Coronavirus, in Sicilia 620 milioni dal turismo interno - QdS

Coronavirus, in Sicilia 620 milioni dal turismo interno

redazione

Coronavirus, in Sicilia 620 milioni dal turismo interno

giovedì 07 Maggio 2020 - 00:00
Coronavirus, in Sicilia 620 milioni dal turismo interno

Demoskopika: nell’Isola per il 2020 si ipotizzano 3,6 milioni di arrivi, corrispondenti a 8,3 milioni di presenze di turisti italiani. Complessivamente a livello nazionale la strategia del “sasso nello stagno” dovrebbe riuscire a produrre 21 miliardi di euro

PALERMO – Turismo e coronavirus: non sono certo due cose che vanno d’accordo. Ma forse non tutto è perduto per questo 2020. Infatti, secondo le elaborazioni condotte da Demoskopika, su dati Istat e Banca d’Italia, se gli italiani scegliessero di trascorrere una vacanza nel Belpaese arriverebbero a produrre una spesa pari a quasi 21 miliardi di euro, che riuscirebbe a compensare circa il 30% del probabile crollo di turisti stranieri.

È ormai consolidato l’orientamento secondo il quale la ripresa del turismo in Italia punterà, in una prima fase, sulla prossimità valorizzando tradizioni, peculiarità e patrimonio culturale come matrice identitaria della comunità. Da questa stima, ammonterebbe ad oltre 620 milioni di euro la spesa turistica a beneficio della Sicilia, a cui corrisponderebbero 3,6 milioni di arrivi e 8,3 milioni di presenze. Lombardia (2,9 miliardi di euro, con 19 milioni di arrivi e quasi 39 milioni di presenze) e Veneto (2,5 miliardi di euro, con 7,6 milioni di arrivi e 33,1 milioni di presenze) sono le regioni in cui la spesa autoctona raggiungerebbe i valori più elevati.

Secondo Demoskopika, la strategia del “sasso nello stagno” potrebbe dare una boccata d’ossigeno al turismo italiano: in quest’ottica, è necessario che ciascun sistema regionale si attivi per ripensare l’offerta turistica in totale sicurezza, concentrando l’attenzione sui turisti che trascorrono le proprie vacanze nella regione di residenza, sui turisti che trascorrono le vacanze in Italia ma in una regione differente da quella di residenza e sui turisti che di solito trascorrono le proprie vacanze all’estero. Dunque, in tale ottica, sarebbe opportuno attivare interventi che non si limitino esclusivamente all’adeguamento dei prodotti tradizionali, ma che valorizzino anche il turismo a “chilometro zero”.

Anche se nel migliore dei casi il turismo interno riprenderà grazie alla domanda interna, non dobbiamo e non possiamo sottovalutare il fatto che questo non sarà sufficiente ad appianare le perdite. Infatti, secondo il dossier “I nuovi scenari economici di fronte alla sfida del Covid-19 – La filiera turistica in Italia e l’impatto nel Mezzogiorno” del centro studi e ricerche per il Mezzogiorno (SrM), in Sicilia il fatturato per il 2020 di alberghi e ristoranti subirà una perdita compresa tra 788 milioni di euro e 1,5 miliardi di euro (dunque, con variazioni negative comprese tra il -19,2% e il -37,6% rispetto a quanto fatturato nel corso del 2019).

Serena Grasso

Studio Srm sul turismo in Italia nel 2020 ipotizza due scenari e due velocità di ripresa

CATANIA – “Prima che venisse lanciato l’allarme del Coronavirus, le previsioni di crescita del turismo in Italia, per il 2020, non si presentavano particolarmente incoraggianti non solo a causa del rallentamento della domanda interna ma anche, e soprattutto, della ripresa della competizione e della riduzione delle tensioni internazionali. Ovviamente il sopraggiungere della vicenda Coronavirus rischia di segnare un ulteriore e significativo rallentamento”.

Lo riporta l’Srm, Studi e ricerche per il Mezzogiorno, che ha indagato la filiera turistica in Italia ipotizzando due scenari economici di fronte alla sfida del Covid-19: lo scenario A con una più lenta ripresa della domanda turistica e lo scenario B con una ripresa più rapida. In entrambi i casi si è scartata l’ipotesi più estrema di un lockdown che renda non più fruibile l’intera stagione estiva. I risultati?

