Migranti, Mediterranea, "Il Procuratore di Ragusa è anti-ong" - QdS

Migranti, Mediterranea, “Il Procuratore di Ragusa è anti-ong”

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Migranti, Mediterranea, “Il Procuratore di Ragusa è anti-ong”

martedì 02 Marzo 2021 - 06:36
Migranti, Mediterranea, “Il Procuratore di Ragusa è anti-ong”

Contrattacco dopo l'accusa alla Mare Jonio, "Solo surreali congetture, macchina del fango come per Lucano". Salvini esulta, "chiudiamo i porti". Il sindaco di Lampedusa, "serve un nuovo approccio al fenomeno"

Per Mediterranea Saving Humans il procuratore di Ragusa, Fabio D’Anna, sarebbe prevenuto: “Ha più volte esternato pubblicamente la sua crociata contro le Ong ed è arrivato a sostenere che ‘bisogna che non passi l’idea che sottrarre i migranti dalle mani dei libici possa essere una cosa consentita’”.

Il procuratore ibleo, che ieri ha accusato la Mare Jonio di aver incassato denaro per prendere a bordo i 27 naufraghi di un cargo danese, punterebbe dunque “a colpire la pratica del soccorso civile in mare che Mediterranea promuove dal 2018” e da questo è nato “il vero e proprio teorema giudiziario in cui si ipotizza che le attività di soccorso e salvataggio siano preordinate allo scopo di lucro”.

“Idra social shipping – ha sottolineato l’ong parlando dell’armatore della Mare Jonio – non ha mai fatto nulla di illegale e lo dimostrerà presto nelle sedi competenti”.

Mediterranea non è indagata

Mare Ionio – che opera soccorsi in mare per conto di Mediterranea, peraltro estranea all’inchiesta -, gestita dalla compagnia armatoriale Idra social shipping, avrebbe, simulando un’emergenza sanitaria a bordo e in cambio di “un’ingente somma” pagata dall’armatore danese, preso in carico i 27 migranti salvati in mare dalla Maersk Etienne, che li aveva soccorsi 37 giorni prima, consentendo al cargo di riprendere l’attività commerciale. Gli indagati sono il comandante della Mare Ionio, Pietro Marrone, il capo missione Luca Casarini, l’ex assessore comunale di Venezia Beppe Caccia e il regista Alessandro Metz, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione delle norme del codice della navigazione.

“Macchinazioni e accuse surreali”

Per Mediterranea “La macchinazione ipotizzata è talmente surreale da rendere evidente quale sia il primo e vero obbiettivo di questa operazione: creare quella ‘macchina del fango’ che tante volte abbiamo visto in azione nel nostro Paese, dal caso di Mimmo Lucano alle inchieste di questi giorni contro chi pratica la solidarietà ai migranti che attraversano la rotta balcanica, e sparare ad alzo zero contro chi come noi non si rassegna al fatto che da inizio gennaio ad oggi siano già centinaia le donne, uomini e bambini lasciati morire nel Mediterraneo, e si contino già a migliaia i catturati in mare e deportati nei campi di concentramento libici, finanziati con i soldi dell’Unione Europea e dell’Italia”.

“Le congetture si scioglieranno”

“Le perquisizioni – ha aggiunto la ong – cercano ‘prove’ perché in realtà l’accusa, nonostante migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, si fonda solo su congetture che si scioglieranno presto come neve al sole”.

Salvini esulta, “chiudiamo i porti”

Esultante Matteo Salvini: “Come si è cambiata strategia sull’emergenza sanitaria e il piano dei vaccini, con la Lega al governo occorrerà cambiare la strategia anche su porti aperti e porti spalancati”.

“Il primo gennaio del 2019, quando ero al ministero dell’Interno c’erano stati 260 sbarchi di immigrati, ora nello stesso periodo ci sono quasi 5000 sbarchi e dieci poliziotti positivi al Covid nel centro di Lampedusa. E’ chiaro che bisogna arginare” questo fenomeno.

Martello, “serve un nuovo approccio”

Ma il sindaco di Lampedusa Totò Martello, che aveva dato del “mentitore seriale” a Salvini quando parlava di porti chiusi mentre nell’Isola si verificavano quotidianamente i cosiddetti “sbarchi fantasma”, ha un’idea decisamente diversa.

“La crisi di governo – ha ricordato – si era aperta, e successivamente si è chiusa, attorno al Recovery Plan ma ci sono altre emergenza che l’Italia ha il dovere di affrontare: qui a Lampedusa siamo preoccupati perché la rotta Libica è sempre più attiva e non so cosa potrà succedere quando le condizioni del mare saranno ancora più favorevoli alla navigazione”.

“In questo momento – ha aggiunto il “Sindaco pescatore” – la gestione della prima accoglienza è tutto sommato sotto controllo, anche perché con le navi quarantena predisposte dal ministero degli Interni si riesce ad alleggerire la pressione sull’hot spot. Ma nelle prossime settimane, quando i numeri cresceranno, cosa succederà?”.

“Migrazione ordinata, regolare, sicura”

E ricordando la propaganda salviniana sui finti porti chiusi e il rifiuto dell’allora ministro dell’Interno di dialogare con l’Europa ha detto: “Se non si interviene sulle cause e sui Paesi di origine dei flussi migratori, continueremo a passare da un’emergenza all’altra”.

“Mi auguro – ha concluso Martello – che il governo Draghi dedichi la massima attenzione ai tanti aspetti che riguardano le migrazioni, sia in Italia che in Europa servono azioni politiche e gestionali pianificate, serve un nuovo approccio all’intero fenomeno che porti ad una migrazione ‘ordinata, regolare e sicura’ e che al tempo stesso sostenga i territori di confine”.

Rischi infiltrazione terroristi

E questo perché, è scritto nella Relazione annuale dell’Intelligence, gli arrivi di migranti, in particolare con gli sbarchi fantasma dal Nordafrica, “restano, sul piano della sicurezza, le modalità d’ingresso più critiche, rispetto alle quali i rischi sanitari connessi alla possibile dispersione sul territorio nazionale di soggetti positivi al virus sono andati ad aggiungersi al pericolo di infiltrazioni terroristiche”.

“La vergogna d’Europa”

La via del dialogo internazionale e non la chiusura dei porti – solo propagandistica in un Paese come l’Italia, proteso come un molo lungo il Mediterraneo e con coste impossibili da sorvegliare – è dunque la soluzione.

D’altra parte i naufraghi della Maersk Etienne, nell’estate dello scorso anno, da 38 giorni erano abbandonati in mezzo al mare tra Malta e Lampedusa, a bordo della portacontainer che li aveva tratti in salvo.

“Fu definito la ‘vergogna d’Europa’ – ha ricordato Mediterranea – quel disumano abbandono, il più lungo stand – off che si ricordi per dei naufraghi che in teoria, secondo ciò che impongono le Convenzioni Internazionali, avrebbero dovuto raggiungere ‘tempestivamente’ un porto sicuro”.

Mediterranea ha concluso annunciando che “non si fermerà a causa di questo attacco, triste e prevedibile, e continuerà a essere in mare, lì dove i crimini che vengono commessi e sono quelli di strage, tortura, stupri, sevizie”.

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