Blitz contro Cosa nostra a Palermo, colpo al clan Pagliarelli - QdS

Il nuovo “colpo” a Cosa nostra e l’omicidio sventato, Lagalla: “Un altro passo avanti”

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Il nuovo “colpo” a Cosa nostra e l’omicidio sventato, Lagalla: “Un altro passo avanti”

Redazione  |
martedì 24 Gennaio 2023 - 12:26

Il sindaco Lagalla commenta l'operazione antimafia eseguita a Palermo, che ha permesso di colpire vertici di Cosa nostra e di scoprire il terribile piano di un omicidio di mafia già progettato.

Nuovo blitz contro Cosa nostra a Palermo colpisce i vertici del clan di Pagliarelli ma anche “uomini d’onore” riservati: il comando provinciale dei carabinieri ha eseguito 7 misure cautelari (5 in carcere e 2 ai domiciliari ) a carico di altrettanti indagati appartenenti o vicini al mandamento palermitano.

Le accuse sono, a vario titolo, per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsioni, consumate e tentate, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività mafiosa e di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva.

L’operazione, una delle prime dopo il clamoroso arresto del boss Matteo Messina Denaro dello scorso 16 gennaio, ha ottenuto il plauso delle autorità, in particolare del sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

Lagalla sul nuovo blitz contro Cosa nostra e il clan di Pagliarelli a Palermo

“Il blitz del comando dei carabinieri che stamattina ha portato a sette arresti costituisce un altro passo in avanti nella lotta a Cosa Nostra. Questo è stato possibile grazie all’incessante lavoro e all’attività investigativa portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia, dalla Procura della Repubblica di Palermo e dalle forze dell’ordine. A loro va il mio sentito riconoscimento per quanto stanno facendo per Palermo e per i palermitani”, ha dichiarato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla dopo il blitz con cui i carabinieri hanno colpito la famiglia mafiosa di Rocca Mezzomonreale.

I reati contestati

L’operazione antimafia ha permesso di confermare ancora una volta le storiche figure di vertice e ricostruire episodi rilevanti legati alla “trasferta” in Francia dell’allora capomafia Bernardo Provenzano e alla latitanza di Matteo Messina Denaro.

Le indagini hanno permesso anche di sventare un omicidio ai danni di un architetto, ritenuto responsabile di una serie di “mancanze” nello svolgimento della propria opera professionale.

Immagine di repertorio

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