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Vacanze, un’impresa spostarsi a Palermo e in Sicilia, SOS turisti

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Vacanze, un’impresa spostarsi a Palermo e in Sicilia, SOS turisti

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lunedì 21 Giugno 2021 - 11:07

Quando i viaggiatori rischiano di rinunciare: ne parliamo con Gianluca Glorioso, consigliere regionale e responsabile comunicazione Fiavet Sicilia e Francesco Pirelli, vicepresidente vicario Fiavet.

Immaginate di essere dei turisti stranieri in vacanza a Palermo.
Rimarrete incantati dalla bellezza che il capoluogo offre sia sotto un profilo climatico-naturalistico: mare, sole, spiagge da sogno, che sotto una lente artistica, tra chiese, monumenti, arte arabo-normanna, specialità culinarie. Perché anche il cibo, al sud, è un’arte.

Eppure, dopo tutto questo ben di Dio al quale i turisti stranieri difficilmente sono abituati in patria, se si volesse continuare a girare l’isola, sarebbe così semplice? La risposta è: assolutamente no. E probabilmente rinunceremo a qualsiasi fuori programma autonomo.

La viabilità siciliana – non solo quella palermitana – mostra tutti i suoi limiti se comparata a quella del resto dello stivale: autobus lenti e dalle tratte logoranti, treni dove talvolta occorre fare più di due cambi per giungere a destinazione e scomode infrastrutture stradali.

Facciamo qualche esempio pratico: un turista che da Palermo intenda raggiungere Noto (Sircausa) con i mezzi pubblici – che in un’etica sostenibile sarebbero da preferire alla mobilità autonoma – impiegherebbe 8 ore e 6 minuti, acquistando due ticket ferroviari (uno Palermo Centrale-Dittaino e un altro Siracusa-Noto) intervallati da due biglietti bus (da Dittaino a Catania C.le, e da lì fino a Siracusa).
Un viaggio della speranza, più che una gita nella Sicilia orientale.

E che da Noto poi si decida di fare un giretto ad Agrigento è, come direbbe Patty Pravo, una “pazza idea”: l’itinerario più veloce per la città della Valle dei Templi consta di 16 ore e 8 minuti con il trasporto pubblico, con una sfilza di treni, bus, di nuovo treni e coincidenze da rispettare.

Di fatto si tratta di una missione impossibile, che anche con un mezzo privato rivela tutte le sue difficoltà se si pensa che si è obbligati a percorrere 60 km in più tramite la A19 (e poi la E932) per arrivare a destinazione dopo circa due ore e trequarti di strada, quando i due centri, Noto e Agrigento appunto, sono separati da appena 160 km.
Ma via mare, nel sud più sud della Sicilia, c’è solo la SS115 ad unirli.

Proprio Agrigento è uno dei poli più attraenti per i turisti ma peggio collegati dell’isola: anche dal capoluogo, infatti, non esiste un’autostrada che colleghi le due città, ma solamente il noto scorrimento veloce che passa per Lercara Friddi e la valle del Platani.

Ma, forse, il nodo più grande è costituito dal tema “coincidenze”. Nell’era iper-tecnologizzata di internet, il turista si informa, prenota, acquista online prima di partire, comodamente da casa sua. Questo per risparmiare soldi, qualche volta, ma soprattutto tempo. Il tempo è denaro, specie in vacanza dove si hanno pochi giorni di ferie.

Se si cumulassero le ore di attesa dei turisti per le coincidenze agli imbarchi per le Eolie o le Egadi – per non fare disparità tra le Isole minori e per sottolineare che il problema mobilità è capillare, e riguarda non solo i collegamenti tra centri urbani ma anche quelli via mare – probabilmente i viaggiatori avrebbero il tempo di “spendere” il proprio tempo in attrazioni.

Un gioco di parole, questo, che “costa” tanto ad un settore, quello del turismo, che dopo i duri mesi dettati dalla pandemia ha la necessità di rialzare la testa. Il tempo è denaro, per tutti, specie per gli imprenditori.

Affrontiamo questi temi con Gianluca Glorioso, consigliere regionale e responsabile comunicazione Fiavet Sicilia – la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo – e Francesco Pirelli, vicepresidente vicario Fiavet Sicilia.

