Ferita nell'esplosione di Parigi, la lotta di Angela per i disabili

Ferita nell’esplosione di Parigi, Angela lotta per i disabili: “In Sicilia per noi vita impossibile”

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Ferita nell’esplosione di Parigi, Angela lotta per i disabili: “In Sicilia per noi vita impossibile”

Melania Tanteri  |
giovedì 06 Ottobre 2022 - 12:17

Angela Grignano, la ballerina di Trapani ferita in Rue de Trévise, lancia un appello dal suo profilo Instagram, contro chi occupa il posto auto riservato.

Qualcuno alza le spalle e sposta l’auto. Qualcun altro, ancora, senza alcuna remora, addirittura infastidito, sembra quasi non capire il disagio che provoca a chi ha già una battaglia personale da combattere. L’occupazione del posto dei disabili da parte di chi non ne ha diritto è uno dei malcostumi più odiosi e che in Sicilia sembra non conoscere limiti: ambulanti, motorini, genitori in attesa dei figli. Troppo spesso, il posto riservato a chi non cammina o lo fa con difficoltà, è occupato abusivamente da persone che, evidentemente, non si rendono conto del disagio che provocano.

L’appello di Angela sui social

Ed è a loro che si rivolge Angela Grignano, la ballerina di Trapani ferita tre anni fa nell’esplosione di Parigi di Rue de Trévise e che, da allora, combatte la sua personale battaglia per salvare la caviglia. Questo non le impedisce, però, di lottare anche per gli altri, per tutti i disabili: dal suo profilo Instagram lancia l’appello contro chi, senza pensare alle conseguenze, occupa il posto auto riservato. Per poco tempo, solo con una ruota: chiunque non pensi alle conseguenze della propria leggerezza. “Tante volte, quando chiedo di liberare il posto, mi rispondono “basta chiedere” – ci racconta. Ma io non devo chiedere niente perché il posto è mio. Se qualcuno vuole il mio posto, si prenda la mia disabilità, Io la cedo volentieri”.

La denuncia su Instagram

Angela ha pubblicato numerose storie sul suo profilo. L’appello lo lancia per Trapani, come lei stessa ci spiega, ma il respiro è universale. “Non occupate i posti dei disabili, li rendete ancora più disabili – afferma, spiegando che significa per chi non cammina, per chi è costretto su una sedia a rotelle, trovare il parcheggio occupato. “Chi non ha una disabilità spesso non ci fa attenzione – spiega: eppure, un gesto così semplice per qualcuno significa tantissimo”.

In Sicilia poca sensibilità al tema

A Parigi c’è più sensibilità, “mentre in Sicilia a Palermo Catania e nella mia Trapani capita troppo spesso”, prosegue. Io capisco la frenesia, l’assistenza di parcheggio, la fretta, ma davvero ci vuole poco per rispettare la condizione dei disabili. Parlo a nome di tutti gli invalidi, non importa il grado, è una questione di diritti ma soprattutto di umanità e sensibilità”.

Una ‘leggerezza’ che complica la vita

Una mancanza di sensibilità che spesso peggiora una condizione già difficile. “Tante volte non si immagina neanche che un disabile possa essere autonomo – contina Angela. Si pensa sempre che debba essere aiutato da qualcuno eppure non è così. Ci sono tanti disabili che tentano con difficoltà di fare una vita normale ed essere assolutamente autonomi. Occuparne il posto auto anche solo parzialmente equivale a farli tornare indietro. Questi atteggiamenti ci impediscono di essere autonomi”. Imparare a riconoscere la disabilità per poter rispettare chi è disabile, è la strada che traccia Angela: “Per favore – tuona – evitate di complicarci la vita anche voi. Per quanto sorridiamo, andiamo avanti e non ci fermiamo davanti a niente, vi posso garantire che la nostra vita è complicata”.

L’appello alle “Città sensibili”

“Spero vivamente che in ogni città si inizi a progettare una buona e corretta educazione stradale, civica e che soprattutto nelle scuole, tramite anche professori coscienziosi, vengano discussi temi come questo – conclude – così da far riflettere tutti i ragazzi sui vari problemi che ci sono all’interno delle società e in modo da sviluppare un senso civico differente”.

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