L’Ars lavora al ddl editoria ma ignora i diretti interessati - QdS

L’Ars lavora al ddl editoria ma ignora i diretti interessati

Raffaella Pessina

L’Ars lavora al ddl editoria ma ignora i diretti interessati

mercoledì 11 Dicembre 2019 - 00:00
L’Ars lavora al ddl editoria ma ignora i diretti interessati

Testo in III Commissione, esclusi dalle audizioni gli editori locali. E poi il nodo trasparenza: sedute off limits e resoconti on line in ritardo

PALERMO – L’Ars lavora ad un disegno di legge per il sostegno all’editoria locale senza conoscere il punto di vista degli “attori principali”, cioè gli stessi editori.

È la situazione paradossale venutasi a creare a Palazzo dei Normanni dove stenta a vedere la luce il disegno di legge sugli aiuti all’editoria locale. Un testo che porta la firma del deputato di Italia Viva, Luca Sammartino e che è stato condiviso da quasi tutti i partiti. Si tratta del provvedimento n. 589 “Disposizioni per l’editoria. Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2013, n.24”, presentato lo scorso 25 luglio e assegnato alla Commissione terza, quella delle Attività produttive, presieduta da Orazio Ragusa (Fi).
Alcune sedute in Commissione sono state dedicate alle audizioni dei soggetti coinvolti. Sono stati auditi i rappresentanti della categoria dei giornalisti (Ordine dei giornalisti e Assostampa) e degli editori (Fieg). Mancavano, però, i diretti interessati, appunto gli editori locali.
Il QdS, ad esempio, aveva espressamente richiesto di essere audito ma alla richiesta non ha fatto seguito alcuna risposta.

Il documento in discussione all’Ars è abbastanza recente: dopo l’annuncio in Aula a luglio, il ddl ha atteso il termine delle vacanze estive ed è approdato in commissione Attività produttive a settembre. Ma fino ad oggi non si è giunti ad una soluzione concreta.

Dopo i pareri delle commissioni, resta l’ultimo passaggio, quello in commissione Bilancio perché se si deciderà di mantenere l’articolo 5 del ddl, la Regione siciliana dovrà garantire una copertura finanziaria di un milione di euro per sostenere le imprese editoriali locali e il passaggio in Commissione di merito a quel punto sarebbe necessario al fine di verificare che vi siano le risorse finanziarie da destinare al settore. Infine, il passaggio finale in Aula. Ma, come ci ha riferito Maria Francesca Grillo, della commissione Attività produttive, questa settimana non si faranno sedute di commissione, sia perchè sono stati fissati a venerdì i termini per gli emendamenti al ddl, sia perchè si avvicina il giorno del giudizio di parifica della Corte dei Conti, atteso per il 13 dicembre, che permetterà di poter entrare in sessione di bilancio, durante la quale per regolamento non si esaminano ddl estranei ai documenti finanziari.

Il disegno di legge, così come è stato concepito, concentra in 7 articoli il tentativo di risollevare le sorti dell’editoria siciliana. In particolare, si prevede, tra le altre cose, l’introduzione di misure di sostegno ai livelli occupazionali ma anche ulteriori tipologie di intervento come ad esempio l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di pubblicare non solo degli atti prodromici all’aggiudicazione di una gara di appalto, ma anche tutti gli avvisi post informazione, così come sono definiti dalla normativa statale nell’ottica di prevenzione e contrasto della corruzione e dell’illegalità.
Previsti anche supporti per l’innovazione organizzativa e tecnologica.
Il documento è naturalmente suscettibile di ulteriori modifiche in virtù degli emendamenti che potranno essere presentati in settimana.
Difficile, tra l’altro, seguire gli sviluppi documenti soggetti all’analisi dell’Ars, poiché non è possibile né seguire le riunioni in streaming né leggere in tempo reale i resoconti che vengono pubblicati a volte anche con settimane di ritardo, impedendo l’acquisizione tempestiva di tutti gli aggiornamenti relativi ai testi in discussione.

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