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Migranti, naufragio con 50 morti al largo della Libia

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Migranti, naufragio con 50 morti al largo della Libia

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martedì 08 Marzo 2022 - 07:00

Cinquanta persone hanno perso la vita al largo di Sabratah, preoccupazione per una barca con 60 migranti partita dalla Tunisia e di cui non si hanno più notizie

Naufragio al largo della Libia. La tragedia sarebbe avvenuta il 27 febbraio scorso a largo di Sabratah. “Abbiamo saputo di un naufragio avvenuto il 27 febbraio 2022 a largo di Sabratah. Delle 50 persone a bordo, nessuna è sopravvissuta. Oltre dieci corpi sono stati trovati sulle coste libiche. Il regime confinario UE uccide ancora le persone migranti”. Così in un tweet Alarm Phone.

Paura per un’altra imbarcazione

Intanto non si hanno più notizie di una barca con 60 migranti partita dalla Tunisia, ormai cinque giorni fa. “I parenti ci chiedono di un gruppo di 60 persone – scrive Alarm Phone su Twitter -. Non sono ancora arrivate. Le autorità ci dicono di non avere informazioni su cosa sia accaduto loro. Chiediamo risposte”.

I racconti dei naufraghi

I racconti dei naufraghi a bordo della Open Arms sono “la cosa più vicina all’inferno”. Sulla nave della ong spagnola in 28, tra cui 2 minori, sono adesso in salvo. Sono stati soccorsi in acque internazionali nel Mediterraneo centrale mentre l’imbarcazione in legno sovraccarica su cui viaggiavano imbarcava già acqua e rischiava di affondare . “Molti fuggono da paesi flagellati da guerre sanguinose, lontani dai riflettori dei media – dice il team a bordo -. Tutti hanno subito per mesi le torture, le umiliazioni e il terrore nei campi di concentramento della Libia e continueranno a subirne le conseguenze fisiche e psicologiche per molto tempo”. 

“Nell’ultima settimana – spiega l’ong spagnola – altre 452 persone sono state intercettate dalle milizie libiche finanziate dall’Ue e rimpatriate in un Paese dove i loro diritti umani sono costantemente violati. Sono quasi 3.000 in questo 2022. La migrazione non è un reato”. Intanto, altri 111, soccorsi in due diverse operazioni nei giorni scorsi, sono a bordo della Geo Barents. Sulla nave di Msf il naufrago più giovane ha appena 4 mesi. “Quando guardi negli occhi i bambini salvati da un’esperienza di pre-morte in mare – dice Hager Saadallah, psicologa di Msf mentre tiene in braccio la neonata – non puoi fare a meno di chiederti se si sono resi conto di quanto si fossero avvicinati alla morte ancor prima che la loro vita iniziasse. E non puoi fare a meno di sperare che abbiano un futuro più luminoso davanti a loro”.

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