Caro carburante, in ginocchio anche il settore del delivery - QdS

Caro carburante, in ginocchio anche il settore del delivery

Michele Giuliano

Caro carburante, in ginocchio anche il settore del delivery

mercoledì 16 Marzo 2022 - 06:00

Nascono i primi movimenti di protesta, le preoccupazioni del sindacato Nidil Cgil Palermo. Per loro aumentati i costi del 20-30% ma nessun adeguamento dalle piattaforme

PALERMO – L’aumento a dismisura del costo del carburante sta mietendo sempre più vittime. Non ultimi, i rider che lavorano per le piattaforme di delivery. Una tra le categorie per le quali il costo del carburante incide in maniera sostanziale sul guadagno del lavoratore, e gli ultimi aumenti hanno dato una grossa stangata al già misero margine del rider sulla singola chiamata. A chiedere di prestare la dovuta attenzione al comparto, e a rilanciare le preoccupazioni dei lavoratori, è la Nidil Cgil Palermo, la categoria sindacale che rappresenta e tutela i lavoratori atipici. Ad essere stata inviata una lettera a tutte le piattaforme che operano in città, a partire dal cartello di sigle di Assodelivery.

“La maggior parte dei rider delle consegne a domicilio a Palermo si muove con scooter e ciclomotori – scrive l’associazione a difesa dei lavoratori – e il caro benzina, che nelle ultime settimane è arrivato a sfiorare i 2,30 euro al litro, con un aumento del 20-30 per cento, li sta mettendo a dura prova, dal momento che tariffe del servizio e retribuzione sono rimaste invariate”.

Secondo i dati raccolti dal sindacato, oggi a Palermo un rider in media spende 15 euro di benzina al giorno, rispetto ai 10 euro che si pagavano prima. E il rider che riesce a lavorare fino a 8 ore al giorno, e a fatturare circa 80 euro, vedrà i suoi ricavi scendere a 65 euro. Dividendo l’incasso per le 18 consegne giornaliere in media effettuate, il guadagno lordo sarà di circa 3 euro e 50 a consegna. Da questi bisogna poi scomputare il 30 per cento tra contribuzione Inps e Irpef a carico del lavoratore. In pratica, il guadagno netto si aggira intorno ai 2 euro.
“I rider sono molto agitati per questa situazione allarmante ma costretti a lavorare perché la gran parte svolge questa professione come prima e unica occupazione – dichiarano il segretario generale Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e Fabio Pace, di Nidil -. A esclusione di Just Eat, che applica la paga oraria, il fatto che siano quasi tutti inquadrati con contratti di lavoro autonomo, fa ridurre i margini di guadagno”.

Il sindacato trova quindi inaccettabile che tutto il rischio d’impresa si abbatta unicamente su questi lavoratori. La richiesta è quindi semplice: tutte le piattaforme che utilizzano il rapporto di lavoro autonomo, e sostanzialmente una tariffa a cottimo, aumentino almeno l’indennità chilometrica per ogni consegna, insieme alla paga base, per evitare che il prezzo alle stelle del carburante ricada solamente sui rider.
“La paga stabilita per ogni consegna, a cottimo, dovrebbe almeno includere un rimborso benzina proporzionale ai chilometri percorsi per lo svolgimento della consegna – proseguono Gattuso e Pace -. Al vertiginoso aumento di fatturati da parte delle piattaforme digitali, non è mai corrisposto un proporzionale aumento delle retribuzioni ai lavoratori, che anzi in molti casi hanno visto addirittura abbassarsi la paga”.

Purtroppo il caro carburanti fa presagire scenari drammatici, per moltissime categorie, e la gente sta sentendo la necessità di far sentire la propria voce. Ad esempio, sta provocando un grande entusiasmo un post pubblicato su facebook dal palermitano Giuseppe Li Causi, storico di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, molto attivo sui social: “Ma perché non facciamo per una settimana un lockdown fermando in tutta Italia le auto? Vedremo poi se il Governo non prende provvedimenti per diminuire il prezzo dei carburanti”.

Allo scontento popolare risponde Salvini: “In settimana la Lega si aspetta che il governo, come hanno fatto altri in Europa, blocchi per un periodo di tempo le accise e l’Iva su benzina, luce e gas, perché ormai i costi per le famiglie, laboratori e imprese sono insostenibili”.

A Palermo in particolare in questi giorni si è costituito un movimento spontaneo che ha fondato anche una pagina facebook dal titolo “Insorgiamo contro il caro vita”. Un gruppo che chiede più opportunità più lavoro e l’abolizione del reddito di cittadinanza: “Contro i tagli alla sanità – si legge nei social -, disoccupazione e precarietà, carovita, aumento delle bollette, rimozione del reddito di cittadinanza; contro la guerra e le spese militari. Per l’aumento dei salari: insorgiamo! Costruiamo una grande mobilitazione a Palermo”.

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