Covid, più di centomila morti, riunione del Cts su lockdown - QdS

Covid, più di centomila morti, riunione del Cts su lockdown

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Covid, più di centomila morti, riunione del Cts su lockdown

martedì 09 Marzo 2021 - 06:30
Covid, più di centomila morti, riunione del Cts su lockdown

Il Comitato tecnico scientifico, nel vertice odierno, valuterà nuove misure. L'ipotesi è quella di una chiusura nei weekend chiusi e di zone rosse più dure, ma non si esclude un lockdown

L’Italia supera i centomila morti dall’inizio della pandemia e si colora sempre più di rosso a causa delle varianti del virus che spingono verso l’alto la curva dei contagi e riportano in sofferenza gli ospedali, con le terapie intensive di undici regioni già sopra la soglia critica del 30%.

Chiusure e restrizioni decise dai governatori che potrebbero anticipare un nuovo intervento del governo: il Comitato tecnico scientifico si riunirà nelle prossime ore per valutare su richiesta del governo i nuovi interventi.

Le ipotesi sono delle chiusure generalizzate nei weekend, delle zone rosse più severe, come fu a Codogno nella prima ondata, e il criterio di duecentocinquanta casi ogni centomila abitanti per entrare automaticamente in zona rossa.

A poco più di un anno dalla morte di Adriano Trevisan, il 78enne di Vo’ Euganeo che sarà ricordato per sempre come la prima vittima del Covid nel nostro Paese, l’Italia supera dunque una soglia simbolica e inimmaginabile fino a dodici mesi fa: i morti per il virus il doppio di quelli di Aids, 34 volte quelli del terremoto dell’Irpinia, cinquanta quelli del Vajont, trecento volte quelli de l’Aquila.

Le 318 vittime nell’ultimo bollettino portano infatti il totale a 100.103 e non è affatto finita visto che i ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti ospedalieri salgono inesorabilmente (2.700 sono ora i pazienti in rianimazione, e 21.831 quelli nei reparti ordinari, con un incremento di ben 687) e ci sono altri 13.902 positivi, settemila meno di ieri ma con novantamila tamponi in meno, tanto che il tasso di positività resta stabile al 7,5%.

In una situazione simile, con “ogni vita che conta” come dice il premier Mario Draghi, mantenere le misure restrittive e anzi rafforzarle è l’unica strada possibile.

“Le prossime ore non saranno facili dobbiamo provare a piegare la curva e richiamare tutti alla massima attenzione”, ha ribadito il ministro della Salute Roberto Speranza ieri al termine di una giornata in cui ha prima incontrato i tecnici con la collega Mariastella Gelmini e poi ha visto il presidente del Consiglio per informarlo sul nuovo piano vaccini.

Nelle prossime ore potrebbe esserci una nuova cabina di regia, in vista del nuovo incontro di giovedì con le Regioni, in cui saranno affrontati ancora i tre temi che sono stati al centro della riunione: distribuzione, logistica, somministrazione.

E si parlerà delle nuove misure anche alla luce della riunione del Cts.

Nella maggioranza c’è tensione sull’ipotesi del lockdown generale, che al momento però nessuno avrebbe messo sul tavolo in maniera netta.

Il populista Matteo Salvini esplicita la contrarietà della Lega: “chiudere adesso senza vaccini non serve a niente e nessuno”.

Realista invece Berlusconi, secondo il quale “la stagione dei sacrifici non è finita e i dati non ci consentono di abbassare la guardia”.

Per difendere la scuola è invece Italia Viva ad invocare il lockdown “tenerle chiuse e lasciare aperto il resto è inutile e sbagliato. Se devono chiudere allora è preferibile un lockdown generale e breve per poi cercare di riaprire tutto in sicurezza”.

Con il nuovo monitoraggio la maggior parte delle regioni finirà in fascia rossa e arancione (in giallo potrebbero rimanere solo Sardegna, Sicilia e forse Valle d’Aosta e Liguria) e dunque scatteranno le misure più restrittive, con la chiusura dei ristoranti anche a pranzo, in arancio, e dei negozi, in rosso.

Per fortuna la situazione in Sicilia è, almeno per il momento, diversa.

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