"Ai poveri soltanto le briciole", senza la Caritas sarebbero soli - QdS

“Ai poveri soltanto le briciole”, senza la Caritas sarebbero soli

Chiara Borzi

“Ai poveri soltanto le briciole”, senza la Caritas sarebbero soli

venerdì 18 Dicembre 2015 - 13:00
“Ai poveri soltanto le briciole”, senza la Caritas sarebbero soli

Don Piero Galvano: “Aumentano i soggetti a rischio usura, ma molti hanno paura di denunciare”. Tra 2011 e 2015 il Centro diocesano di Catania ha erogato 161.000 € ai bisognosi

CATANIA – “Ai poveri solo le briciole”. Lo ha detto senza nascondersi il direttore della Caritas di Catania, don Piero Galvano, durante la presentazione della relazione della commissione composta da Caritas diocesana etnea, ex Provincia regionale di Catania, Prefettura e il Credito cooperativo etneo per il microcredito. L’appuntamento si è svolto all’interno del Museo Diocesano. “Bisogna ammetterlo, come fa Papa Francesco con i problemi della Chiesa, per i poveri facciamo ancora molto poco – ha evidenziato il direttore – sembrano inoltre poche le persone che conoscono il nostro strumento di microcredito, un’occasione che potrebbe servire per riscattarsi davvero”.
L’attività convenzionata ha permesso di utilizzare in quattro anni 161.000 euro andati a beneficio di una fascia di popolazione che, per la propria condizione economica, sarebbe stata completamente ignorata dalle banche. Le pratiche erogate sono state 49, l’importo medio concesso per richiedente di circa 3.300 euro, a beneficiare del microcredito sono state 33 famiglie e 10 soggetti celibi o nubili della provincia di Catania; 15 richieste sono state avanzate per il bisogno di ristrutturare casa, 9 per avviare un’attività, rispettivamente 7 per pagare debiti pregressi e sostenere il reddito. I dati esposti sono relativi al quadriennio 2011-2015.
In questo arco di tempo la crisi ha peggiorato anche le condizioni in cui opera Caritas in convenzione con gli enti sopracitati. Le pratiche cosiddette in conferenza sono diventate in totale 14, mentre gli importi che interessano tali pratiche superano i 37mila euro. Da evidenziare che nel passaggio dal 2013 al 2014 gli importi in sofferenza sono quadruplicati, passando da 3.700 euro in media a 17mila euro.
È dal 2012 che Caritas eroga somme in totale inferiori a 60mila euro: brusca in particolare la riduzione registrata dal 2012 al 2013, quando da 61mila euro si è scesi fino a 17mila euro impiegati. Da questi si è passati a 13mila nel 2014 e solo nel 2015 si è manifestata una nuova e migliore risalita, fino ai 22.500 euro.
“Non è vero che economicamente si torna a star bene come vogliono farci credere – ha affermato durante la presentazione ancora don Piero Galvano – le cose stanno peggiorando e il numero di persone che si rivolgono al nostro centro ascolto lo dimostrano. Aumentano i soggetti a rischio usura, così com’è difficilissimo trovare individui disposti a denunciare i propri aguzzini. Non lo fanno perchè dichiarano di non sentire al loro fianco la presenza dello Stato”.
Questo lo stato dell’arte in cifre evidenziato da Caritas: per il sovraindebitamento e l’anti-usura, tramite la Fondazione SS. Mamiliano e Rosalia di Palermo, sono state accolte solo due pratiche per complessivi € 90.000 e altre tre, avviate nel corso del 2015, sono in fase di istruttoria. Nel caso di soggetti sotto usura è necessario che il richiedente sporga denuncia, come evidenziato, un caso tutt’altro che frequente. A presentare i dati della relazione è stato Carlo Sammartano, volontario del servizio microcredito, presente al tavolo dei relatori anche il responsabile del servizio microcredito, Pippo Ternullo.

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