L’olio Barbera sulle tavole di tutto il mondo tra passione, tradizione e spirito d’avventura - QdS

L’olio Barbera sulle tavole di tutto il mondo tra passione, tradizione e spirito d’avventura

redazione

L’olio Barbera sulle tavole di tutto il mondo tra passione, tradizione e spirito d’avventura

giovedì 30 Maggio 2019 - 00:00
L’olio Barbera sulle tavole di tutto il mondo tra passione, tradizione e spirito d’avventura

Intervista all’amministratore unico Manfredi Barbera: ecco come un’eccellenza siciliana riesce a raggiungere 40 Paesi

La conoscenza del passato e delle tradizioni, la passione per i viaggi e l’intuito sono state leve importanti nella formazione imprenditoriale di Manfredi Barbera, amministratore unico dell’azienda siciliana Premiati Oleifici Barbera, che produce olio di qualità da cinque generazioni con un export che raggiunge quaranta Paesi nel mondo. Oggi nel settore olivicolo Barbera rappresenta l’unico brand storico, non soltanto perché ancora italiano, ma anche in quanto legato alla famiglia che ha fondato l’azienda.

Proprio con Manfredi Barbera abbiamo parlato di come coniugare tradizione e innovazione all’interno di un prodotto d’eccellenza che ha raggiunto le tavole di tutto il mondo.

Come nasce l’attività della famiglia Barbera?
“La nostra attività ha origine nel 1888 con i fratelli Lorenzo e Vincenzo, che avviarono un’azienda agricola dedicata soprattutto alla coltivazione di olive e agrumi. Qualche anno dopo, il sodalizio con la famiglia Florio, che creò la Società degli Oleifici siciliani per la produzione di olio di qualità, aprendo le porte ai mercati esteri. Nel 1910 a capo dell’azienda c’era il mio bisnonno Manfredi senior del quale, tra le tante innovazioni, si ricorda la commercializzazione nel 1936, per la prima volta al mondo, dell’olio in bottiglie di vetro e la creazione di un olio mosto non filtrato negli anni Sessanta. Ed è in quest’ultimo periodo che entrò in azienda mio padre Lorenzo, detto Renzino, dall’animo artistico, che si distinse per le idee innovative nel marketing e nella comunicazione”.

Lei quando si inserì all’interno dell’azienda?
“Iniziai a respirare l’aria d’impresa all’età di sette anni, accompagnando mio nonno in alcuni suoi viaggi di lavoro. Crescendo, mi recavo in azienda per dare una mano durante i mesi estivi e a vent’anni iniziai a lavorare partendo dal basso, come operaio. Prima di impegnarmi a tempo pieno, per anni ho coltivato la passione per i viaggi e per l’avventura, che mi hanno dato l’opportunità di conoscere altri luoghi e culture, oggi il mio punto di forza nell’attività”.

Che contributo ha dato agli Oleifici Barbera?
“Grazie alla mia curiosità di conoscere il mondo ho imparato le lingue straniere e il problem solving, ovvero la capacità di analizzare situazioni critiche e di trovare la via per risolverle. Questo bagaglio personale ha dato valore aggiunto alla mia inclinazione artistica e imprenditoriale, due caratteristiche ereditate dai due rami della mia famiglia. Con questo patrimonio culturale e di esperienza sono riuscito a far superare all’azienda il periodo difficile causato dalla politica agricola europea degli anni Settanta”.

Su cosa ha puntato per promuovere in Italia e all’estero il vostro olio di qualità?
“L’intuito e la passione per l’avventura mi hanno spinto, 25 anni fa, a scommettere sull’olio siciliano e sull’internazionalizzazione dell’Azienda in chiave moderna. Ho pensato a un progetto di rivalutazione dell’asset storico dell’impresa di famiglia e all’investimento sul prodotto, la cui qualità è da sempre apprezzata per le caratteristiche territoriali della nostra Isola. Partendo quindi dalle nostre radici, che si trovano a Palermo, nel frantoio di San Lorenzo ai Colli, siamo giunti al frantoio sperimentale e al ‘Lorenzo n°5’, primo olio denocciolato. Alla base della produzione ci sono state le tecniche di raccolta e di lavorazione del prodotto al passo con i tempi e l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente di cui tiene conto tutta la filiera olivicola. Grazie a questo percorso siamo riusciti a vendere un prodotto di qualità che oggi porta il nostro marchio e l’identità della Sicilia in quaranta Paesi. Le certificazioni dei prodotti sono il segno di questa voglia di girare il mondo e di promuovere l’eccellenza agricola e produttiva siciliana che accompagna la mia famiglia: l’olio Barbera ha ricevuto il primo premio nel 1900, all’Esposizione Internazionale di Parigi. Dieci anni fa la nostra produzione di olio era solo siciliana o italiana, poi un’azienda americana del settore agroalimentare, nostro socio importatore e distributore della California, ci ha proposto di produrre olio di buona qualità con olive dei Paesi del Mediterraneo e questo segmento di mercato ci ha permesso di fare leva sul marketing mix che ci ha consentito di passare dai 6 milioni di euro ai 28 milioni di vendite totali, di cui il 55%sul mercato internazionale e il 45% sul mercato nazionale”.

