In Sicilia oltre un over65 su tre è una “risorsa” - QdS

In Sicilia oltre un over65 su tre è una “risorsa”

Serena Giovanna Grasso

In Sicilia oltre un over65 su tre è una “risorsa”

giovedì 25 Luglio 2019 - 04:00
In Sicilia oltre un over65 su tre è una “risorsa”

Passi d’argento (Iss): il 26% si prende cura dei congiunti, il 15% si occupa di familiari con cui non vive e il 6% fa volontariato. L’espressione, coniata dall’Oms, qualifica quei soggetti in grado di contribuire alla crescita individuale e collettiva

PALERMO – In Sicilia oltre un over65 su tre rappresenta una “risorsa” (34,9%). L’anziano “risorsa” viene identificato come colui che partecipa ad attività per mantenere la salute fisica e mentale, accrescere la qualità delle relazioni interpersonali e migliorare la qualità della propria vita, contribuendo a ridurre il livello di dipendenza dagli altri e allo stesso tempo rappresentando una risorsa per la collettività. Il concetto, introdotto dall’Organizzazione mondiale della sanità, parte da una visione positiva della persona, in continuo sviluppo e in grado di contribuire, in ogni fase della vita, alla crescita individuale e collettiva.

Secondo i dati 2018 diffusi da Passi d’argento online, la nuova sezione del sito Passi d’argento di EpiCentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità), nell’Isola l’incidenza di anziani “risorsa” è ben superiore alla media nazionale (29%). Ci superano solo Veneto (35,5%), Puglia (35,7%), Provincia autonoma di Trento (40,2%) e Provincia autonoma di Bolzano (44,6%). Mentre valori decisamente preoccupanti si osservano in Toscana, regione in cui può essere considerato “risorsa” solo il 12,8% degli over65, Basilicata (21%) e Campania (21,2%).

Nella nostra regione il 26,3% degli over65 si prende cura dei congiunti (19% in Italia), il 14,7% si occupa di familiari o amici con cui non vive, mentre il 6,1% partecipa ad attività di volontariato (questi ultimi due indicatori in linea con la media nazionale, rispettivamente 14,% e 5,5%).

Lo svolgimento di un’attività lavorativa retribuita è poco frequente in Sicilia (5,6%), così come in Italia (6,2%), ed è perlopiù prerogativa di persone con un più alto titolo di studio e residenti in regioni come Umbria (7,8%), Emilia Romagna (8,2%) e Provincia autonoma di Bolzano (12%). Valori critici si osservano in Campania (3,7%) e Friuli Venezia Giulia (4,6%).

Mentre la partecipazione ad eventi sociali, come gite o soggiorni organizzati o la frequentazione di corsi di formazione in Sicilia coinvolge più o meno due persone su dieci (19,9%, contro il 22,7% in Italia). Si tratta principalmente di partecipazione a gite e soggiorni (19,3%). Solo poco più di un over65 su cento frequenta corsi di formazione, come corsi di inglese, cucina, uso del computer, o percorsi presso università della terza età (esattamente l’1,3%; contro il 5,1% nazionale).

La partecipazione a questi eventi sociali si riduce con l’età: infatti, se coinvolge una persona su tre prima dei 75 anni, vede coinvolte solo una persona su 15 dopo gli 85 anni. Inoltre, coinvolge meno le persone con bassa istruzione o con difficoltà economiche, le donne meno degli uomini, le persone di origini straniere meno dei cittadini italiani. In questo caso, non si evidenzia un significativo gradiente geografico, anche se nelle Province autonome di Bolzano e Trento si rileva la maggiore partecipazione sociale (rispettivamente 45,4% e 36,1%).

Oltre che per un invecchiamento attivo e una conseguente migliore qualità della vita in età avanzata, una buona partecipazione sociale aumenta la prospettiva di vita del 50%. Valutazioni multidimensionali dell’integrazione sociale conducono a un incremento del 91% della probabilità di sopravvivenza.

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