Dove sta Zazà? - QdS

Dove sta Zazà?

Pino Grimaldi

Dove sta Zazà?

sabato 10 Luglio 2021 - 00:00

“Era la festa di San Gennaro..” è l’inizio della deliziosa canzone (testo Cutolo, musica Cioffi) che nel 1944 (guerra in corso, non dimentichiamo!) ebbe fortuna nella interpretazione del grande Nino Taranto al punto che le truppe Americane entravano nelle varie parti d’Italia che andavano conquistando al canto dell’ultima strofa della canzone: “dove sta Zazà, bellezza mia”.

L’interesse per qualcosa che fu definita dall’Autore “stupida, ma avvincente” si sta ripetendo – per assonanza quasi – con il dibattito sul ddl Zan (Alessandro, ingegnere classe 1973, seconda legislatura alla Camera per il Pd) primo firmatario della legge approvata alla Camera il 4 Novembre 2020 con 265 si e 193 no,1 astenuto sulla “omotransfobia da sette mesi giacente in commissione Giustizia del Senato per una levata di scudi delle destre ma anche di Italia Viva (Renzi) ed un intervento diplomatico con “nota breve” dello Stato del Vaticano per il quale alcuni contenuti del decreto sarebbero in conflitto con I Patti lateranensi (Trattato e Concordato) del 1929 (Mussolini) recepito nello art.7 della Costituzione Italiana del 1948 e revisionato nel 1984 (Craxi).

Apriti cielo! Si grida allo scandalo, si definiscono da parte di un rapper in voga, tale Fedez, i politici italiani “cretini”, il mondo omotransgender, con affiliati, in subbuglio; dibattito in Parlamento e piazze, tv, radio, giornali da referendum costituzionale monarchia-repubblica; Europa che ficca il naso profittando di quanto pare appaia in Ungheria condannata per violazione diritti civili e paragonata all’Italia ove non approvasse il ddl, possibile crisi del Governo Draghi se dovesse porre la fiducia sul decreto per toglierselo dai piedi. Insomma per dirlo con la frase usata dall’ambasciatore Inglese quando la Thacher gli chiese come andasse in Italia la riforma sanitaria scopiazzata da quella britannica “un fatto erotico religioso: in breve un casino della mad…..”!

Tutto per non avere considerato che la Legge è uguale per tutti, ma tutti dobbiamo esser uguali per la Legge. Che decodificato significa che non vi possono essere attenuanti od aggravanti legate a qualsivoglia differenza, fatte eccezioni malattie, età, disabilità. E che se gli omotrans ed affiliati vogliono avere un trattamento particolare hanno da ammettere – a monte – che non sono normali. Esattamente il contrario di quanto vorrebbero veder riconosciuto!

Vi è la Legge Mancini “ad abundantiam” chiara nel punire sentimenti di odio e violenza contro chicchessia; non è una ragione che il ddl perché passato alla Camera sia “ipse dixit”, altrimenti non si capirebbe la doppia lettura per qualsiasi atto legiferativo; e soprattutto quanti tra noi hanno un loro personale orientamento sessuale, questi è elemento che riguarda il singolo e non la collettività che si vorrebbe avviare ad avere nel proprio seno più “diversi” che “normali i quali finiranno per sentirsi “diversi”: della serie invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Parafrasando Cutolo in cerca della perduta Zazà: dove vai Zan-Zan, bellezza mia”?

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