Borsellino, Sergio Mattarella in Sicilia lo ricorda e lo onora - QdS

Borsellino, Sergio Mattarella in Sicilia lo ricorda e lo onora

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Borsellino, Sergio Mattarella in Sicilia lo ricorda e lo onora

martedì 20 Luglio 2021 - 06:02

L'applauso del Teatro Greco di Siracusa alla presenza del Capo dello Stato ha chiuso le celebrazioni. Alla Ps la cittadinanza onoraria di Palermo. Dove in serata si è svolta la fiaccolata della destra

“L’attentato di via D’Amelio, ventinove anni or sono, venne concepito e messo in atto con brutale disumanità”.

Con queste parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella si erano aperte ieri le celebrazioni per ricordare Paolo Borsellino e le altre vittime della strage mafiosa.
Ed è stato un lungo applauso all’indirizzo del magistrato ucciso, al termine di un minuto di raccoglimento, a chiudere la giornata delle celebrazioni, nel Teatro Greco di Siracusa, dove il Capo dello Stato ha assistito allo spettacolo dopo aver incontrato Valentina Corrao (nella foto), nipote ventenne di Rita Borsellino, studentessa del secondo anno dell’Accademia d’arte del Dramma antico e parte del coro.

“Mi sento emozionata – ha detto Valentina Corrao – e sono contenta di aver incontrato il presidente Mattarella. Sento una grande responsabilità per l’appartenenza a una particolare famiglia. Non so se sarò capace di essere portatrice di quei valori che loro hanno portato per anni. L’esempio di Falcone e Borsellino ha certamente dato un contributo al cambiamento della nostra società. Anche il Presidente della Repubblica ha alle spalle una storia importante ed è una persona di alto profilo morale grazie al suo vissuto”.
“È stato bello – ha aggiunto – incontrare l’uomo prima che il Presidente. Noi giovani abbiamo bisogno di figure importanti come loro anche perché al momento in cui la memoria sembra mancare ci ritroviamo senza guide”.

Borsellino, nel messaggio per l’anniversario di via D’Amelio aveva sottolineato come la memoria di quella strage avesse segnato profondamente la storia repubblicana, suscitando “tuttora una immutata commozione, e insieme rinnova la consapevolezza della necessità dell’impegno comune per sradicare le mafie, per contrastare l’illegalità, per spezzare connivenze e complicità che favoriscono la presenza criminale”.
“Paolo Borsellino, e come lui Giovanni Falcone – proseguiva il messaggio -, sapevano bene che la lotta alla mafia richiede una forte collaborazione tra Istituzioni e società. Per questo si sono spesi con ogni energia. Per questo sono stati uccisi. Non si sono mai rassegnati e si sono battuti per la dignità della nostra vita civile. Sono stati e saranno sempre – sottolinea il capo dello Stato – un esempio per i cittadini e per i giovani. Tanti importanti risultati nella lotta alle mafie si sono ottenuti negli anni grazie al lavoro di Borsellino e Falcone. Onorare quei sacrifici, promuovendo la legalità e la civiltà, è un dovere morale che avvertiamo nelle nostre coscienze”.

Da Palermo cittadinanza onoraria alla Polizia

E ieri, nel 29esimo anniversario della strage, nella caserma Lungaro di Palermo, a poche decine di metri dall’ufficio di Agostino, Walter, Vincenzo, Claudio ed Emanuela, i poliziotti morti nell’attentato in cui perse la vita Paolo Borsellino, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha ricevuto dal sindaco Leonluca Orlando la cittadinanza onoraria della città per la Polizia di Stato.

“Il conferimento della cittadinanza onoraria di Palermo alle donne e agli uomini della Polizia – ha detto Giannini – conferma l’indissolubile legame con i cittadini e il sempre più stretto rapporto con il territorio”.

Nel corso della cerimonia il questore di Palermo Leopoldo Laricchia ha invitato tutti i suoi predecessori, per sottolineare una lunga storia di onore, abnegazione e sacrificio e per rendere concretamente visibile quel filo ideale di continuità tra tutti i poliziotti che nel tempo si sono avvicendati per garantire la sicurezza a Palermo.

“Ricevere la cittadinanza onoraria in una giornata così significativa amplifica il profondo senso di riconoscimento verso i nostri “eroi che 29 anni fa hanno sacrificato la loro vita al fine di garantire a tutta la nostra comunità il bene primario della sicurezza – ha concluso Giannini – La memoria è sempre viva e continua a orientare i nostri comportamenti per i principi di legalità”

Fiaccolata di destra in via D’Amelio

In serata si è svolta a Palermo anche la tradizionale fiaccolata in memoria delle vittime, organizzata dal “Forum 19 Luglio”, cartello che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti e istituzioni, e “Comunità ’92”, coordinamento che unisce le varie anime della destra siciliana ideatrici della manifestazione.

Come lo scorso anno, la fiaccolata è stata statica nel luogo della strage.

Non affollatissimo il corteo nonostante la parata di esponenti politici della destra tra cui il presidente del Copasir Adolfo Urso, il responsabile nazionale organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, l’eurodeputato FdI Giuseppe Milazzo, le deputate nazionali di FdI Carolina Varchi ed Augusta Montaruli, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, di FdI e l’assessore regionale ai beni culturali Alberto Samonà, leghista.

Prima della consueta deposizione del Tricolore, in programma alcuni momenti di ricordo: l’attore Salvo Piparo ha recitato due suoi scritti (“Il Cunto di Santino” sulla strage di Capaci e “Lettera di un palermitano a Paolo Borsellino”), mentre il gruppo “I Quattro Passi”, con la partecipazione straordinaria del maestro Massimo Barrale, ha suonato alcuni pezzi tra cui l’inno di Mameli.

E’ stato anche sarà trasmesso l’audio inedito di Borsellino, ritrovato negli archivi dell’Isspe, diffuso dal Centro Studi “Dino Grammatico”, di un convegno tenutosi nel gennaio 1989 nel quale il magistrato parlava di lotta alla mafia. Ricordato anche il magistrato Alfonso Giordano, già presidente del maxi processo, scomparso qualche giorno fa.

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