Fase 3, salviamo l’estate dei bambini “contatti in gruppi omogenei” - QdS

Fase 3, salviamo l’estate dei bambini “contatti in gruppi omogenei”

redazione

Fase 3, salviamo l’estate dei bambini “contatti in gruppi omogenei”

martedì 16 Giugno 2020 - 00:00
Fase 3, salviamo l’estate dei bambini “contatti in gruppi omogenei”

I consigli della Società italiana di pediatria (Sip) per vivere la stagione estiva in sicurezza. “Bisogna parlare ai più piccoli, infondere messaggi chiari e che non siano di terrore”

di Elida Sergi

ROMA – Sarà un’estate diversa, che risentirà inevitabilmente delle conseguenze legate all’emergenza coronavirus, quella che vivranno bambini e ragazzi. Un’estate nella quale spetterà ai genitori infondere consapevolezza e non paura eccessiva, offrire momenti di svago all’insegna del buon senso, senza trascurare l’importanza di prevenire i contagi e la necessità che i più piccoli hanno di relazionarsi per quanto possibile con i coetanei.

Sì quindi alla vita sociale in gruppi omogenei, sempre gli stessi amichetti in modo da ridurre la possibilità che vi sia qualcuno portatore del virus o che in caso ciò avvenga sia più facile risalire ai contatti, sì ai pranzi e alle merende da casa in sicurezza sotto l’ombrellone. A evidenziarlo è Rino Agostiniani, vice presidente della Società italiana di pediatria (Sip).

Importante è non trascurare l’igiene delle mani, mantenere la distanza sociale il più possibile più che far leva sul senso di sicurezza che infonde indossare la mascherina, spiegando ai ragazzi che protegge gli altri più che noi stessi. E i pediatri avvertono: ci sono troppe fake sulle mascherine, luoghi senza prove che riguardano gli effetti che queste avrebbero sulla salute dei più piccoli. Ma bisogna anche gestire con equilibrio le richieste di giocare con gli altri.

“Sarà un’estate in cui dovremo avere precauzioni – spiega Agostiniani – cercare di ridurre la possibilità di contagi e trasmissione del virus. La situazione che stiamo vivendo ci accompagnerà per diversi mesi, anche al rientro a scuola e in inverno oltre che in questa stagione. Per questo bisogna parlare ai bambini, infondere consapevolezza e messaggi chiari, ma che non siano di terrore”.

“Questa estate si potrà andare al mare – prosegue – nei periodi estivi le forme virali come quella del Covid 19 sono forme che hanno modalità di trasmissione meno pericolose rispetto ai periodi autunnali o invernali, quando si sta in ambienti chiusi e c’è più umidità. Stare all’aperto, con un clima caldo, secco, rende anche più difficile la trasmissione di goccioline di saliva. Ci sono raccomandazioni di avere attenzione all’igiene delle mani, tra ombrelloni ci sono le distanze da mantenere, ma a un bambino di quattro anni non vieterei mai di andare a giocare sul bagniasciuga con un amichetto. Ci vuole equilibrio e buon senso: concentrare l’attenzione sul rischio infettivo, ma anche sul bisogno di relazioni con gli altri. Al bambino bisogna spiegare di non portare le mani in bocca se si sono toccate troppe cose, di non stropicciarsi troppo gli occhi. Vi sono indicazioni in caso di stretto contatto per i più grandi di indossare la mascherina, ma se si è più vicini di un metro”.

Promossi dall’esperto anche la montagna, con i suoi spazi aperti molto indicati, purché sia qualcosa che piace a tutta la famiglia, e i centri estivi se si rimane in città. Per quello che invece riguarda l’uso delle mascherine, la Sip spiega che i bambini che indossano la mascherina per più ore al giorno non rischiano una carenza di ossigeno. La mascherina, inoltre, non indebolisce il sistema immunitario e non altera la flora intestinale. I pediatri evidenziano che l’uso prolungato della mascherina nei bambini non porta ad alcalosi, in quanto “la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile”.

La Sip sottolinea inoltre che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”. Oltre a non indebolire il sistema immunitario, anzi “la mascherina chirurgica previene il diffondersi delle infezioni e va portata dai bambini per evitare la trasmissione del coronavirus tra soggetti asintomatici”, i pediatri evidenziano inoltre che “non ci sono evidenze scientifiche in letteratura che documentino che un corretto utilizzo della mascherina possa comportare un’alterazione della flora batterica o disbiosi intestinale.

È obbligatorio portarla per tutti i bambini? Anche questo è un falso mito. Ci sono infatti bambini che sono esentati: quelli sotto i 6 anni e i bimbi affetti da disabilità non compatibile con un uso prolungato mascherina.

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