Le coincidenze con i traghetti (Eolie ed Egadi): i turisti aspettano, spesso, tanto tempo per imbarcarsi e e tabelle orarie non vengono sempre rispettate. Questo rappresenta un grosso problema organizzativo

“Negli ultimi anni, nelle vicende delle varie compagnie che hanno avuto le concessioni per i collegamenti alle Eolie e alle Egadi, queste hanno visto alternarsi diversi soggetti per cui, purtroppo, è difficile definire una programmazione, specie quando ci si rivolge a mercati esteri – afferma Francesco Pirelli – perché si arriva in prossimità della stagione senza avere date certe in merito all’avvio di determinati collegamenti.

Limitatamente alle Egadi, noi abbiamo collegamenti soltanto da Trapani espletati con una certa regolarità.
E’ vero, oggi ci portiamo addosso il peso della pandemia che ha portato a scarse frequenze verso le isole, con delle limitazioni sul numero di passeggeri imbarcabili sugli stessi traghetti.

Ci ritroviamo così con due problematiche: da un lato il traffico turistico dovuto alla stagione estiva, dall’altro il traffico pendolare, che necessita di collegamenti ultra-veloci”.

Per i fuori programma chiesti dai turisti “alternativi”: sono costretti a rinunciare? C’è sempre un “itinerario obbligato”, magari già pianificato, più agevole sotto il profilo organizzativo…

“I fuori programma ovviamenti interferiscono con i normali programmi di viaggio – chiosa Gianluca Glorioso – perché quando si organizza un programma si tiene conto anche dei problemi che possono avvenire in corso d’opera.

Per fare un esempio: quando un cliente arriva da una destinazione estera in aereo, in base all’orario di arrivo, dobbiamo anche prevedere dei possibili ritardi, e capire dunque quale può essere l’ultimo traghetto o aliscafo che lo porti a destinazione, se deve andare in una isola minore. Questo ovviamente ci lascia nel dubbio… per tale ragione, spesso, prevediamo una notte di transito prima del trasferimento via mare.

Così il viaggio verrà strutturato in maniera più semplice per il cliente, evitando di incorrere in quei programmi organizzativi che comporterebbero dei costi di riprotezione supplementari per l’organizzatore o per il turista.

Quanto, la mancanza di organizzazione nei termini della mobilità, penalizza la Sicilia nella scelta di un turista? Di viaggiatori che, corre l’obbligo di ricordare, sono “turisti digitali”, che acquistano ticket online last minute, e che pretendono di godersi al 100% la loro vacanza senza rinunciare a nulla e senza intoppi.

“Incide parecchio – prosegue Glorioso – ma occorre fare un preambolo. Già dieci anni fa questo tema andava ad impattare nella scelta delle vacanze di un turista.

Oggi, a nostro avviso, impatta ancor di più perché ormai, come certificano diversi studi, il web permette al cliente un’anticipata pianificazione del viaggio sia in merito ai contenuti, cioè per quello che può offrire la destinazione sotto il profilo culturale, naturalistico, paesaggistico, monumentale ecc. ma anche su quella che è la rete dei trasporti.

Per fare un esempio: nel momento in cui un turista fosse indeciso nella valutazione di due destinazioni simili, tra la Sicilia e, ad esempio, il sud della Spagna, se il viaggiatore dovesse rendersi conto che spostarsi nel nostro territorio comporti dei problemi maggiori di mobilità rispetto a un’altra destinazione, ovviamente la scelta ricadrebbe sul centro alternativo e non sulla Sicilia”.

Poi il consigliere regionale e responsabile della comunicazione Fiavet nota come questi aspetti riguardino perlopiù per un determinato target di clienti, cioè per quelli che oltre ad acquistare servizi turisti classici come alberghi e voli, preferiscono muoversi in autonomia o con mezzi pubblici.

“Quando sentiamo parlare di opere faraoniche come il Ponte sullo Stretto, pensiamo che sia più importante andare a curare una rete viaria – oltre a quella via mare con le isole minori – per i trasporti su gomma e linea ferrata. Avere una rete di trasporti che consenta spostamenti rapidi, con tempi certi, è un plus impattante nella scelta finale di un turista.

Ho il tempo per una breve storia personale?”

Sì, certo

“Una volta a Messina di qualche anno fa – ero lì per lavoro – una turista entrò in agenzia di viaggio per chiedere come potesse raggiungere San Vito – o forse era un’altra località del trapanese, ndr. – ed è stato veramente arduo cercare di aiutarla.

Spesso gli stessi mezzi che servono la nostra rete viaria interna non hanno dei portali e non danno delle informazioni che consentono di poter programmare il viaggio in tutta tranquillità”.

Gioacchino Lepre

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