Matrimonio a prima vista, Santa e Salvo si raccontano al QdS - QdS

Matrimonio a prima vista, Santa e Salvo si raccontano al QdS

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Matrimonio a prima vista, Santa e Salvo si raccontano al QdS

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venerdì 07 Maggio 2021 - 12:00

Santa e la presunzione di Salvatore, che dal canto suo si sarebbe accontentato anche di un bel rapporto di amicizia. Qds.it ha intervistato i due protagonisti siciliani di Matrimonio a prima vista.

Sono stati la “coppia che scoppia”, indubbiamente la più discussa di tutta la 3ª edizione di “Matrimonio a prima vista Italia”, reality andato in onda su Real Time.

Santa Marziale (27 anni, San Giovanni La Punta, Catania) e Salvatore Bonfiglio (33 anni, Patti, Messina) non se le sono mandate di certo a dire per tutto il corso della trasmissione e, come svela anche Salvatore nel corso della lunga intervista rilasciata da entrambi a Qds.it, anche dietro le quinte accedeva talvolta che Santa lo denigrasse insultandolo su “ogni cosa della sua vita” e per questo capitava che, in modo molto poco galante, lui la mandasse “a quel paese”. Ad ogni modo, a telecamere spente, entrambi ci raccontano di un freddo distacco.

Scopriamo, dunque, tutti i pensieri segreti e le indiscrezioni di Santa Marziale e Salvatore Bonfiglio, dopo l’epilogo non a lieto fine del loro percorso a “Matrimonio a prima vista”.

Intervista a Salvatore Bonfiglio

1. Partiamo da dolci note. Qual è stata la prima cosa che ti è piaciuta di Santa? E andando subito alle cattive: quella che non ti è piaciuta. Intendo fin dal primo istante, non appena l’hai vista sull’altare.

“La prima cosa che mi è piaciuta è stato il suo sguardo, mi ha trasmesso subito dolcezza e mi ha fatto pensare che fosse una ragazza timida e sensibile.
La cosa che non mi è piaciuta invece è stata il suo abito, nonostante fosse molto bello e che a me piacciono quelle spose che escono fuori dallo schema dell’abito bianco, era un po’ troppo appariscente per i miei gusti, ma soprattutto mi è passato per la mente il pensiero che questo potesse riflettere una parte caratteriale che a me non piace, che andava in netto contrasto con quello che avevo percepito un istante prima”.

2. Ti sei messo in gioco e hai cercato a tutti costi di avvicinarti a Santa. Per molti del pubblico da casa sei stato tu “la vittima” della coppia: ti senti di aver giocato totalmente o solo in parte questo ruolo? E, ad ogni modo, che impronta intendevi dare al tuo percorso a Mapv?

“Io non penso assolutamente di essere né una vittima né tanto meno un santo come hanno detto in molti sui social, quando voglio so difendermi benissimo e se portato al limite della pazienza reagisco.
Io onestamente volevo che le cose andassero bene, che non voleva dire necessariamente uscirne sposati, se fosse accaduto sarei stato al settimo cielo, ma sarei stato molto felice anche se ne fosse nato un bel rapporto d’amicizia”.

3. Qual è stato il momento più difficile per te? In alcuni casi si è avvertito in modo lampante l’avversione di Santa nei tuoi confronti…

“Il momento più difficile è stato il workshop, quel giorno Santa mi aveva letteralmente distrutto moralmente, e non credo di essermelo meritato, non me ne posso fare una colpa io se non rispecchiavo i suoi canoni di bellezza, e comunque non è un motivo valido per mortificare e umiliare qualcuno.

La sua avversione nei miei confronti all’inizio credo che venisse dal fatto che le sue altissime aspettative erano state deluse, ma anche qui, non me ne posso fare una colpa io se lei si aspettava il bellissimo principe che dopo la cerimonia la portava via a bordo del tappeto volante.
Successivamente la sua avversione verso di me era dovuta al fatto che io non calavo la testa a tutti i suoi capricci e alle sue menzogne, e questo per lei era inaccettabile”.

