Fichi d'India, Sicilia leader mondiale - QdS

Fichi d’India, Sicilia leader mondiale

Michele Giuliano

Fichi d’India, Sicilia leader mondiale

giovedì 19 Gennaio 2017 - 13:00
Fichi d’India, Sicilia leader mondiale

Fulvio Tocco, tecnico agragrio e ideatore del progetto “Vivere la Campagna”: “Da San Cono (Ct) più della metà del prodotto globale”

CATANIA – San Cono, provincia di Catania. Alzi la mano chi era a conoscenza del fatto che un paesino di poco meno di 3 mila anime fosse in grado di coltivare più della metà dell’intera produzione nazionale di fichi d’india. Una leadership che gli viene attribuita da Fulvio Tocco, tecnico agrario e ideatore del progetto ‘Vivere la Campagna’ da presidente della Provincia del Medio Campidano, in Sardegna, dove si sta allargando la produzione di fichi d’india: “A San Cono – afferma – oggi si coltiva oltre la metà dell’intera produzione ‘ficodindicola’ italiana, superando perfino il Messico da dove è stato prelevato dagli europei subito dopo la scoperta delle Americhe. Un risultato ambizioso perché i cittadini di San Cono hanno saputo utilizzare e valorizzare economicamente un frutto che, se per un verso ha rappresentato il colore e il simbolo della Sicilia, per l’altro non ha attirato interessi commerciali in grado di produrre ricchezza in altre zone altrettanto vocate”.
In questo lembo di terra agricola catanese si è arrivati a questa affermazione per il semplice motivo che gli addetti ai lavori hanno capito che vi era la necessità di reinventarsi altrimenti il mercato li avrebbe stritolati: “Col clima che cambia – spiega Tocco – e con la necessità di creare ricchezza anche dai terreni marginali e reliquati, i contadini più lungimiranti stanno studiando gli impieghi possibili della pianta da frutto per valutare la possibilità di introdurla nei progetti di diversificazione produttiva aziendale. Tra l’altro può rappresentare una soluzione per il riuso delle terre incolte”.
Come creare ricchezza dal nulla. In realtà in Sicilia è da qualche anno che si sta puntando forte su questo frutto. Ad esempio si sta lavorando in particolare per realizzare una strategia condivisa tra i territori più vocati alla produzione di fico d’India per costruire una filiera regionale e rafforzare commercializzazione, trasformazione ed esportazione di un prodotto simbolo del made in Sicily. È questo infatti l’obiettivo del progetto “Sinergia – Il fico d’India e i sapori di Sicilia” presentato lo scorso anno a Palermo nella sede dell’assessorato regionale all’Agricoltura. I sindaci dei Comuni di Belpasso, Roccapalumba, San Cono e Santa Margherita Belice, i 4 poli produttivi più importanti dell’Isola, hanno firmato un protocollo d’intesa assieme all’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. Tra gli obiettivi proprio quello di estendere le aree di coltivazione del fico d’India in Sicilia, coinvolgendo tutte le realtà istituzionali interessate ed attivare specifiche campagne di promozione per rafforzare la capacità economica del comparto e l’export.
Un trend di crescita del 7% all’anno, una superficie coltivata di 2.400 ettari in tutta la regione, il 75 per cento concentrata proprio nei territori di Belpasso, Roccapalumba, San Cono e Santa Margherita Belice.
“Il fico d’India – dice Cracolici – è il prodotto più diffuso nella regione siciliana e rappresenta l’identità di questo territorio. Mettere insieme i comuni, le aree vocate a questo prodotto e le aziende impegnate nella coltivazione significa costruire quelle condizioni per realizzare una filiera della produzione ma anche della trasformazione”. Da qui stanno prendendo anche piede le prime produzioni col fico d’India: ad esempio il gelato, ideato dalla pasticceria dai fratelli Antico di Partinico, in provincia di Palermo, menzionati recentemente anche in importanti pubblicazioni a tema, oppure la birra, recentemente presentata nel messinese.

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