In Sicilia rischiano di sparire le coste, più della metà è soggetto ad erosione - QdS

In Sicilia rischiano di sparire le coste, più della metà è soggetto ad erosione

redazione

In Sicilia rischiano di sparire le coste, più della metà è soggetto ad erosione

mercoledì 22 Luglio 2020 - 00:15
In Sicilia rischiano di sparire le coste, più della metà è soggetto ad erosione

Legambiente: negli ultimi cinquant’anni i litorali sabbiosi coinvolti nel fenomeno sono triplicati. Il principale nemico delle spiagge è il consumo di suolo che altera la dinamica litoranea

ROMA – Quasi il 50% delle coste sabbiose italiane è attualmente soggetto a erosione, un fenomeno che negli ultimi 50 anni si è mangiato 40 milioni di metri quadrati di spiagge. A lanciare l’allarme è Legambiente, che ha presentato ieri uno studio sullo stato di erosione delle coste in Italia e inaugura il portale dell’Osservatorio paesaggi costieri italiani.

Legambiente ha elaborato un quadro dell’evoluzione dell’erosione delle nostre coste tra il 1970 e il 2020 (partendo dagli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Ispra e con le 15 Regioni marittime). Le cause principali sono da attribuire al consumo di suolo, con la costruzione di edifici e di nuove opere infrastrutturali portuali o di opere rigide a difesa dei litorali. Con i rischi quasi certi che i cambiamenti climatici in atto inaspriscano ora ancora più drammaticamente il fenomeno.

Secondo i dati elaborati dal geologo marino Diego Paltrinieri per Legambiente, su circa 8.000 chilometri di litorale, le coste basse sabbiose (che sono quelle sostanzialmente erodibili) coprono 3.770 km, di cui 1.750 km sono attualmente in erosione: per un tasso di erosione del 46,4%. Negli ultimi 50 anni, i litorali in erosione sono triplicati: è come aver perso in media 23 metri di profondità di spiaggia per tutti i 1.750 km di litorale in erosione.

I dati evidenziano inoltre un profondo dislivello tra Nord e Sud del paese, con picchi fino al 60% nelle regioni di Sicilia e Calabria. Le opere marittime connesse al sistema portuale nazionale si sviluppano per una lunghezza complessiva di circa 2.250 chilometri (dati Ispra 2010). Questa profonda artificializzazione del litorale ha innescato fenomeni di erosione dovuti in sostanza alla alterazione della naturale dinamica litoranea.

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