Taormina, già si scaldano i motori per il Filmfest - QdS

Taormina, già si scaldano i motori per il Filmfest

Massimo Mobilia

Taormina, già si scaldano i motori per il Filmfest

mercoledì 15 Gennaio 2020 - 00:01
Taormina, già si scaldano i motori per il Filmfest

Dopo il rilancio della scorsa edizione, la kermesse punta a confermare il momento di crescita. Nei giorni scorsi l’annuncio ufficiale di Leo Gullotta in qualità di direttore artistico

TAORMINA (ME) – Inizia già a delinearsi il prossimo cartellone artistico, che vedrà la Perla dello Ionio ancora una volta protagonista nell’incantevole scenario estivo del Teatro Antico. Nel solco del rilancio per la fondazione TaorminaArte si inserisce, infatti, innanzitutto lo storico Festival del Cinema, la cui direzione artistica è rimasta nelle mani di Videobank, che ha annunciato in questi giorni l’ingaggio dell’attore siciliano Leo Gullotta, in qualità di direttore artistico della kermesse.

Un nome importante, che non ha bisogno di presentazioni e che, proprio nel palcoscenico di Taormina ricevette il suo primo Nastro d’Argento nel lontano 1984. Farà squadra con il regista messinese Francesco Calogero e con il critico cinematografico Francesco Alò, in un comitato artistico che seguirà tutte le fasi della rassegna, giunta alla 66esima edizione e in programma dal 28 giugno al 5 luglio.

L’azienda catanese di media service, diretta dall’amministratore Lino Chiechio, dopo aver brillantemente organizzato l’ultima edizione, ha confermato la sua pluriennale presenza a Taormina, aggiudicandosi il bando triennale che la Regione siciliana aveva pubblicato per organizzare il Filmfest fino al 2022. In stretta sinergia con il Comune di Taormina, Palazzo d’Orleans sta infatti portando avanti l’opera riformatrice di TaorminaArte, nelle nuove vesti di fondazione, dopo un commissariamento durato quattro anni per far fronte a una pesante situazione debitoria che era vicina ai 5 milioni di euro. Le stagioni buie del sodalizio si erano riflettute anche in alcune edizioni deludenti della rassegna cinematografica, tra povertà di sponsor e pellicole ininfluenti, polemiche, denunce e ricorsi al Tar.

Poi il rilancio della scorsa edizione, con la presenza di star internazionali come Nicole Kidman – premiata con il TaorminaArte Award – e il cinema italiano protagonista con l’attore Pierfrancesco Favino e il regista Marco Bellocchio. Ma soprattutto successo di critica e pubblico, con 78 film provenienti da ben 24 Paesi e 400 mila visualizzazioni social in una settimana, grazie a un accordo con Apple che ha permesso al Filmfest di essere rilanciato in tutto il mondo.

“Il centro del Mediterraneo dev’essere la prerogativa della rassegna”, aveva promesso il sindaco della Perla, Mario Bolognari. In totale sintonia, pare, con le rinnovate ambizioni di Videobank e dell’assessorato regionale al Turismo, guidato da Manlio Messina. Leo Gullotta, infatti, ha già fatto sapere che la prossima edizione richiamerà temi cari alla Sicilia, con uno sguardo al contemporaneo, primo fra tutti il fenomeno dell’emigrazione, con i siciliani nella doppia veste storica, di emigranti e di protagonisti dell’accoglienza migratoria. La scelta di una gestione triennale è considerata strategica, inoltre, per attrarre maggiori ricavi pubblicitari e riuscire a mettere a punto una programmazione consolidata. Per la 66esima edizione, per esempio, si parla già di un ritorno a Taormina di Tom Cruise e di una collaborazione con il colosso della Warner, anche grazie alla nuova scelta editoriale di tornare a riservare la principale delle categorie competitive internazionali alle opere prime e seconde.

Si rafforza ulteriormente, inoltre, la posizione della nuova Fondazione TaorminaArte che – come anticipato da queste colonne – riapre le porte al Comune di Messina il quale, dopo la deliberazione favorevole del Consiglio comunale per restare nel sodalizio, insieme alla Regione e a Taormina, dovrà adesso conferire parte del proprio patrimonio. I prossimi saranno mesi cruciali anche per la definizione del nuovo organigramma, soprattutto dopo le dimissioni del commissario regionale, Pietro Di Miceli – che va in pensione – e la concreta possibilità di un addio dello storico segretario, Ninni Panzera.

Nel frattempo, si lavora alla definizione della parte musicale e teatrale del cartellone estivo, tenendo conto dei nuovi criteri “Salva Taormina”, ovvero non più di dieci serate nell’affollato mese di agosto, con spettacoli di qualità.

Twitter: @MassimoMobilia

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