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Palermo – Bombolette contro i monumenti ma controlli e sanzioni inesistenti

Claudio Di Gesu

Palermo – Bombolette contro i monumenti ma controlli e sanzioni inesistenti

martedì 07 Luglio 2009 - 00:00

Il fenomeno, nel comune capoluogo, è in crescita costante e colpisce edifici pubblici e privati. Il caso più eclatante è quello di Villa Malfitano, come testimoniano le foto

PALERMO – L’articolo 639 del codice penale prevede sanzioni contro chi deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui. Per gli imbrattatori, la sanzione prevista, che scatta solo in caso di querela, si limita a una multa di 103 euro. Solo se il reato è commesso a danno di edifici d’interesse storico o artistico e su immobili del centro storico, allora scattano la reclusione fino a un anno e una multa di 1.032 euro e si procede d’ufficio.
A quanto pare, a Palermo, lo spauracchio dell’applicazione della legge non basta. Il fenomeno è in crescita e colpisce indiscriminatamente edifici pubblici e privati, monumenti, chiese, mezzi di trasporto, parchi pubblici, muri e recinzioni, anche se questi rappresentano un pezzo di storia della nostra città.
Un brutto esempio di tutto ciò si osserva passando da via Dante dove in un’ampia area recintata da un antico muro, fu costruita Villa Malfitano. Il muro esterno è tutto un susseguirsi di scritte e disegni sul cui significato intrinseco bypassiamo. Chissà se Joseph Whitaker che fece costruire la villa tra il 1886 e il 1889, oggi apprezzerebbe tutto ciò. Fortunatamente, all’interno, la bella villa liberty è ancora immune da scritte. Spesso, quasi per autolesionistico “buonismo” o protezionistica difesa intellettuale assolutamente di parte, le scritte sui muri realizzate in maniera estemporanea sono considerate, fortunatamente da un’esigua porzione dell’opinione pubblica, opere d’arte.
Molto meno difendibile e accettabile è la posizione di questi improvvisati writers quando a essere colpiti, sono monumenti o palazzi storici. Una sana distinzione dovrebbe essere fatta fra chi ha voglia di esprimere il proprio desiderio artistico, che in ogni caso e nei giusti modi dovrebbe essere assecondato, e chi, quasi con sadico compiacimento deturpa e sporca, con spray di qualsiasi tipo e colore tutto ciò che gli capita a tiro di bomboletta, monumenti o palazzi storici compresi. Non si può mettere in primo piano il compiacimento personale di chi, ritenendo di essere artista, può fare ciò che vuole. Perché allora non disegnare sulle vetture posteggiate, o ancora, sulle vetrine dei negozi e perché no, sui carri funebri, magari per rendere il trapasso dei nostri cari più colorato? E così, dal centro alla periferia, in un susseguirsi di scritte, disegni, colorati o tetri, spesso icone di una non comprendibile arte sovrapposta, assistiamo impotenti a tutto ciò.


L’analisi. Si compie un doppio reato
PALERMO – Sull’intervento abbiamo raccolto la dichiarazione di Giampiero Cannella, assessore alle Attività culturali del Comune di Palermo fino a poco prima del rimpasto deciso dal sindaco Cammarata.
“È evidentemente un atto d’inciviltà – ha detto – imbrattare muri o ancor peggio i monumenti. Chi lo fa, compie due volte il reato, uno contro legge, l’altro contro la storia della nostra città. Sono molto convinto che questi gesti debbano essere combattuti con grande rigore, con controlli più serrati e meno permissivi, ma anche con molta informazione”.
“In ogni caso – ha proseguito – vanno rese possibili, magari con spazi identificati, tutte quelle forme di libera espressione artistica che una città moderna deve prevedere e permettere. Nulla a che fare, comunque, con coloro che usano spray colorati, solo per imbrattare”.

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