Per esportare l’olio ha avuto l’intuizione di creare un Consorzio, una novità all’interno del panorama siciliano…
“Per rispondere alle grosse richieste del mercato è stato necessario costruire un Consorzio per la filiera olivicola. Abbiamo creato il Cofiol che dalla sua istituzione è passato da un fatturato di 3 milioni di euro a circa 30 milioni e oggi associa 350 aziende”.

Quali sono le vostre aree di produzione e in quali segmenti di mercato vi collocate?
“Abbiamo il segmento di nicchia del nostro olio siciliano che produciamo nel nostro frantoio di Custonaci; il segmento premium, tutto olio siciliano che produciamo attraverso il Consorzio Cofiol; il segmento alta qualità con prodotti esclusivamente italiani e materie prime provenienti da Sicilia, Puglia e Calabria. E poi abbiamo il segmento mass market con produzioni di qualità provenienti da Italia, Spagna, Grecia, Tunisia”.

Quanto sono importanti i mezzi di trasporto per la buona riuscita della vostra attività?
“Sono fondamentali. I nostri prodotti viaggiano quasi tutti con il trasporto marittimo, che è più economico, meno inquinante per emissioni di CO2, e consente servizi di logistica fondamentali, grazie alla presenza di armatori che da generazioni fondano la loro attività a servizio delle imprese e per la sicurezza di merci e passeggeri, tra questi il Gruppo Grimaldi. Con il trasporto marittimo la nostra Azienda ha avuto una grande dinamicità: abbiamo parecchio traffico di materie prime nei porti di Palermo e Catania da Grecia, Spagna, Tunisia. E poi il traffico delle navi container nei porti hub e sulle rotte Livorno, Valencia, Barcellona”.

Come immagina il futuro?
“Penso che ci sia uno spazio di crescita sia in Italia che all’estero. Stiamo avviando anche alcuni progetti in Cina. L’Azienda ora sta iniziando un programma d’investimento in agricoltura. Prima alle porte di Palermo avevamo 300 ettari, ma ne abbiamo già acquisiti 70 dove avvieremo un progetto di olivicoltura sperimentale 4.0 che dovrà essere il driver del nostro futuro nei prossimi trent’anni”.


Il trasporto marittimo garantisce risparmio, qualità e tutela dell’ambiente
Logistica efficiente e impegno green per spingere il successo delle aziende

Senza una logistica efficiente, anche un prodotto d’eccellenza come l’olio siciliano ha scarse possibilità di conquistare i mercati nazionali e internazionali. Mai come oggi, però, è fondamentale valutare l’efficienza e la qualità dei servizi di trasporto non solo in termini di tempi e costi, ma anche di sicurezza e impatto ambientale.

Il trasporto marittimo e quello intermodale rappresentano in questo senso un’alternativa estremamente valida, preferibile al tutto strada. Sfruttando le cosiddette autostrade del mare, si evitano infatti congestioni e incidenti stradali, ritardi nelle consegne e costi di carburante eccessivi, riducendo al tempo stesso le emissioni di CO2.

I numeri lo confermano. Ad esempio, un camion con un conducente deve percorrere circa 1.300 km di asfalto per trasportare una cisterna d’olio da Palermo a Livorno, impiegando almeno 30 ore. Scegliendo, invece, per questa tratta un collegamento marittimo operato dal Gruppo Grimaldi, i tempi necessari per il trasporto si riducono a 18 ore, e le emissioni di CO2 diminuiscono di oltre la metà (stime effettuate utilizzando indici validati dal RINA, una delle principali società di classificazione al mondo).

Attraverso servizi frequenti e regolari da e per la Sicilia, la compagnia armatoriale partenopea facilita l’esportazione e l’affermazione sui mercati italiani ed esteri delle eccellenze locali, collegando Palermo e Catania ai più importanti porti d’Europa nel pieno rispetto dell’ambiente.

Grazie alle autostrade del mare, le aziende hanno a disposizione una possibilità concreta per risparmiare tempo e denaro, e rendere al tempo stesso il proprio business più ecosostenibile.

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