Migranti, adesso parla Crimi, “C’è chi sparge rabbia e paura” - QdS

Migranti, adesso parla Crimi, “C’è chi sparge rabbia e paura”

redazione

Migranti, adesso parla Crimi, “C’è chi sparge rabbia e paura”

sabato 25 Luglio 2020 - 00:00
Migranti, adesso parla Crimi, “C’è chi sparge rabbia e paura”

Il capo politico del M5s risponde duramente agli attacchi dell'ex alleato Salvini. "E' in stato confusionale e vuol nascondere altre cose". Sbarchi a Lampedusa, "in certi periodi aumentano ma la situazione è sempre sotto controllo”

ROMA – L’hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa ha raggiunto ieri il record di 960 extracomunitari. La struttura d’accoglienza è al collasso e la prefettura di Agrigento è sempre al lavoro per cercare di trovare posti disponibili dove collocare i migranti che devono effettuare la sorveglianza sanitaria.
Ieri, in serata, 200 tunisini hanno lasciato la struttura d’accoglienza dove sono rimasti in 760 a fronte di una capienza massima prevista di 95 persone.

“Il governo spalanca – ha tuonato anche ieri il segretario della Lega, Matteo Salvini – i porti, non riesce a controllare gli immigrati e registra decine di fughe da Nord a Sud nonostante il rischio contagi: da Taranto a Brindisi, da Cartoceto nelle Marche fino a Perugia. Gli italiani sono stati bloccati in casa per mesi ma i clandestini non rispettano la quarantena, mentre i tunisini ci riempiono di immigrati e addirittura sequestrano i pescherecci italiani. Il nostro Paese è in pericolo: Conte, Di Maio e Lamorgese sveglia”.

Non tarda ad arrivare la risposta piccata del capo politico del M5s, Vito Crimi: “A Lampedusa – ha detto – la situazione è sotto controllo”, la gestione dei migranti “è strutturata in piena sicurezza, possiamo assicurare ai cittadini che lo Stato c’è”.

Per il viceministro dell’Interno “c’è qualcuno che invece strumentalizza”, ha aggiunto riferendosi proprio a Salvini. “Qualcuno – ha poi sottolineato – è in stato confusionale a spargere rabbia e paura, per nascondere altre cose oggi cerca di trovare sfogo in questa realtà. Ci sono periodi in cui aumentano gli sbarchi come questo ma siamo in grado di gestire la situazione, da un punto di vista sanitario, è chiaro che c’è una pressione in questo momento maggiore rispetto qualche settimana fa, ma è sempre sotto controllo”.
“Ricordiamo che questo Paese ha gestito numeri incredibili, centinaia di migliaia di immigrati, oggi i numeri ci dicono che in questo semestre siamo a circa 11.000 sbarchi a metà circa di quanti ce n’erano nel 2018, quindi siamo a numeri in grado di gestire”, conclude Crimi.

Al via raccolta fondi per restauro Porta d’Europa

Due mesi per raccogliere i 30mila euro necessari al restauro della Porta d’Europa, l’opera dell’artista Mimmo Paladino in ceramica refrattaria e ferro zincato inaugurata a Lampedusa nel 2008 e oggi segnata dal vento e dalle intemperie del mare: parte oggi il crowdfunding di Unicoop Firenze per prendersi cura del monumento dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare e promosso dall’associazione Amani e Arnoldo Mosca Mondadori. La raccolta fondi si chiuderà il 20 settembre, con l’obiettivo di restaurare l’opera in vista del 3 ottobre, anniversario del naufragio in cui 7 anni fa morirono 368 migranti davanti all’isola siciliana.

Per contribuire, è stato spiegato, è possibile versare una somma sulla piattaforma di crowdfunding Eppela, oppure fare una donazione alle casse dei punti vendita Unicoop Firenze. La cooperativa poi raddoppierà la cifra donata da soci e clienti. “La Porta di Lampedusa segna l’inizio dell’Europa – spiega Pietro Bartolo, ex responsabile del presidio ospedaliero di Lampedusa e attuale europarlamentare -, è la prima immagine che vede chi arriva nel nostro continente e sulla nostra piccola isola. Restaurare oggi la Porta d’Europa significa battersi contro un’Europa fatta di indifferenza e rimettere al centro i valori di solidarietà e accoglienza per cui è nata”.

Per il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, “i lampedusani si portano dietro, tutti, la forza di essere stati pescatori. In mare non si chiedono i documenti prima di decidere se e chi deve essere salvato”. “Vogliamo restaurare la Porta d’Europa – ha spiegato Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze – per rafforzare l’identità di un luogo unico, per la sua collocazione come primo attracco per chi arriva dal mare, come simbolo dei nostri valori ed ideali, del valore universale della vita degli uomini”.

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