Greta: “Bla-bla-bla” Appunto, bla-bla-bla - QdS

Greta: “Bla-bla-bla” Appunto, bla-bla-bla

Carlo Alberto Tregua

Greta: “Bla-bla-bla” Appunto, bla-bla-bla

sabato 02 Ottobre 2021 - 03:00

La soluzione: utilizzare CO2

La giovane Greta Thunberg è sicuramente intelligente, ma dalle cose che dice si capisce che dietro c’è un regista. La trovata del “bla-bla-bla” è efficace sul piano comunicativo e infatti ha girato per il mondo.
Tuttavia, è facile utilizzare slogan, più difficile è suggerire soluzioni per risolvere i problemi in una materia difficile qual è quella ambientale.
La conseguenza di quanto scriviamo è che si potrebbe dire bla-bla-bla del bla-bla-bla. Ma non vogliamo entrare in polemica, bensì analizzare le vere soluzioni per intervenire sull’inquinamento enorme della nostra atmosfera, letteralmente riempita di anidride carbonica, cioè CO2.

I Grandi, riuniti anche a Parigi, continuano a individuare il disinquinamento a seguito di un minore inquinamento. Secondo loro occorrerebbe dismettere totalmente il carbone, diminuire fortemente l’uso del petrolio e, in prospettiva, anche quello del gas, cioè dei tre prodotti fossili molto inquinanti.

Questa via – nonostante i proclami e la citazione del 2050 come anno di approdo – è lunga e incerta per la forte resistenza che fanno i Paesi in via di sviluppo rapido come Cina e India, i quali non vogliono rinunziare alla chance dell’utilizzo del carbone perché è una materia prima a bassissimo costo, che aiuta fortemente la produzione di beni e servizi
è difficile che i due grandi Paesi citati, nonché le altre due potenze mondiali come Stati Uniti e Giappone, diminuiscano la produzione di energia da carbone.

Ancora più difficile è che diminuiscano la produzione di energia da petrolio. Quindi, la data teorica del 2050 è destinata a spostarsi molto in avanti e probabilmente arriverà alla fine di questo secolo.
La considerazione che precede comporta una grave conseguenza e cioé che il sommovimento del clima – che provoca lo scioglimento dei ghiacci, l’aumento del livello dei mari, temporali improvvisi con grandine grande quanto piccoli sassi, estati torride e prolungate con conseguente siccità ed altro – non aspetta la lentezza delle decisioni dei Paesi fortemente inquinatori. Ma tanto i Governanti non pensano a quello che accadrà dopo cinque o dieci anni.

Vi sono molti scienziati che hanno suggerito una drastica soluzione a monte del problema dell’inquinamento, ma sono rimasti inascoltati perché tale soluzione comporta rilevanti investimenti, che potrebbero migliorare la situazione legata al clima a distanza di cinque, dieci o quindici anni.

Come è noto, i politici vogliono risultati giorno per giorno, in modo da avere sondaggi favorevoli, contrariamente agli statisti, ai quali non importa nulla dei sondaggi e quindi sono capaci di elaborare progetti poliennali che daranno risultati in seguito.
Così fece Alcide de Gasperi (1881-1954) in Italia, Dwight D. Eisenhower (1890-1969) nel dopoguerra e nel 2000 Gerald Schneider in Germania, quando riformò radicalmente il mondo della scuola, dell’università e del lavoro.

Torniamo al clima. Gli scienziati citati hanno informato i capi di Stato e l’opinione pubblica che il modo migliore per disinquinare l’atmosfera è quello di utilizzare l’elemento inquinante, cioé l’anidride carbonica, come materia prima per produrre energia.

Immaginate come sarebbe la nostra “aria” se di botto in tutte le parti del mondo si cominciasse a immagazzinare l’anidride carbonica inserendola in un processo industriale al termine del quale sfociasse energia o biocarburante.
Non solo, via via, l’atmosfera migliorerebbe, ma anche si realizzerebbe l’agognato completamento del circolo dell’economia. Infatti, l’economia circolare adotta la legge di Antoine Lavoisier (1743-1794), secondo cui: “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”.

Così agendo, la produzione di energia da CO2 avrebbe un secondo grande vantaggio e cioè la diminuzione dell’utilizzo di materie fossili (ripetiamo, carbone, petrolio e gas) perché il fabbisogno sarebbe soddisfatto in via principale dall’energia prodotta utilizzando l’anidride carbonica.

Non c’è chi non veda l’utilità di quanto scritto. A Reykjavik (Islanda) hanno realizzato un impianto di tal genere; lo stesso dicasi in Italia a Troia, in provincia di Foggia.

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