Coronavirus e gestione pazienti immunodepressi - QdS

Coronavirus e gestione pazienti immunodepressi

Serena Giovanna Grasso

Coronavirus e gestione pazienti immunodepressi

giovedì 02 Aprile 2020 - 00:00
Coronavirus e gestione pazienti immunodepressi

Dal ministero della Salute le linee guida: predisporre percorsi e spazi dedicati per gli accessi che non possono essere rimandati. In caso di contagio, si consiglia di procedere precocemente con l’utilizzo dei farmaci antivirali in studio

PALERMO – Il ministero della Salute, su iniziativa del comitato tecnico scientifico della protezione civile, ha elaborato un documento recante le linee guida di trattamento dei pazienti immunodepressi da adottare durante il periodo di emergenza coronavirus. Nel dettaglio, le indicazioni si riferiscono ai pazienti che per qualsiasi condizione stiano assumendo cronicamente trattamenti immunosoppressivi (ad esempio, soggetti con patologie autoimmuni o immunomediate), pazienti sottoposti a trapianto di organo solido o a trapianto di cellule staminali emopoietiche, soggetti con immunodeficienza primitiva e pazienti con infezione da Hiv.

Al fine di tutelare i soggetti immunodepressi, si raccomanda alle strutture sanitarie di identificare e istituire percorsi e spazi dedicati e preordinare gli accessi attraverso contatto telefonico e prenotazioni. Si raccomanda a tutto il personale sanitario adibito alla cura di questi pazienti di indossare gli appositi dispositivi di protezione individuale (ad esempio, mascherine chirurgiche o quelle specificamente indicate per procedure speciali). Laddove è possibile e in accordo con gli specialisti del settore che hanno in carico il paziente, è preferibile posticipare i controlli di follow-up, in particolar modo per quei soggetti che presentano stabilità del quadro clinico per un tempo superiore ai sei mesi.

Nel caso in cui i soggetti immunodepressi abbiano contratto il coronavirus, si consiglia di considerare precocemente l’utilizzo dei farmaci antivirali in studio. Inoltre, nei pazienti con deficit dell’immunità umorale che sviluppino un quadro sintomatologico si può prendere in considerazione anche la possibilità di procedere all’infusione di plasma di soggetti convalescenti che abbiano superato l’infezione, sebbene allo stato attuale non vi è totale certezza del beneficio clinico derivante da questo approccio. In ogni caso, è necessario che il soggetto donatore risponda ai requisiti previsti dalla normativa vigente per la donazione di emocomponenti.

In generale, si raccomanda ai soggetti immunodepressi di non sospendere la terapia immunosoppressiva in atto, salvo diversa indicazione formulata da parte del medico curante. A tal proposito, si consiglia di monitorare i livelli sierici di immunoglobuline e praticare terapia sostitutiva in caso di valori di immunoglobuline ridotti rispetto ai range di normalità. Particolari precauzioni devono inoltre essere considerate per i pazienti con malattie neuromuscolari immunodepressi: infatti, recenti evidenze documentano il potenziale neuro-invasivo del Sars-cov-2, che potrebbe peggiorare i sintomi preesistenti.

È di fondamentale importanza il rispetto di queste indicazioni, dal momento che numerose evidenze hanno rilevato che i pazienti immunodepressi sono soggetti particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità (sviluppo di quadri di infezione alle basse vie aeree, inclusa la polmonite, e rischio di insufficienza respiratoria) che la mortalità, in caso di infezione da virus respiratori. Oltre al coronavirus, i virus respiratori più frequentemente causa di infezione sono il virus dell’influenza, i virus parainfluenzali, il virus respiratorio sinciziale, il metapneumovirus e il rhinovirus.

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