Gay picchiati, i "no" dal Vaticano, il peso dell’omosessualità in Italia - QdS

Gay picchiati, i “no” dal Vaticano, il peso dell’omosessualità in Italia

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Gay picchiati, i “no” dal Vaticano, il peso dell’omosessualità in Italia

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mercoledì 24 Marzo 2021 - 10:27

Il presidente di Arcigay Palermo, Marco Ghezzi, spinge alla calendarizzazione al Senato del ddl contro l’omotransfobia e la misoginia: “Legge Zan punto di partenza per nuovi orizzonti educativi".

Il pestaggio dell’attivista Lgbt Christopher Jean Pierre Moreno e del suo compagno nella banchina di una stazione metropolitana a Roma, le dichiarazioni del Vaticano che afferma l’illiceità nel benedire le unioni gay.

Se è vero che per fare dei passi avanti a volte occorre farne almeno uno indietro, in Italia, negli ultimi giorni, è partita una vera e propria marcia al regresso che ha portato, per certi versi, ad una situazione di stallo.

La legge Zan, contro l’omofobia e per la protezione delle persone omosessuali, donne e disabili dai cosiddetti reati d’odio, cioè l’istigazione a commettere atti violenti o discriminatori nei loro confronti, dopo aver incassato il sì della Camera è adesso ferma al Senato dove ha incontrato le resistenze di Fratelli d’Italia e della Lega.

A settembre la tragica aggressione a Willy

Che l’Italia, in particolare il Sud, non si sia ancora spesa abbastanza sotto una lente politica, religiosa e sociale nell’accettare l’intero universo Lgbt non è di certo una novità, ripensando ad esempio a drammatiche aggressioni come quella ai danni del giovane Willy Monteiro Duarte, morto a Colleferro (Roma) lo scorso 6 settembre 2020. Eppure dopo che accade o si sfiora la tragedia, partono una serie di messaggi di solidarietà dai più disparati ambienti istituzionali, nell’auspicio collettivo che si trasformino quanto prima in attive prese di coscienza che conducano a nuove leggi di tutela.

Parla il presidente di Arcigay Palermo

Marco Ghezzi

Tornando ai raid omofobi, può accadere che questi vengano
ripresi con il telefonino e diventino poi virali sui social network. Ed è proprio
questa la ragione, secondo il vicepresidente di Arcigay Palermo Marco
Ghezzi
, in esclusiva ai microfoni di Qds.it, che ha dato risalto al
pestaggio di Valle Aurelia avvenuto pochi giorni fa: “I media generalisti
talvolta trascurano gli atti di violenza fisica o verbale perché mancano le
immagini – afferma Ghezzi – ma quelle di Valle Aurelia sono così lampanti che qualsiasi
ulteriore commento è superfluo. Anche i social, dove spesso si incanala tutta
la rabbia e l’indignazione, trascurano fatti accaduti quando manca il supporto
d’immagini o video. Ieri, ad esempio, a Voghera è stato imposto a due ragazze
lesbiche di non continuare a baciarsi perché inopportuno alla vista di bambini (che
erano lì presenti). Eppure quest’evento non ha avuto un’elevata risonanza
mediatica, proprio perché mancano le immagini”.

E da qui, dunque, si apre quel buco nero legato ai tabù della
nostra penisola che arranca sotto il profilo etico, culturale ed educativo,
fortemente influenzata dall’istituzione ecclesiastica che, specialmente in
Italia, gioca ancora un ruolo chiave.

In questo senso, in merito alle recenti dichiarazioni
rilasciate dal Vaticano che non ritiene lecito benedire le unioni gay compreso
quelle stabili, Ghezzi ordina le priorità: “Gli obiettivi di Arcigay Palermo
sono la promozione e la difesa dei diritti umani e civili, la
lotta contro l’omofobia e l’eterosessismo, contro il pregiudizio e la
discriminazione. Perciò noi rivendichiamo i nostri diritti, le nostre posizioni
di laicità nello Stato – qui la profonda distanza dall’istituzione
ecclesiastica – in cui viviamo. Noi chiediamo una rapida calendarizzazione
della legge Zan, che rappresenta un vero e proprio punto di partenza perché può
aprire varchi interessati nell’apparato formativo ed educativo, che
contribuiscano ad accrescere il senso civico nelle scuole, promuovendo
iniziative come l’educazione sessuale.

Infine, ritornando alle posizioni del Vaticano, è bene ricordare che ci sono uomini e donne omosessuali e lesbiche credenti, che vivono un dissidio interiore e spirituale perché non totalmente accettate dall’istituzione Chiesa”.

Gioacchino Lepre

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