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Commercianti del turismo dimenticati da tutti

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Commercianti del turismo dimenticati da tutti

mercoledì 09 Settembre 2020 - 00:00
Commercianti del turismo dimenticati da tutti

Un documento condiviso dagli operatori del settore con l’appoggio del M5s e dei vertici regionali di Fiavet e Maavi. In questo epocale momento, le conseguenze della emergenza Covid-19, hanno praticamente ridotto a zero i ricavi

PALERMO – Si leva alto nel cielo il grido di allarme lanciato (insieme ad una serie di richieste contenute in un documento condiviso) da una cordata di commerciali del turismo siciliani, predisposto in seguito all’incontro di Palermo avuto con il deputato nazionale M5S Adriano Varrica a cui erano presenti il deputato nazionale M5S Filippo Perconti e i deputati regionali M5S Roberta Schillaci e Nuccio Di Paola. Coinvolti pure i vertici regionali FIAVET, MAAVI e alcuni operatori del settore.

“Gli ultimi decreti a favore del Turismo non hanno considerato tra le professioni turistiche la figura dei commerciali turismo (circa un migliaio in Italia), che rappresentano, nella catena della distribuzione del prodotto turistico, un fondamentale anello di congiunzione tra la domanda e l’offerta – si legge nel documento condiviso e firmato da Massimo Ruggieri, Salvo Buttitta, Daniele Landolina e Gianluca Glorioso -. I ricavi del commerciale turismo corrispondono esclusivamente alle provvigioni maturate sulla vendita di pacchetti e/o servizi turistici andati a buon fine (coincide con la data di inizio/termine del servizio). In questo epocale momento, le conseguenze della emergenza COVID-19, hanno praticamente ridotto a zero tali valori, specie per chi promuove viaggi all’estero.

Sarebbe pertanto auspicabile inserire i commerciali turismo tra i possibili beneficiari del D.M. 403 art.2 del 13 agosto 2020 – si legge sempre nel documento – in quanto, pur nella generica posizione di agenti di commercio con codici ATECO generici e comunque diversi dai 79.11 e 79.12 (citati nel decreto sopra menzionato), il ruolo è profondamente specifico, vincolato e comunque subordinato a quello delle agenzie di viaggi e dei tour operator (oggetti del decreto). Pertanto riteniamo auspicabile la creazione di un codice ATECO specifico e/o di un Elenco professionale che ne determini l’appartenenza e ne configuri le mansioni specifiche di attività. In assenza di tali condizioni, vista l’emergenza, si potrebbe suggerire di produrre, a conferma della tipologia di attività svolta nel settore turistico, insieme alla certificazione/attestato di iscrizione Enasarco, anche il rendiconto dello stesso Ente, in cui si evince che le mandanti sono tutte aziende del comparto turistico. In alternativa o ad integrazione, si potrebbe produrre copia dall’ultimo mandato attivo”.

I commerciali inoltre ritengono auspicabile “valutare la possibile riapertura delle destinazioni cosiddette “Covid-free” (prevalentemente di lungo-raggio come Maldive, Zanzibar, etc) predisponendo, sempre nel rispetto delle norme sanitarie, procedure chiare e stabili così da poter predisporre, con i giusti criteri, l’offerta alla clientela per una loro valutazione. Si potrebbe ipotizzare anche tamponi a carico dei clienti (prima della partenza, al rientro e un terzo dopo una settimana dal rientro) tracciando i clienti (app IMMUNI o altro) e monitorandone i risultati al fine di scongiurare eventuali contagi”.

In tema di sostegno alle imprese per l’emergenza COVID-19, si richiede inoltre di “intervenire in ambito della Regione Siciliana, in particolare in relazione al comparto turismo, prevedendo anche misure a favore dei “Commerciali Turismo”. Inoltre sarebbe da valutare un possibile coinvolgimento dei commerciali, nella tanto attesa uscita dei bandi promossi dall’assessorato al Turismo, che secondo le anticipazioni fornite, ci avrebbero esclusi”.

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