indecoroso, che uno Stato civile non può tollerare, ma deve energicamente reprimere nell’interesse sociale dei deboli, attraverso l’incriminazione.

La DONNA, nonostante la chiusa, incontrollata e sottomessa vita familiare che include l’idea di un regime di vita doloroso, negli ultimi anni, ha dato prova di grande FORZA, fornendo un ESEMPIO di coraggio, DENUNCIANDO! È ciò che è accaduto ad Anna, che ha mostrato grande coraggio e forza nel presentarsi, un giorno, unitamente ai figli L. (maggiorenne) F. e B ( minorenni) presso il Commissariato di P.S. riferendo che il marito da circa un anno aveva iniziato ad assumere comportamenti violenti nell’ambito familiare (…), in particolare, denunciava che nel mese di maggio 2020 in presenza dei figli l’aveva presa per i capelli, le aveva dato pugni in testa, l’aveva colpita sulla schiena scaraventandole un ventilatore, per poi strattonarla verso la camera da letto ove aveva voluto consumare un rapporto sessuale e lei, pur non essendo consenziente, non aveva opposto resistenza (…) durante questi fatti il marito l’aveva offesa ripetutamente con parole del tipo “puttana”. Aggiungeva che le liti accadevano frequentemente in casa e molto spesso in presenza dei figli. Durante questi episodi violenti, sempre, il marito la insultava con epiteti offensivi, minacciandola di morte con frasi del tipo “ ti taglio la testa, ti sparo in testa, tanto viva non te ne vai da questa casa!

Purtroppo, le condotte violente venivano poste in essere anche nei confronti della figlia maggiorenne, per motivi attinenti ai ragazzi frequentati da quest’ultima, mal visti dal predetto. In quell’occasione la persona offesa manifestava la volontà di non rientrare a casa, e, per tale motivo, veniva accompagnata, insieme ai figli, presso una struttura protetta.

Nella struttura anti-violenza la donna ha avuto la possibilità di elaborare il proprio doloroso vissuto, insieme ai figli, certamente sofferenti, seguendo un percorso psicologico che le ha consentito di potenziare le sue capacità di protezione sui figli minori; monitorando la situazione di benessere dei ragazzi in raccordo con la struttura protetta in cui erano inseriti. Nel corso della sua permanenza in struttura, ha dimostrato una certa perseveranza nell’eseguire i compiti richiesti e dovuti nei confronti dei suoi figli. Ha costruito un rapporto stabile e consolidato con i propri figli, è stata molto attenta ai loro bisogni e alle loro richieste senza essere sottomessa agli stessi. L’esempio di forza e coraggio, ha rafforzato l’unico amore incondizionato nei riguardi dei figli, cercando di tutelarli e proteggerli. I componenti del nucleo familiare, grazie all’allontanamento dal padre che non ha dato un esempio valido ai figli, ledendo il loro diritto all’educazione, OGGI presentano amore e affetto gli uni con gli altri, sono affiatati ed empatici tra loro.

OGGI Anna è una DONNA che tende a socializzare senza problemi e ad offrire il proprio aiuto quando è necessario, antepone il benessere dei figli a tutto ciò che la circonda e a se stessa ed i figli riconoscono e sono grati per la forza che la madre ha avuto nel denunciare la violenza fisica e verbale a cui ha dovuto sottostare per lungo tempo!

Da poco più di un mese presta servizio, due giorni la settimana, in qualità di cuoca, dimostrando serietà e competenza.

Maria Teresa Cultrera, avvocato penalista

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