Coronavirus, "La situazione in Sicilia meno allarmante di altre” - QdS

Coronavirus, “La situazione in Sicilia meno allarmante di altre”

Patrizia Penna

Coronavirus, “La situazione in Sicilia meno allarmante di altre”

venerdì 09 Ottobre 2020 - 00:10
Coronavirus, “La situazione in Sicilia meno allarmante di altre”

Il punto del Presidente della Regione, Nello Musumeci. La Sanità siciliana si sta preparando all’eventuale “peggio”. L'assessore alla Salute Razza: “Non mi spaventa che cresca la platea degli asintomatici. Migliora la strategia per la ricerca virus”

PALERMO – “Noi non abbiamo avuto un solo turista contagiato in questa seconda fase, mentre li abbiamo avuti nella prima”. È quanto ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo sull’emergenza coronavirus.

“Oggi siamo in una condizione non certamente allarmante rispetto ad altre regioni – ha aggiunto Musumeci che poi però ha precisato: “Siamo in condizioni di poter guardare alle prossime settimane non con serenità ma pronti ad affrontare il peggio”.

Il governatore ha spiegato che “nella prima fase eravamo impreparati a questa maledetta epidemia, abbiamo dovuto sacrificare alcuni reparti per dare spazio ai malati di Covid e alle patologie più urgenti. Adesso stiamo razionalizzando le strutture ospedaliere siciliane per non sacrificare chi deve operarsi per un problema ortopedico, cardiaco o per un tumore”. Nonostante ciò “il nostro sistema sanitario ha retto bene e diversi pazienti del Nord sono stati curati al Sud”.

Musumeci ha poi spiegato come la Sanità siciliana si sta preparando all’eventuale “peggio” da lui stesso paventato: “Stiamo creando percorsi separati – ha detto – reparti specializzati per il Covid e nelle altre strutture, evitando interferenze, possiamo consentire che le altre branche della sanità vadano avanti e possano lavorare nelle sale operatorie, fare fronte ad eventuali terapie di contagio particolarmente gravi. Su 5 milioni di abitanti abbiamo in Sicilia 30 ricoverati in terapia intensiva, il fenomeno è particolarmente contenuto. Ci sono poi 300 ospedalizzati ma sono quelli che hanno bisogno di stare sotto il diretto controllo medico”.

Tempi per fare un tampone? “Ci sono due percorsi diversi, dipende se il soggetto ha i sintomi o meno”, ha detto il presidente della Regione. “I tempi sono di 40-45 ore, abbiamo più di venti laboratori – ha aggiunto -. Abbiamo inoltre comprato 2 milioni di tamponi rapidi, di cui un milione già arrivato, che nel giro di un’ora ci permettono di essere in grado di avere l’esito”.

Coronavirus: Razza, 4 ricoverati a fronte di 259 nuovi positivi. Migliora strategia di ricerca virus

“Oggi crescono di quattro unità i ricoveri, aumentano di 259 i positivi. Oltre 7400 tamponi, cui si aggiungono i tamponi rapidi e i test sierologici. È una buona risposta alla strategia di ricerca capillare dei positivi che stiamo affinando giorno dopo giorno. Non mi spaventa che cresca la platea degli asintomatici: più ne cerchiamo, più ne troveremo. È molto importante, invece, che si lavori – come stiamo facendo – sul turnover ospedaliero, che si aprano aree a bassa intensità di cure e che si lavori sugli screening territoriali. E, soprattutto, che ogni cittadino uniformi i propri comportamenti al rispetto delle regole”.
Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

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