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Enna, una spinta per l’integrazione grazie al lavoro della Prefettura

redazione

Enna, una spinta per l’integrazione grazie al lavoro della Prefettura

venerdì 29 Ottobre 2021 - 00:00

L’inserimento degli stranieri continua a essere obiettivo primario. La nuova normativa sull’emersione dei rapporti lavorativi ha consentito agli uffici competenti di definire il 76% delle posizioni

ENNA – La Prefettura come motore dell’integrazione del territorio. Lo dimostrano i numeri dello Sportello unico per l’immigrazione (Sui) dell’Ufficio territoriale del Governo, che come sottolineato dai responsabili “continua ad assicurare elevati standard di risposta nell’evasione delle pratiche di emersione presentate ai sensi dell’art. 103 del cosiddetto decreto Rilancio”.

Grazie anche alla sinergia tra le componenti del Sui, non disgiunta dalla collaborazione offerta dai due giovani interinali selezionati da Mainpower, sta proseguendo l’azione di spinta all’integrazione, che non può non passare attraverso l’emersione dei rapporti di lavoro. Dall’entrata in vigore della normativa, il 76% delle posizioni lavorative sono state definite. La metà di queste sono riconducibili a lavoro domestico.

“Per il 17% dei procedimenti di emersione – hanno sottolineato dalla Prefettura – è stato avviato il rigetto e si resta in attesa di riscontro, mentre nemmeno il 10% sono state chiuse con esito negativo. Dei rigetti opposti, la quasi totalità discende dalla mancata esibizione di documentazione utile ai fini della definizione delle pratiche, non opportunamente integrata a seguito di formale sollecito di questo Ufficio.

Solo due le rinunce pervenute dopo la presentazione della domanda di emersione e due i decessi di datori di lavoro a seguito dei quali sono stati rilasciati permessi di soggiorno in attesa di occupazione, non precludendo così ai prestatori di lavoro la possibilità di soddisfare la propria offerta di lavoro con altra parte datoriale”.

Tale attività assume maggiore risalto se letta congiuntamente ad altri importanti segnali di inclusione, quali, per esempio, quella portato avanti da Umana Solidarietà in seno al progetto Su.Pre.Me finanziato dalla Regione Siciliana, per sensibilizzare la popolazione straniera soggiornante regolarmente sul territorio alla conoscenza di informazioni basilari sulla salute e sulla sanità al fine di agevolare il loro accesso ai servizi sanitari in maniera informata e consapevole. Proprio al riguardo, un camper medico-sanitario attrezzato e un’equipe multidisciplinare, formata da professionisti in area medico-legale-psicologica e mediatori culturali, ha fatto tappa in vari centri del territorio.

L’integrazione, insomma, continua a restare un obiettivo primario, perché grazie al supporto degli stranieri alla vita sociale si configurano nuove prospettive di crescita della comunità e dell’economia.

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