Green pass obbligatorio per accompagnare i figli a scuola - QdS

Green pass obbligatorio per accompagnare i figli a scuola

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Green pass obbligatorio per accompagnare i figli a scuola

venerdì 10 Settembre 2021 - 07:02

E per il personale scolastico esterno. Per le Rsa obbligo di vaccino. E Draghi annunciato un nuovo intervento "più ampio" nel breve termine. Letta e Conte a Salvini, basta giochi politici, chiarisca

Anche i genitori degli alunni dovranno rispettare l’obbligo di esibire il Green pass se entrano a scuola.

Lo stabilisce il nuovo decreto, come emerge dalla bozza approvata dal Governo, dove si legge: “al fine di tutelare la salute pubblica, chiunque accede a tutte le strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative (…) deve possedere ed è tenuto ad esibire la certificazione verde Covid-19“.

Per Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, “la misura è logica e sensata ma serve personale in più” e i genitori con figli nella scuola dell’infanzia o alle primarie che sono soliti accompagnare i bambini, per entrare “dovranno stare in coda”.

L’estensione del Green pass vale inoltre per il personale scolastico esterno e anche per le università.

Controlli e multe

I controlli spettano ai dirigenti scolastici e nel caso di personale esterno alle scuole, anche ai rispettivi datori di lavoro.
Il personale che lavora in ambito scolastico, universitario e delle Rsa che verrà trovato a seguito dei controlli senza il green pass sarà punito con una sanzione che va da 400 a mille euro. E’ quanto prevede la bozza del decreto approvato in Consiglio dei ministri.
La sanzione sarà applicata sia ai lavoratori che non avranno la certificazione, sia ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli.

Obbligo di vaccino nelle Rsa

Per il personale, anche esterno, delle Rsa il decreto approvato in Consiglio dei ministri prevede invece “l’obbligo del vaccino, e non del Green Pass”, come invece è previsto per i lavoratori in ambito scolastico coinvolti nel provvedimento varato questa mattina. Lo ha spiegato, al termine del Cdm, il ministro per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti.

Duecento miliardi da spendere

“Abbiamo questi duecento miliardi dell’Ue da spendere, non possiamo permetterci per giochi politici di fermare il Paese”, ha detto il segretario del Pd Enrico Letta parlando di Green Pass a Radio Anch’io e riferendosi alla posizione della Lega, che sul Green pass ha tenuto una posizione ondivaga.

Secondo Letta “la grande maggioranza del Paese vuole ripartire e non può farsi limitare da una minoranza che non vuole il rispetto delle regole. Chiedo al governo di tener conto del giudizio della maggioranza degli italiani, di andare avanti nell’estensione del green pass nel pubblico e nel privato, a partire dall’estensione a livello nazionale della norma che la Toscana ha lanciato sull’estensione obbligatoria al personale sanitario”.

Letta e Conte chiedono chiarimenti a Lega

“Invito i vertici della Lega a chiarire la loro posizione, soprattutto sulla politica sanitaria e la campagna vaccinale. Non è questione di polemica, la Lega si è assunta una responsabilità appoggiando questo governo e deve responsabilmente e trasparentemente dire agli italiani quali sono le posizioni che stanno cambiando ogni giorno sul completamento della campagna vaccinale”.

Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando delle posizioni della Lega sul Green pass e sui vaccini a margine della sua visita al Salone del Mobile di Milano.

Basta tensioni e giochi politici

“Io spero di no, che non ci saranno altri temi di divisione nella maggioranza – ha aggiunto -. Noi dobbiamo lavorare sperando che non ci siano tensioni, ma sperando che ci si possa tutti ritrovare attorno allo stesso tavolo a condividere degli obiettivi nell’interesse dei cittadini. Spero che non sorgano altre tensioni su altri temi. In questo momento il completamento della campagna vaccinale è il nostro obiettivo prioritario”.

“Intanto decidiamo cosa vogliamo fare sul Green pass, poi come gestirlo credo sia una questione che verrà dopo”.

Ad affermarlo il ministro del Lavoro Andrea Orlando, a margine di un evento Generali a Roma, a chi gli domandava di dare una risposta a imprese e sindacati che chiedono il costo dei tamponi a carico dello Stato.

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