Covid, in Sicilia è tornato l'incubo per la zona gialla - QdS

Covid, in Sicilia è tornato l’incubo per la zona gialla

redazione web

Covid, in Sicilia è tornato l’incubo per la zona gialla

giovedì 26 Agosto 2021 - 07:03

Già domani nell'Isola potrebbe essere proclamato il cambio di colore, con chiusura da lunedì. A rischio anche la Sardegna. Scontro a destra sull'obbligo di vaccino. Indice puntato contro i 30-50enni

Torna l’incubo giallo per Sicilia e Sardegna alla vigilia del nuovo monitoraggio settimanale: le due Regioni sono entrambe fuori dai parametri per i ricoveri.

Per la Sicilia tutti e due i parametri sono oltre i limiti previsti, con le terapie intensive che restano all’11% e le aree mediche che salgono al 20% (+1%).

Sale la Calabria per le rianimazioni al 7% (+1%) mentre resta al 15% per i reparti su livello massimo.
L’Italia e’ stabile al 6% per le intensive e al 7% per i reparti.

I dati sono riportati nel monitoraggio quotidiano dell’Agenas riferito al 25 agosto.

“Una situazione sospesa”, la definiscono gli scienziati.

Rallenta la campagna vaccinale

Secondo l’analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo del Cnr, è rallentato molto il ritmo della campagna vaccinale.

“In Italia – ha detto – l’analisi delle differenze settimanali della curva dei positivi totali rivela negli ultimi quattro giorni una ripresa del contagio, da confermare con i dati dei prossimi giorni”.

Domani Sicilia dichiarata zona gialla?

A livello regionale, i dati epidemiologici relativi a martedì 24 agosto, giorno al quale fa riferimento il monitoraggio settimanale del venerdì, indicano, secondo Sebastiani, che “nonostante l’aumento dei posti disponibili ufficiali nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva, la Sicilia è oltre le soglie del 15% e 10% per occupazione di posti e quindi, a rigore, dovrebbe essere dichiarata zona gialla venerdì 27 agosto, con entrata in vigore effettiva lunedì 30 agosto”.

Scontro a destra sull’obbligo di vaccino

Intanto è scontro a destra sull’obbligo di vaccino.
Matteo Salvini è andato contro il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani, che definiva “inevitabile” l’obbligo vaccinale, dimostrando che la federazione dei partiti della destra è ancora lontana.

Salvini ha confermato il no della Lega e proposto test salivari in vista della conversione del decreto sul Green Pass.

Per il certificato verde, Vaia dello Spallanzani ha proposto invece una proroga della durata anche oltre i 12 mesi.

Far ripartire la campagna vaccinale

Ma l’unica, vera, possibilità di evitare la chiusura delle varie regioni, è quella di far ripartire la campagna vaccinale.

Mancano infatti ancora all’appello ben sei milioni di persone nella fascia di età compresa tra i 30 e 59 anni. Cittadini che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

Indice puntato contro i 30-50enni

La cifra emerge elaborando i dati aggiornati della campagna di immunizzazione.

Proseguono invece con un buon ritmo le vaccinazioni dei giovanissimi (e che hanno iniziato per ultimi): nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni hanno completato il ciclo in 3.288.696, si tratta del 54,69% dell’intera platea formata da 6.013.709.

I ragazzi totalmente scoperti dal siero ad oggi sono 1.596.548.

La situazione in Italia

Sono 7.548 i positivi ai test Covid individuati nell’ultimo bollettino, di ieri sera, secondo i dati del Ministero della Salute.

Il giorno prima erano stati 6.076. Sono state invece 59 le vittime in un giorno, stabile rispetto alle 60 del giorno precedente.

Sono 499 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, cinque in meno rispetto a ieri.

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