Le ripercussioni sul Pil italiano oscilleranno tra il -0,6% ed il -1% in base ai due scenari considerati. Ciò significa che la ricchezza a rischio del Paese – direttamente ed indirettamente collegata al turismo – in termini assoluti, è tra i 9 miliardi ed i 16 miliardi di euro.

In Sicilia, nello scenario più pessimistico, avremo una domanda turistica in calo del 35% nel 2020 con la perdita di 5,4 milioni di presenze. Un impatto negativo sulla spesa turistica di circa 3,7 miliardi di euro con un taglio del fatturato del settore “core” della filiera turistica pari a 1,5 miliardi di euro (vedi inchiesta del QdS del 21 aprile scorso).

L’altro scenario prevede quasi 3 milioni di presenze in meno ed un calo della domanda turistica del 19,6% con un impatto negativo sulla spesa turistica annuale di oltre 2 miliardi con un taglio del fatturato del settore di 788 milioni di euro (-19,2%). Nel dettaglio dello scenario più pessimistico, l’Srm prevede un secondo trimestre particolarmente critico con un calo delle presenze turistiche di oltre il 67% rispetto al trimestre dell’anno precedente; nel terzo trimestre il calo si ridimensionerebbe al 25% mentre nell’ultimo si prevede un recupero della domanda turistica che cresce del 3,1% (trainata dalla domanda interna).

Il dettaglio dello scenario meno pessimistico, invece, stima un secondo trimestre con un calo delle presenze turistiche di circa il 54% rispetto al trimestre dell’anno precedente con il recupero della domanda più spinto nei trimestri successivi presentando un ridimensionamento della perdita al -1,8% nel terzo trimestre ed una crescita del 4,5% delle presenze turistiche nell’ultimo trimestre.

L’Srm precisa che “anche in questo caso ovviamente l’insularità della regione genera un impatto relativamente peggiore rispetto alle medie meridionali e nazionali”.

Il calo delle presenze turistiche siciliane si stima possa mettere a rischio tra i 215 ed i 385 milioni di euro di Valore aggiunto a seconda dei due scenari considerati, con un relativo impatto sulla ricchezza totale dell’area tra lo 0,3% e lo 0,5%.

Adriano Agatino Zuccaro

I Più belli d’Italia
“I borghi pronti a nuove sfide”

CATANIA – L’approvazione della Finanziaria regionale, il 2 maggio scorso, ha investito l’ambito turistico con l’approvazione di un emendamento per il fondo da 75 milioni di euro, coordinato dall’assessorato Turismo, che sarà dedicato all’acquisto di pernottamenti, tra tour operator e agenzie, in modo da favorire sconti per i turisti, anche siciliani, che sceglieranno le mete dell’isola per le proprie vacanze.

L’Ars ha approvato, inoltre, un emendamento che stanzia una cifra pari a 2 milioni di euro, destinati alle città turistiche non capoluogo che nel 2019 hanno avuto più di 500 mila presenze registrate.

Allargati a imprese e cooperative turistiche i voucher per l’acquisto dei pacchetti turistici previsti nella Finanziaria regionale, che potranno essere utilizzati anche per i ticket di musei e poli monumentali; sarà realizzato, l’albo regionale dei tour Operator.

L’Assessore al Turismo, Manlio Messina, sui suoi canali social esprime la propria soddisfazione anche in merito ai 117 milioni di euro (nel triennio 2020-2022) destinati ai teatri a contribuzione pubblica.

Segnali incoraggianti anche dall’associazione de I Borghi più belli d’Italia che ha realizzato con Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) un Webinar per discutere delle “sfide dei territori ai tempi del coronavirus”.

Salvatore Bartolotta, presidente de I borghi più belli d’Italia in Sicilia, scrive in merito all’avvio della stagione estiva: “I nostri borghi sono pronti a nuove sfide per concepire nuove forme di economie che mettono al centro “l’uomo” e la qualità della vita”.

E aggiunge: “Reclamiamo incentivi per il dissesto idrogeologico, per la Green economy, per l’ agricoltura e l’artigianato 4.0, per il digital divide, finanziamenti mirati alla ricostruzione dei nostri centri storici dei nostri palazzi delle nostre chiese e musei, scrigni di tesori unici e preziosissimi che teniamo gelosamente custoditi da secoli”. (aaz)

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