Lavoro, è strage continua, ieri registrati altri cinque morti - QdS

Lavoro, è strage continua, ieri registrati altri cinque morti

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Lavoro, è strage continua, ieri registrati altri cinque morti

giovedì 30 Settembre 2021 - 06:21

Il premier Mario Draghi annuncia "entro la prossima settimana pene più severe". Chiesta anche la collaborazione delle aziende. Gli incidenti a Roma, Bolzano, in Puglia e in provincia di Verona

Dopo i sei del giorno precedente, ieri altre cinque morti bianche in Italia.

Sono state registrate a Roma – nella foto il cestello che si è ribaltato facendo precipitare al suolo un operaio -, a Bolzano, in Puglia e, infine, ieri sera, è giunta la notizia di un operaio schiacciato da un camion a Cologna Veneta, in provincia di Verona.

Il premier Mario Draghi ha annunciato “entro la prossima settimana pene
più severe”, affermando che sarà chiesta “collaborazione” alle aziende per individuare le debolezze della normativa sulla sicurezza.

Lunedì scorso Draghi aveva presieduto un incontro proprio sulla sicurezza sul lavoro nel Palazzo Chigi con segretari generali di Cgil Landini, di Cisl Sbarra e di Uil Bombardieri, presenti anche i ministri Orlando e Brunetta e il sottosegretario Garofoli.

“C’è intesa su questi temi” aveva detto. Ed erano stati individuati interventi da attuare immediatamente riguardanti in particolare
-la revisione e il potenziamento del sistema della formazione dei dipendenti e degli imprenditori
-la revisione e il potenziamento delle norme sanzionatorie da applicare a seguito delle ispezioni
-la razionalizzazione dell’assetto delle competenze in materia di ispezione
-la costituzione di una banca dati unica delle sanzioni applicate.

Il premier ha ringraziato i Sindacati e citato Carlo Bonomi, che nell’intervento all’Assemblea di Confindustria, ha parlato di “comitati di lavoratori e impresa”.

Per Draghi è un passo per aumentare la collaborazione interna e quindi anche il monitoraggio sulla sicurezza.

Anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, da Reggio Calabria, ha detto che le nuove norme prevedranno “sanzioni più tempestive per imprese che non rispettano le regole, possibilità di raccogliere più facilmente i dati per chi compie violazioni all’interno del tessuto economico” e il “potenziamento delle strutture di controllo”.

Si esclude l’istituzione di un organismo unico e si punterà su un potenziamento delle competenze e dell’organico dell’Ispettorato del Lavoro e di una verifica più capillare del funzionamento degli uffici delle Asl.

“Purtroppo, i diversi tagli succedutisi – ha detto – , hanno portato a un forte ridimensionamento degli organici”, ma il governo ha già sbloccato un concorso per oltre duemila posti nell’Ispettorato del Lavoro (800 saranno in servizio entro il 2021) e nominato il magistrato Bruno Giordano (che per anni si è occupato di caporalato) a capo dell’organismo.

Draghi e Orlando hanno sottolineato come serviranno anche interventi di lungo periodo per un Piano dal carattere più complessivo.

In questo, a dare una mano al governo, ci penserà ancora una volta Pnrr.

I segretari di Cisl e Uil, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri si sono detti soddisfatti dalla prontezza delle misure annunciate da Draghi, mentre il numero uno della Cgil, Maurizio Landini, pur registrando i progressi del governo, ha chiesto norme che “fermino le aziende sino a quando non sono ripristinate le norme di sicurezza”.

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