Fine di un’era inizio di un’epoca - QdS

Fine di un’era inizio di un’epoca

Pino Grimaldi

Fine di un’era inizio di un’epoca

sabato 24 Settembre 2022 - 08:46

Inizierà domani votando per eleggere il nuovo Parlamento a chiusura di una era esordita con l’Unità d’Italia quando in Europa si ebbe un assetto di stati nazione che hanno resistito attraverso guerre, pretese geopolitiche, fine e resurrezioni di imperi e pseudo tali, con personaggi che hanno lasciato la loro impronta indelebile nel bene e nel male.
Tre fatti ne hanno determinato la fine già iniziata con la Brexit, il Covid 19 e la guerra in Ukraina.

Dopo 70 anni di regno – il più lungo a memoria d’uomo – è scomparsa Elisabetta II che ha assistito ad una trasformazione non indifferente del suo impero alla fine tenuto in piedi solo da 4 stati mentre gli altri dieci via, via si sono allontanati. La pandemia da Covid 19 che non ha risparmiato alcuno nel mondo e che ha visto il pianeta isolarsi, ciascuno nel suo angolo per sopravvivere: riuscendoci.
La operazione speciale militare della Russia in Ucraina che dopo più di sei mesi è sul palcoscenico dell’Onu a dimostrare la inconsistenza di una Organizzazione che nel 1945 dopo l’affossamento della Società delle Nazioni sembrava dovesse esser capace di dare pace e serenità al mondo e che ha portato invece il suo Segretario generale Guterres giorni fa a dire che la situazione è gravissima e risolverla, allo stato attuale, difficilissimo, facendo intendere che fino a quando ci saranno nazioni (le cinque vincitrici della II Guerra Mondiale) con diritto di veto non si riuscirà a fare un passo avanti.

L’Europa che si allarga e stringe a fisarmonica dandosi tante arie, ma purtroppo senza governo e propria Costituzione, né politica estera, né difesa comune che vede nel suo seno la presenza della Nato di cui tutti parrebbero contenti senza calcolare che siamo sotto l’ombrello americano con rapporti ondivaghi in funzione di chi sia il Presidente Usa, e dunque non una a 27, ma con Stati che escono ed entrano per una porta girevole.
Ed una Russia, per la quale tanto si è fatto nel passato, a desiderare suo il passato imperiale.
In Italia un Presidente del Consiglio a New York dichiarato “migliore statista mondiale dell’anno” con “laudatio” fattagli da Kissinger – in buona forma nonostante i 99 anni – da noi scaricato giù malamente da una accozzaglia di ignoranti di politica come mai si era vista. Ed ora a giorni con Parlamento ridotto numericamente e collegi di quasi 100mila abitanti che minano il rapporto tra elettore ed eletto.
In tanto bailamme un vento di destra ha già investito Paesi Europei (Svezia) e potrebbe frusciare a casa nostra per una sinistra inconcludente e di malanimo con alleanze fondate su baci quasi sensuali sulle guance tra leader, ma rottura ed odio l’indomani.

Un’epoca di incomprensioni, nazionalismi, interessi particolari e incapacità di dare lavoro e serenità inizia in questo autunno già storicizzato dal pianto per Elisabetta ed un monarca di 73 anni a dire “mi ispirerò a mia madre durante la mia vita” (non citando il regno).
Come nel Titanic: i sopravvissuti ringrazino il Padreterno per avercela fatta.

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