4. Se tornassi indietro cosa rifaresti mille volte? Cosa non faresti assolutamente? E perché non lo rifaresti e cosa cambieresti?

“Se non sapessi come è andata a finire rifarei sicuramente il matrimonio, le emozioni di quel momento sono state incredibili e indescrivibili.

Quello che non rifarei probabilmente è prendere la decisione di andare avanti dopo il workshop, quel giorno avrei dovuto semplicemente togliermi la fede e tornarmene a casa, mi sarei risparmiato le successive settimane per nulla piacevoli”.

5. Tra tutti i compagni di viaggio, chi è quello che ti ha supportato di più, la tua vera spalla, il tuo più fido confidente a MAPV?

“La mia testimone Roberta, quando potevo gli telefonavo e gli raccontavo tutto”.

6. Come avete vissuto il dietro le quinte, sapendo che la relazione era impossibile?

“Dietro le quinte per la maggior parte del tempo non accadeva niente, il dialogo con Santa era quasi inesistente, nell’ultima parte di questa esperienza poi stavamo intere giornate a casa o in albergo senza neanche guardarci, come se non esistessimo.

Purtroppo altre volte invece non era cosi, mi denigrava e insultava praticamente su ogni cosa della mia vita, dalla casa fino al mio lavoro, io quasi sempre la lasciavo perdere, altre volte in modo molto poco galante la mandavo a quel paese, come ho detto non sono un santo”.

7. Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Mapv? Come giudichi il tuo percorso? Forse – almeno secondo molti – questa esperienza ha insegnato qualcosa più a te che a Santa, che probabilmente non si è messa in gioco come hai fatto tu.

“Francesco dice sempre che questa è stata l’esperienza più bella della sua vita, io purtroppo non posso dire la stessa cosa, direi che come esperienza è stata abbastanza negativa, ma ad ogni modo cerco di trarne sempre qualcosa di positivo, come l’amicizia che si è creata coi miei colleghi sposi.

Più che insegnato, mi ha dato delle conferme su me stesso, su quello che voglio dalla mia vita e soprattutto da una relazione. Non rimprovero a Santa il fatto di non averci mai minimamente provato, posso capire che in una situazione particolare come questa magari non sia riuscita a far venire fuori la parte migliore di sé, questo però non l’autorizzava a darmi il peggio del peggio; credo che – come chiunque altro – mi meritassi almeno quel minimo di onestà, educazione e rispetto”.

Intervista a Santa Marziale

1. Voglio iniziare dalla fine per tornare al principio: l’epilogo tuo e di Salvo era già scritto. E mai come nel vostro caso si può parlare di una “cronaca di una morte annunciata”… ma cosa hai pensato fin dal primo momento che te lo sei ritrovato di fronte sull’altare?

“Ad essere sincera le prime cose a cui ho pensato sono state “mmm è un po’ bassino”, “dai però non è male, guarda che occhi!” e “speriamo sia simpatico” ed effettivamente quando ha fatto la battuta sul fatto che fosse nervoso anche lui mi sono un po’ sciolta. Peccato che dalle battute rompi-ghiaccio siamo passati alle battute poco carine”.

2. Santa, sei stata una delle partecipanti più discusse e contestate perché ti sei ostinata nel tuo chiuderti “a riccio”. E’ indubbio che nella vita il matrimonio è una delle scommesse più grandi, se fatto “a prima vista” poi non ne parliamo… ma cosa ti ha spinto, più di tutto, a rigettare con profonda riluttanza Salvatore?

“Siamo due persone estremamente diverse. Io mi reputo una persona dolce ed educata e per questo vorrei ricevere lo stesso. Mi sono chiusa perché era talmente tanto il nervoso che mi mettevano le sue parole, il modo in cui si rivolgeva a me che… proprio mi bloccava.

