Dispersione scolastica in Sicilia, Flc Cgil: "Dato drammatico" - QdS

Dispersione scolastica, dato drammatico in Sicilia: “Povertà educativa inaccettabile”

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Dispersione scolastica, dato drammatico in Sicilia: “Povertà educativa inaccettabile”

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giovedì 08 Settembre 2022 - 11:42

"Dato drammatico": il sindacato legato al mondo della scuola commenta così il rapporto di "Save the Children" sulla dispersione scolastica e il triste primato della Sicilia per tasso di abbandono.

Il dato sulla dispersione scolastica in Sicilia è decisamente pessimo: mentre la media nazionale si attesta intorno al 12,7%, quello dell’isola è pari al 21,1%.

Lo ha confermato il Rapporto pubblicato da “Save The Children, che mette la Sicilia al primo posto in Italia per tasso di abbandono scolastico. A commentare il triste primato è Adriano Rizza, segretario della Flc Cgil Sicilia.

Dispersione scolastica in Sicilia, Rizza: “Dato drammatico”

“Il dato sulla dispersione scolastica in Sicilia è drammatico: è pari al 21.1%, quasi il doppio rispetto alla media nazionale del 12.7% e ancora più lontano dal livello fissato dal Consiglio dell’Ue del 9% da raggiungere entro il 2030″, dichiara Rizza.

Tra le ragioni, per FIc Cgil, ci sarebbe anche la qualità delle scuole e dell’offerta formativa. “Come fa notare il Rapporto, se si prendono in considerazione gli indicatori delle mense, del tempo pieno, delle palestre e dei certificati di agibilità si evince che la qualità dell’offerta scolastica al Sud, in particolare in Sicilia, è molto bassa. Basti pensare che se nel Centro-Nord almeno il 50% delle scuole primarie è dotato di mensa, in Sicilia questa percentuale scende sotto il 10%. La situazione è analoga sia per la presenza delle palestre e sia per l’attivazione del tempo pieno”.

“Più del 90% degli studenti siciliani non svolge le ore di educazione fisica in palestra e non accede al tempo pieno, facendo ad esempio nel corso dei 5 anni della primaria 2.5 anni di tempo scuola in meno rispetto ai bambini che hanno la possibilità di frequentarlo”.

“Tutto questo genera una povertà educativa pericolosa e inaccettabile per un Paese che si definisce civile e avanzato, Purtroppo dobbiamo constatare che anche le strategie messe in campo con il Pnrr non sono sufficienti per ridurre il divario tra Nord e Sud. Chiediamo, per l’ennesima volta alle forze politiche di impegnarsi in tal senso, perché la scuola oltre a essere un diritto fondamentale è il migliore investimento per il futuro delle nuove generazioni e del nostro Paese”.

Immagine di repertorio

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