Consumi, in Sicilia spendiamo mille euro meno della Lombardia - QdS

Consumi, in Sicilia spendiamo mille euro meno della Lombardia

Serena Giovanna Grasso

Consumi, in Sicilia spendiamo mille euro meno della Lombardia

venerdì 05 Luglio 2019 - 00:20
Consumi, in Sicilia spendiamo mille euro meno della Lombardia

Istat: nell’Isola spesa media 2018 è di 2.036 €, valori più contenuti solo in Calabria (1.902 €). Ridotti investimenti in abbigliamento e calzature, vacanze e attività ricreative e culturali

PALERMO – Nel 2018 le famiglie siciliane hanno speso mediamente 2.036 euro al mese per consumi: mille euro ci separano dalla Lombardia (3.020 euro), la regione con la spesa media mensile più alta in Italia. Peggio della Sicilia fa solo la Calabria (1.902 euro). Appare, dunque, particolarmente allarmante la situazione che emerge dalla lettura del report su “Le spese per i consumi delle famiglie”, recentemente diffuso dall’Istituto nazionale di statistica.

I divari territoriali continuano a rimanere ancora particolarmente ampi, tutto a svantaggio delle regioni meridionali: infatti, il differenziale maggiore è tra Nord-Ovest e Isole (poco meno di 800 euro). Basti pensare che in Abruzzo, regione con il livello si spesa più elevato per il Mezzogiorno (2.285 euro), non si raggiunge nemmeno lontanamente il valore medio riscontrato a livello nazionale (2.571 euro). Valle d’Aosta (3.018 euro) e Trentino-Alto Adige (2.945 euro) si contraddistinguono tra le regioni con i livelli di spesa più elevati, oltre alla già citata Lombardia.

Il quadro descritto appare ancora troppo preoccupante, nonostante il lieve miglioramento rilevato in confronto all’anno precedente: infatti, in Sicilia la spesa media mensile è cresciuta di quasi cento euro (nel 2017 era pari a 1.942 euro), stessa cosa dicasi per la Calabria (1.807 nel 2017). Resta sostanzialmente stabile nei due anni la spesa media per consumi sostenuta nel Settentrione: infatti, era pari a 2.775 euro nel 2017, mentre nel 2018 scende di appena dieci euro (2.765 euro).

Le motivazioni del gap vanno ricercate in diversi fattori di natura economica e sociale, come differenti redditi, prezzi al consumo, abitudini e comportamenti di spesa. In Sicilia e nel Mezzogiorno più in generale incidono maggiormente le voci destinate al soddisfacimento dei bisogni primari, quali ad esempio quelle per i beni alimentari: infatti, rappresentano il 21,3% della spesa totale, contro una media nazionale pari al 18%.

Nel 2018 la voce di spesa che le famiglie cercano maggiormente di contenere è stata quella per abbigliamento e calzature (nel Mezzogiorno -62,7%). La spesa per viaggi e vacanze è l’altra voce di consumo fortemente intaccata: infatti, nel Mezzogiorno è stata rivista dal 53,9% delle famiglie che la sostenevano nel corso dell’anno precedente. Fortemente penalizzata è anche la spesa per i servizi ricettivi e di ristorazione e quella per i beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura. Più limitata è, invece, la quota di famiglie che hanno rivisto le spese per carburante e trasporti (25,1%).

La spesa per l’affitto incide per il 16% sulla spesa mensile ed è chiamata ad affrontarla una famiglia su sette (13,7%). Mentre una famiglia su dieci paga il mutuo dell’abitazione di proprietà in cui vive.

Infine, la capacità di spesa si riduce notevolmente quando il nucleo è composto da stranieri. A livello nazionale, la spesa media per consumi ammonta a 2.627 euro quando la famiglia è composta unicamente da italiani e scende a 1.984 euro quando è presente almeno uno straniero, ovvero 644 euro in meno (-24,5%). Il divario sale a 927 euro quando si considerano le famiglie di soli stranieri (1.700 euro).

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