Meno magistrati dei previsti in organico - QdS

Meno magistrati dei previsti in organico

Valerio Martorana

Meno magistrati dei previsti in organico

giovedì 02 Luglio 2009

Forum con Claudio Dall’Acqua, presidente del tribunale di Caltanissetta

Quali caratteristiche ha questo incarico?
“Il Presidente di un Tribunale è un incarico direttivo con le sue dimensioni, i suoi carichi di lavoro e quindi molto più impegnativo. Il dirigente di un ufficio giudiziario corre il rischio di distaccarsi dalla giurisdizione, nel senso che il compito principale è quello di organizzatore, un po’ manager. Lo scopo di una buona gestione è quello di offrire alla collettività un servizio migliore”.
Come si presentava il tribunale al momento del suo insediamento?
“Devo dire peggio di come mi era stato descritto, un ufficio con gravissime carenze di personale. Il disagio non è connesso all’ufficio in sé, anzi, tutto sommato l’ufficio è abbastanza organizzato ma quando sono arrivato io, e tuttora permane questa carenza, ho trovato una carenza di circa il 50% dell’organico dei magistrati. Amministrare la giustizia con una carenza di questa portata, è ovviamente problematico, quindi il mio primo impegno è stato volto a cercare di rimpolpare l’organico così carente. Abbiamo vissuto delle iniziative per cercare di ottenere delle applicazioni extradistrettuali, non ci siamo riusciti perché non è facile che qualche altro collega dal Nord si sposti. L’unica strada era sensibilizzare il Consiglio Superiore della Magistratura a pubblicare i posti vacanti, cosa non fatta dal Csm perché nel frattempo andava a maturare l’ultimo concorso per magistratura e quindi alla fine sono stati destinati ben 12 magistrati di nuova nomina”.
Quanti magistrati prevede la pianta organica?
“Prevede 27 magistrati, cinque presidenti di sezione ed il presidente del tribunale. Manca da un anno e mezzo un presidente della sezione penale, la sezione Gip/Gup. Fino ad aprile, in prorogatio, c’è stato il presidente uscente, il dott. Ottavio Sferlazza, da oltre 8 anni. Il presidente Sferlazza ha dovuto lasciare perchè le nuove norme sull’ordinamento giudiziario, prevedono un limite di durata; gli uffici direttivi o semidirettivi non possono essere ricoperti dallo stesso magistrato oltre il termine di 8 anni; chi supera questo termine, decade”.
La giustizia può essere vicina ai cittadini?
“Bisogna che il cittadino riacquisti fiducia. La fiducia è stata compromessa da una molteplicità di ragioni, non credo che noi siamo una classe di privilegiati o detentori di chissà quali poteri superiori; noi siamo degli umili servitori dello Stato. Bisogna gestire nel modo migliore e con la massima trasparenza la giustizia. La strumentalizzazione non fa mai bene a nessuno. Il giudice deve essere indipendente, questo è un dato, il giudice oltre ad esserlo deve anche apparire terzo. Su questo si fonda la fiducia del cittadino, se il giudice non appare terzo, per varie ragioni, perché si espone, perchè mostra qualche collateralismo, con movimenti ideologici o partiti politici, ovviamente questo va a detrimento della credibilità della giustizia. Però ci sono altre cose che non dipendono dai giudici, per esempio il giudice deve essere dotato di strumenti processuali e materiali per poter andare avanti. Se il processo è ancora un processo pieno di insidie, di lungaggini, che da possibilità alle parti di non essere immediatamente disponibili o da la possibilità a qualcuno dei difensori, magari, di andare per le lunghe, bisogna fare in modo che questo non avvenga.
“Lo strumento processuale deve essere adeguato e debbo dire che da recente è stata approvata una riforma del codice di procedura civile, che andrà in vigore dal 4 luglio, che proprio è sotteso alla velocizzazione delle procedure (forme di comunicazione telematica, il giudice, secondo queste disposizioni, dovrebbe stabilire già il calendario delle udienze, parlo del civile). Spero che questa riforma possa poi trovare un’attuazione concreta”.
Gli uffici sono informatizzati?
“L’informatizzazione è un dato acquisito nel privato, negli uffici pubblici è stata molto ritardata per varie ragioni, non tutte imputabili agli uffici stessi perché implica anche risorse finanziarie, corsi di qualificazione del personale e strumenti che devono essere forniti al personale, strumenti che non può fornire il presidente del tribunale ma deve essere il Ministero. Il Ministero da tanti anni ha avviato tale processo, elargendo risorse, e possiamo ben dire che il processo di informatizzazione è molto avanzato, anche se non del tutto definito. Tutti i magistrati ed il personale di cancelleria è dotato di computer che naturalmente utilizza regolarmente. I magistrati, poi, hanno pure in dotazione un personal computer portatile che serve non soltanto per le ricerche giurisprudenziali e legislative, ma anche come strumento di videoscrittura. In alcuni uffici di cancelleria l’informatizzazione non è ancora compiuta perché gli strumenti arrivati in ritardo o perché c’è anche una situazione di carenza nel far superare l’impatto al personale, con la dovuta preparazione. La maggior parte, ormai, si sta adeguando”.
Operate in sinergia con il Foro di Caltanissetta?
“È un ottimo foro quello di Caltanissetta ed abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa, nel settore civile, che tende alla semplificazione e cerca di introdurre un sistema di iscrizione della causa a ruolo, per esempio, con il codice a barre, sicché non c’è possibilità di errore. Tale innovazione sgomenta all’inizio, ma bisogna dare il via. Si risparmia tempo e si evitano errori. L’obiettivo è quello di eliminare gradatamente il cartaceo”.

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