La cosa più fastidiosa era che quando gli facevo notare questi suoi modi “aggressivi” nel dire le cose me lo negava e mi rispondeva che i suoi modi erano così perché io non davo di più. Non riesco proprio a dialogare con tanta mancanza di autocritica e tale presunzione. Le persone così altezzose non mi piacciono. Io ritengo che bisogna sempre porsi con rispetto e quando questo manca per me termina tutto. Questo è essere principessa? Non credo, anzi non mi sembra affatto pretenzioso che una persona ti parli con calma ed educazione”.

3. Hai cercato di dare l’immagine di una donna con tanti pregi, talvolta quasi inattaccabile. Magari alle volte esagerando un po’, ed è così emerso questo lato di Santa. Cosa ne pensi al riguardo.

“Purtroppo si è visto molto poco di me. Ti assicuro che sono la prima che si mette in discussione, che quando pensa di sbagliare o offendere chiede scusa. Amo la pace ed essere in pace con gli altri ma quando vedo che l’altro è disposto e aperto. Quando si accusa o insulta soltanto ecco che mi chiudo.

Con Salvatore sono arrivata all’indifferenza perché avevo capito che non era disposto ad ascoltarmi o a venirmi incontro. Non sono una “strega cattiva”, ma una persona che non è disposta a cambiare per chi non se lo merita. Altro che inattaccabile, io mi sono sentita non dico distrutta, ma quasi, e di questo me ne dispiaccio perché non dovremmo permettere a nessuno di toglierci il sorriso o farci sentire inadeguati”.

4. Se tornassi indietro cosa rifaresti mille volte? Cosa non faresti assolutamente? E perché non lo rifaresti e cosa cambieresti?

“Una cosa che non farei assolutamente è aprirmi con lui perché per quel poco che ho fatto è stato capace di ritorcermelo contro in modo negativo, per esempio, inventando traumi che non esistono e facendo battute poco carine. O anche andando a sbandierare conversazioni personali agli altri. Rifarei MAPV perché nonostante tutto a volte ti toglie il fiato dalle forti emozioni!”.

5. Tra tutte le tue compagne di viaggio, chi è quella che ti ha supportato di più, la tua vera spalla, la tua più fida confidente di MAPV?

“Sicuramente Martina. Le voglio veramente un bene sincero e sono veramente contenta di aver potuto condividere il percorso anche con lei. Ho trovato in lei una persona a cui confidare anche cose personali, con la consapevolezza che sarebbero rimaste tra noi. E’ sempre stata molto onesta con me, mi ha aperto gli occhi su tante cose e questo mi ha sempre fatto piacere e il tutto ha portato a fidarmi di lei, tant’è che ancora oggi ci sentiamo spesso”.

6. Come avete vissuto il dietro le quinte, sapendo che la relazione era impossibile?

“Ti dirò a telecamere spente c’era più silenzio che quando erano accese. Nel senso che davanti alle telecamere non potevamo ignorarci, c’era qualcuno con cui parlare, un’ attività da svolgere e quindi si doveva interagire per forza. Fuori potevamo ignorarci con molta più tranquillità. Nessuno dei due provava ad aprire un discorso, c’era indifferenza reciproca quindi tutto sommato era ok”.

7. Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Mapv? Come giudichi il tuo percorso?

“L’esperienza è qualcosa che non dimenticherò mai. Sicuramente ho capito tante cose di me, soprattutto quanto in realtà io sia forte, ma allo stesso tempo fragile per alcune cose. Ho capito di avere ancora ferite aperte e questo è molto interessante perché posso lavorarci e migliorare.

Di questo sono molto contenta. Pensavo che la mia pazienza si fosse esaurita e invece ne ho tanta. So benissimo che la comunicazione è fondamentale in qualsiasi tipo di relazione ma ho capito che la comunicazione è importante quando dall’altra parte c’è un ascolto sincero e privo di pregiudizi, altrimenti restano parole al vento. Avrei potuto fare la furba e fingere davanti alle telecamere, invece sono contenta di non aver mai finto. A livello mediatico non ha giocato a mio favore ma almeno io ho la coscienza tranquilla”.

Gioacchino Lepre

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