Corte costituzionale, parla il Presidente Giuliano Amato - QdS

Corte costituzionale, parla il Presidente Giuliano Amato

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Corte costituzionale, parla il Presidente Giuliano Amato

giovanni cattarino  |
martedì 31 Maggio 2022 - 08:51

Un’intervista del Presidente della Corte Giuliano Amato apre l’“Annuario 2021”

Un’intervista del Presidente della Corte Giuliano Amato rilasciata a Donatella Stasio, responsabile della comunicazione, apre l’“Annuario 2021”, report sull’attività della Corte per l’anno trascorso e consultabile sul sito.

Riportiamo alcuni temi tra i molti affrontati. Innanzitutto, la pandemia. Come ha influito sull’attività della Corte?

La pandemia ha modificato il modo di lavorare della Corte

In due modi risponde Amato. Primo, ha modificato il modo di lavorare della Corte. Molti adempimenti processuali sono stati svolti per via informatica, grazie all’introduzione del “processo costituzionale telematico”; gli avvocati sono intervenuti da remoto alle udienze pubbliche, che, peraltro, hanno continuato a tenersi regolarmente; gli uffici sono ricorsi allo smart-working.

Secondo, ha fornito materia per questioni di costituzionalità: tra le altre quella relativa alla legittimità dei decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri per fronteggiare la pandemia (sent. n.198/2021), quella sul potere, da riservare allo Stato, di disciplinare in modo uniforme le situazioni eccezionali coinvolgenti l’intero Paese (sent. n. 37/2021). Quanto ai contenuti delle normative emergenziali, la Corte è stata chiamata a verificare la congruità delle norme di deroga adottate in vari settori (tra gli altri, quello delle locazioni nella sent. n.128/2021).

Le decisioni assunte in materia di filiazione

Particolarmente significative nell’anno trascorso, anche le decisioni assunte in materia di filiazione. Il tema del diritto dei figli a ricevere dai genitori quelle cure che la nostra Costituzione e diversi trattati internazionali, sottoscritti dall’Italia, garantiscono loro ha occupato i giudici costituzionali anche con riferimento alle famiglie omoparentali. Erano state portate all’attenzione dei giudici ordinari questioni quali il riconoscimento giuridico della madre cosiddetta “intenzionale” che accanto a quella biologica si è presa cura del minore o il trattamento da riservare al figlio nato all’estero da maternità surrogata, vietata dalla legge italiana, cresciuto da due uomini. In mancanza di rimedi offerti dalle leggi i giudici si erano rivolti alla Corte, chiedendo, pronunce additive che colmassero i vuoti di tutela riscontrati. La Corte ha risposto: deve intervenire il legislatore perché è compito suo contemperare i diversi interessi da tutelare realizzandone un ragionevole bilanciamento (sentt. nn. 31 e 32 del 2021). Tuttavia il legislatore, malgrado i numerosi “moniti” (ben 29 nell’anno trascorso), rivoltigli dalla Corte perché legiferi nelle più diverse materie – Amato preferisce l’espressione “inviti a provvedere”, perché… non siamo a scuola! – il più delle volte rimane inerte.

Il Parlamento sembra distante e sordo ai bisogni delle famiglie omoparentali

Sembrerebbe quasi che il Parlamento, a differenza del giudice, confrontato quotidianamente con il vissuto delle persone, sia distante e sordo ai loro bisogni contribuendo così ad alimentare quel diffuso sentimento di disaffezione per la politica che serpeggia nel Paese. Giuliano Amato, da esperto uomo delle Istituzioni quale è, riconosce al Parlamento delle attenuanti. Legiferare, ricorda, non significa risolvere il singolo caso come fa il giudice, ma dettare norme per la generalità dei casi. Con una faticosa opera di mediazione volta a comporre posizioni politiche diverse, magari antitetiche, anche su temi etici estremamente divisivi, come si è visto proprio in tema di maternità per conto di altri o di suicidio assistito. Il nostro organo di giustizia costituzionale è consapevole di non potersi sostituire al Parlamento; deve rispettarne i tempi di decisione anche se talvolta possono apparire troppo dilatati.

La questione relativa al cosiddetto “ergastolo ostativo”

Prova di questa disponibilità al dialogo è l’accoglimento dell’istanza di rinvio della discussione della questione relativa al cosiddetto “ergastolo ostativo” sul quale la Corte aveva messo in mora il Parlamento perché ne elimini i profili di incostituzionalità già riscontrati (ord. 97 del 2021). La Corte, preso atto che i lavori del Senato riguardanti la proposta di legge sull’ergastolo ostativo sono ormai prossimi alla conclusione, ha rinviato la trattazione della questione, inizialmente prevista per l’udienza del 10 maggio scorso, all’udienza pubblica dell’8 novembre 2022.

Giovanni Cattarino
già Consigliere della Corte costituzionale e Capo Ufficio Stampa

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