Innovazione, la Sicilia vagone di coda - QdS

Innovazione, la Sicilia vagone di coda

Innovazione, la Sicilia vagone di coda

giovedì 14 Maggio 2009 - 00:00

Secondo l’indicatore Rnsii (indice di innovazione regionale) la nostra regione occupa la diciassettesima posizione in classifica. Più confortante il dato sul numero di addetti a Ricerca e sviluppo, 1,8 ogni 1.000 abitanti

PALERMO – Il “primum movens”, causa delle difficoltà dei paesi e delle aree in ritardo ad accedere ad uno stabile sentiero di sviluppo, è riconoscibile nei sistemi innovativi territoriali.
Ciò ancor più nell’era della globalizzazione in cui non è pensabile competitività senza i vantaggi in costi, qualità, prezzi assicurati dalle innovazioni di processo e di prodotto.
La storia economica recente ne è conferma spiegando, accanto all’inefficienza dei poteri locali, la sterilizzazione dei notevoli sostegni ricevuti malgrado i quali la Sicilia, pur rappresentando l’8,5 % della popolazione nazionale, concorre solo per il 5,6 % alla formazione del suo valore aggiunto (dati Istat 2007).
L’indicatore Rnsii, media ponderata di 21 indicatori dei fattori che intervengono nel processo innovativo, normalizzato assegnando il valore 1 alla regione più favorita (Lombardia), 0 alla meno (Molise), evidenzia l’enorme divario tra Centro-Nord e Sud.
In graduatoria (anno 2008) gli ultimi 8 posti sono occupati dalle regioni meridionali; la prima di esse (Abruzzo) presenta un valore di poco superiore alla metà del nazionale e ad un terzo di quello della Lombardia, il valore siciliano è inferiore al decimo di quello lombardo e rappresenta il 13,1 per cento dell’indicatore nazionale.
Tuttavia alcuni parametri tra i più significativi, come addetti e spesa in ricerca e sviluppo, pur inferiori alle medie nazionali, sono più ravvicinati.

In Sicilia si hanno ogni 1000 abitanti 1,8 addetti a Ricerca e Sviluppo, in Italia 3; ancor più vicini i dati sulla spesa, 0,9 per cento del Pil regionale, 1,1 del nazionale, dato quest’ultimo che pone l’Italia all’ultimo posto in Europa ed a distanza abissale da Usa e Giappone.
Tale impegno di risorse materiali ed immateriali consegue risultati alquanto deludenti: la media (per milione di abitanti) dei brevetti riconosciuti in Europea è inferiore ad un quarto di quella nazionale (13,2 contro 62,5), le imprese che hanno introdotto innovazioni di processo o di prodotto il 20,4 % del totale contro il 30,7 (anno 2006 Istat), sensibilmente inferiori le produttività, misurate dal valore aggiunto per unità di lavoro.

Il dislivello di “sistema” evidenziato dall’indicatore di sintesi Rnsii va interpretato, pertanto, più in termini qualitativi che quantitativi e ciò sia con riferimento al lavoro svolto dall’esercito di oltre 5600 docenti e ricercatori che operano nelle tre università e nei 22 istituti Cnr della Sicilia che alla qualità della spesa: se in Italia la spesa privata in ricerca e sviluppo (0,6 % del Pil) supera quella pubblica (0,5) in Sicilia le risorse sono assorbite per il 78 % da istituzioni pubbliche, Università e Cnr, impegnate in maggior parte a missioni per partecipazione a congressi e altro.
Si consideri inoltre che la validità di un sistema innovativo territoriale è condizionata dalla stretta interconnessione tra i vari anelli della catena, dalla ricerca pura alla applicata, alla sperimentazione , al trasferimento tecnologica; al contrario, malgrado molteplici tentativi , lo scollamento in Sicilia permane prevalente.



I parametri considerati per formare l’indice Rnsii

L’indice Rnsii (Regional National Summary Innovation Index) è un indicatore di sintesi dei seguenti parametri: 1. Laureati in discipline tecnico-scientifiche; 2. Popolazione con istruzione post-secondaria; 3. Partecipazione alla formazione permanente; 4. Occupazione in imprese ad alta e media tecnologia; 5. Occupazione nei servizi ad alta e media tecnologia; 6. Spesa pubblica in R&S; 7. Spesa privata in R&S; 8. Brevetti ad alta tecnologia; 9. Brevetti depositati all’Uspto; 10. Brevetti concessi all’Uspto; 11. Imprese innovative; 12. Spese per l’innovazione; 13. Capitale di rischio in alta tecnologia; 14. Vendite di prodotti nuovi per l’impresa, ma non per il mercato; 15. Grado di diffusione di internet; 16. Numero di aziende con sito web; 17. Numero di persone con sito web; 18. Numero di associazioni con sito web; 19. V.A. delle imprese ad alta tecnologia; 20. Natalità netta delle imprese; 21. Popolazione residente in comuni con anagrafe informatizzata.

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