Avviso 8, enti impreparati e difficoltà per la progettazione - QdS

Avviso 8, enti impreparati e difficoltà per la progettazione

Michele Giuliano

Avviso 8, enti impreparati e difficoltà per la progettazione

sabato 17 Ottobre 2020 - 00:00
Avviso 8, enti impreparati e difficoltà per la progettazione

Sono passati 6 anni da quel bando e ora ci sono problemi nell’attuazione degli adempimenti. Chiesta e accettata una proroga dalla Regione, si dilatano i tempi per la partenza dei corsi

PALERMO – I tempi per l’avvio dell’avviso 8/2016 si allungano ancora. Dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva lo scorso agosto, sono state avviate le procedure per la presentazione, da parte degli enti in posizione utile in elenco, della progettazione esecutiva, che spiega in maniera dettagliata tutto ciò che riguarda lo svolgimento delle attività, dall’elenco dei docenti, al calendario didattico per singolo corso, gli allievi, il personale utilizzato e il materiale necessario, il tutto corredato dal piano economico-finanziario.

Un mese il tempo concesso, 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana. La data ultima, almeno al momento, è stata fissata al prossimo 31 ottobre. Giorni che, a detta delle diverse associazioni datoriali che hanno scritto agli uffici regionali, sono troppo pochi per poter preparare tutto. E l’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ha voluto concedere più tempo.

Come si legge nel decreto del direttore generale n. 489 emesso l’8 ottobre, “vista la nota con la quale le associazioni datoriali Anfop, Asef, Assofor, Cenfop, Deder terziario scuola e Formare, in considerazione dell’emergenza sanitaria Covid-19, hanno richiesto una proroga del termine previsto”, l’assessorato ha deciso di rispondere favorevolmente prorogando la scadenza al 31 ottobre prossimo. Si è tenuto conto, infatti, del lungo tempo intercorso tra la pubblicazione dell’Avviso 8/2016 e l’approvazione dell’ultima rimodulazione della graduatoria definitiva con conseguenti ed evidenti modifiche del contesto di riferimento, oltre che delle difficoltà legate al perdurare dell’emergenza sanitaria, che sta creando, ai soggetti utilmente collocati in graduatoria, notevoli difficoltà nell’attuazione degli adempimenti previsti per la presentazione della progettazione esecutiva.

Insomma, pochi altri giorni e poi l’attesa dei decreti di finanziamento, per poter passare veramente alla fase operativa, che presumibilmente sarà avviata nel 2021, ormai poco lontano. Quasi 5 anni, quindi, per un avviso che ha vissuto una storia travagliata, fatta di graduatorie, ricorsi, sentenze e nuove graduatorie da rivedere.

L’ultimo intervento, quello del Consiglio di Giustizia Amministrativa, dopo gli ennesimi ritardi degli uffici regionali che nell’emissione della graduatoria definitiva. Il Cga ha accolto il ricorso presentato dall’Eap Fedearcom e, per risolvere il problema in tempi celeri, è stato quindi nominato quale commissario ad acta il segretario generale della Regione Siciliana Maria Mattarella per velocizzare la procedura e poter finalmente rendere operativo l’avviso, in attesa ormai da ben 4 anni.

Un ulteriore passaggio che i lavoratori e gli enti della formazione professionale volevano sicuramente evitarsi, vista la condizione al momento drammatica, tra emergenza sanitaria, che ha rallentato ulteriormente i tempi già lenti dell’assessorato nell’emissione dei decreti di finanziamento per le attività relative all’avviso 2, il rinnovo dell’albo, che ha visto un numero consistente di lavoratori rimanere fuori dall’elenco degli operatori, e un futuro incerto per il quale non è data alcuna programmazione né a breve né a lungo termine.

L’avviso 8 potrebbe essere una piccola boccata d’aria, con 136 milioni di euro da spendere, e una graduatoria, che, dopo la revisione imposta dal Cga, dovrebbe permettere a molti enti storici di rientrare, grazie ai criteri ‘A1’ e ‘A2’, relativi all’esperienza nel settore dell’ente di formazione e del personale coinvolto nel progetto, che in una prima fase erano stati trattati in maniera tale che anche enti senza alcuna esperienza potessero guadagnare punti sulla base di una “promessa” di assunzione di personale con una certa anzianità.

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