Coronavirus, Ars,"Non dovevamo farci trovare impreparati” - QdS

Coronavirus, Ars,”Non dovevamo farci trovare impreparati”

Raffaella Pessina

Coronavirus, Ars,”Non dovevamo farci trovare impreparati”

martedì 17 Novembre 2020 - 00:09

Lo ha detto Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione Salute dell'Assemblea regionale siciliana parlando della seconda ondata. “Preoccupa crescente numero di contagi tra il personale sanitario”. Ma il governo regionale rassicura

PALERMO – In Sicilia sono quasi 30 mila i contagiati con i 1.461 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, su 8.151 tamponi effettuati. Palermo la più colpita con 445 contagi, seguono Catania 328, Ragusa 218, Messina 110, Trapani 127, Siracusa 79, Agrigento 26, Caltanissetta 79 ed Enna 49. Di questi 1.725 sono i ricoverati, 16 in più rispetto a ieri: 1.501 in regime ordinario e 224 in terapia intensiva con un aumento di 7 ricoveri. In isolamento domiciliare sono 28.040 persone mentre sono 932 i decessi in totale. I guariti sono 467.

La seconda ondata di contagi da Coronavirus ha generato una crescente preoccupazione ma anche tantissime polemiche sulla “tenuta” del nostro sistema regionale sanitario di fronte ad una gestione della pandemia che appare sempre più “emergenziale”.

Perplessità e timori sono stati manifestati soprattutto dalla politica e dai sindacati, poi però puntualmente respinti con decisione dal governo regionale guidato da Nello Musumeci. Un tira e molla che si rinnova giorno dopo giorno. Il vice presidente della commissione Sanità all’Ars, Carmelo Pullara (Popolari ed autonomisti – Idea Sicilia) in una nota dichiara che la seconda ondata era prevedibile: “Se avessimo posto in essere la programmazione che era stata prevista oltre quattro mesi fa, non ci saremmo fatti trovare impreparati”.

Pullara afferma che era assolutamente da evitare il sovraffollamento di reparti vista la mancanza di dispositivi individuali, disinfettanti e altri supporti necessari a contrastare il virus. “Con preoccupazione – ha detto – leggiamo di un crescente numero di contagi tra il personale sanitario (medici, operatori socio sanitari e infermieri, che sia al Civico di Palermo che al San Giovanni di Dio di Agrigento, non possono lavorare e sono isolati in casa. La verità è che il sistema non regge, se il pronto soccorso del Civico dovesse crollare saremmo subito zona rossa”.

L’allarme sui contagi degli operatori sanitari è stato lanciato anche dal sindacato della Uil Fpl Sicilia Palermo, che sollecita nuove assunzioni: “In piena recrudescenza della pandemia si assiste ad un contagio sempre più frequente tra gli operatori sanitari. Si assottiglia così il numero dei lavoratori impegnati ogni giorno ad assistere e curare i malati a danno degli stessi e dell’utenza. Occorre, pertanto, intervenire subito con l’assunzione di personale che immetta forze fresche a fianco degli operatori oggi in trincea, stremati e logorati, in una battaglia dai tempi lunghi e la cui fine sembra ancora lontana”.

E riferiscono che alcune aziende della sanità siciliana intendono assumere personale ma con contratto a tempo determinato. “Una decisione illogica, inopportuna e totalmente inadeguata rispetto alla durata dell’emergenza Covid e al fabbisogno di risorse umane necessario per rispondere alle esigenze organizzative ed assistenziali – ha scritto la Uil in una nota che chiede ai manager della sanità la adozione di misure serie, stabilizzando il personale. “Soluzioni fragili e temporaneamente risibili, infatti, renderebbero difficile la reperibilità dei lavoratori e ne mortificherebbero anche la dignità economica”.

In risposta alle critiche mosse da parte della politica e dai sindacati vi sono le rassicurazioni da parte del governo. Il dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Salute, proprio ieri, ha precisato in una nota che le prestazioni relative ad altre patologie che non siano riconducibili al Covid vengono effettuate in strutture ospedaliere omologhe non direttamente coinvolte nell’emergenza pandemia e che “La rimodulazione di reparti specialistici operata in alcuni ospedali siciliani per fare fronte alle ulteriori necessità di contrasto alla pandemia, non produce né soppressioni né limitazione delle prestazioni”, garantendo la continuità assistenziale e l’accesso alle cure”.

“Tale precisazione – prosegue il Dps – si è resa necessaria in seguito ad uno stato di preoccupazione tra i cittadini generato, con ogni probabilità, da una fraintesa interpretazione di notizie inesatte rispetto al diritto alle cure per tutte le patologie non Covid”. Il dipartimento ha aggiunto che la Sicilia al momento risulta essere tra le regioni che stanno mantenendo le attività sanitarie ordinarie e non urgenti diverse dal trattamento del Coronavirus.

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