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I No Green pass in Sicilia, venerdì manifestazioni a Catania e Messina

Ivana Zimbone

I No Green pass in Sicilia, venerdì manifestazioni a Catania e Messina

martedì 12 Ottobre 2021 - 16:03

I No pass manifesteranno in Sicilia venerdì 15 ottobre, a Catania e Messina.Sarà una protesta violenta? L'ipotesi dello scioglimento di Forza Nuova prende piede: "Per violenza e apologia del fascismo"

Secondo alcune indiscrezioni, i No pass si sarebbero già organizzati per manifestare venerdì 15 ottobre anche in Sicilia. E precisamente a Catania e Messina.

Le preoccupazioni in Sicilia

La notizia desta preoccupazione perché l’Italia sembra colpita da una pericolosa deriva estremista di destra difficile da arginare. Le pagine di cronaca si riempiono di atti vandalici e altre manifestazioni violente da parte di coloro che si definiscono “neofascisti”. A Roma, l‘assalto squadrista alla sede della Cgil e del pronto soccorso di un ospedale dove anche un’infermiera è stata ferita con bottigliate in testa.

Ma davvero tutto questo non era prevedibile? E cosa ne sarà del partito neofascista e nazionalista di estrema destra, Forza Nuova? Sono a rischio anche le piazze e le sedi Cgil siciliane?

Cgil Sicilia, Alfio Mannino: “Non sottovalutare ancora rigurgiti squadristi”

“I No pass, stando a quanto ci è stato comunicato, manifesteranno venerdì a Catania e Messina, dove speriamo si mantengano toni pacifici – spiega Alfio Mannino, segretario generale di Cgil Sicilia -. Quanto accaduto a Roma è la dimostrazione di come per lungo tempo siano stati sottovalutati rigurgiti squadristi e di violenza, invece molto pericolosi”.

Secondo il segretario, non è esatto credere che migliaia di manifestati siano stati strumentalizzati dagli estremisti: “Che ci sia del disagio sociale e che l’estrema destra provi a cavalcarlo è innegabile – continua Mannino -, ma le manifestazioni a cui abbiamo assistito poco hanno a che fare con il disagio sociale, con il rifiuto della vaccinazione o dell’obbligo del certificato verde”.

Proprio per l’obbligatorietà del Green pass, però, il segretario annuncia i prossimi problemi: “La seconda questione, invece, riguarda il fatto che il certificato verde rischi importanti conflittualità sul luogo di lavoro già da venerdì 15 ottobre – aggiunge -. Se è vero che 3 milioni di lavoratori non si sono vaccinati, è difficile pensare che per loro possano essere garantiti i tamponi ogni 48 ore. Ci troveremo davanti a una situazione non semplice da gestire che richiede dei nuovi elementi di chiarezza da parte del Governo”.

La soluzione per uscire dall’impasse? “L’istituzione dell’obbligo vaccinale, come avvenuto in altri momenti storici a tutela della salute pubblica”, spiega Mannino.

Forza Nuova, l’ipotesi dello scioglimento: “Per violenza e apologia del fascismo”

Intanto in parlamento si valuta la possibilità di scioglimento di Forza Nuova – a cui è già stato oscurato il sito web -, fondato nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello e presente dal 2008 in diverse città d’Italia anche abusivamente.

Sussistono davvero i presupposti per questa misura? “I requisiti per tale provvedimento sono due e riguardano la violenza e l’apologia del fascismo. Entrambi sussistono pienamente nel caso di Forza Nuova”. Così il segretario generale Cgil Sicilia risponde affermativamente alla domanda.

La storia del partito

La storia del partito, in effetti, è fatta di violenze gridate e agite – costate anche diverse condanne ad alcuni esponenti -, di xenofobia e omofobia, di slogan impronunciabili atti a negare la Shoah o persino a omaggiare l’Olocausto. Ma anche di collaborazioni concesse in passato da partiti di destra come l’Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini e la Casa delle Libertà.

Le teorie del complotto e la censura sui social

Oggi il partito si è fatto attivo promotore delle teorie del complotto del piano Kalergi – negazionista dell’Olocausto – e dell’educazione gender.
Persino Facebook e Instagram hanno deciso nel 2019 di cancellare le pagine ufficiali di Forza Nuova (e di CasaPound) perché accusate di diffondere e fomentare l’odio, sentimento che avversa la democrazia.

Non lo hanno fatto invece le piazze italiane, che consentono a personaggi forzanovisti noti alle forze dell’ordine e ai tribunali, come Giuliano Castellino, di partecipare a manifestazioni pubbliche e salire sui palchi a pronunciare insulti contro istituzioni e cittadini che scelgono responsabilmente di vaccinarsi e di scaricare il Green pass. Addirittura il partito ha deciso recentemente di espellere i suoi iscritti “di serie b” in possesso del certificato verde.

L’attacco alla sede Cgil nazionale

E così, durante la manifestazione dei No Green Pass del 9 ottobre scorso a Roma, i forzanovisti si sono organizzati per l’assalto alla sede nazionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro di corso d’Italia. Il tutto dopo scontri violenti con le forze dell’ordine e il lancio di bombe carta. A partecipare all’atto criminale, ovviamente, Giuliano Castellino – capo sezione del partito nella capitale – e Roberto Fiore, leader nazionale.

I due sono difesi dal noto avvocato Carlo Taormina che ha preso parte personalmente alla manifestazione, intervenendo sul palco in favore del “grandissimo” sogno condiviso del “governo di Liberazione nazionale” – da non confondere certamente con il Comitato di Liberazione Nazionale del 1943, antifascista e antinazista per costituzione – per le “riforme dello Stato”, in un’atmosfera che ha osato definire “addirittura giuliva e festiva”. Perché Forza Nuova, nei suoi programmi, aveva anche l’assalto al Parlamento, bloccato tempestivamente dalle forze dell’ordine.

Con i due leader forzanovisti sono stati arrestati anche l’ex Nar Luigi Aronica, l’attivista Pamela Testa, il leader del movimento IoApro, Biagio Passaro e Salvatore Lubrano.

La censura del sito web è arrivata soltanto oggi, dopo la rinnovata minaccia di violenze a oltranza da parte del partito.

Il governo di Liberazione nazionale e la posizione dell’avvocato Carlo Taormina

Nel nostro Paese Forza Nuova ha goduto di ampia libertà nel ritagliarsi un proprio spazio alla luce del sole. Nonostante il bliz, commesso nel 2017, con lancio di fumogeni sotto le sedi di Roma e di Napoli del quotidiano La Repubblica, un anno fa il partito neofascista ha pensato addirittura di “eleggere” da sé un governo fantasma, detto “governo di Liberazione nazionale”. Ecco i suoi maggiori esponenti:

– alla “Giustizia” l’avvocato Carlo Taormina, avvocato ex berlusconiano ed ex simpatizzante dei Cinquestelle:
– agli “Esteri” Roberto Fiore, ex terrorista nero condannato per banda armata e protetto dai servizi segreti inglesi, denunciato ben 240 volte per violenza;
– agli “Interni” Augusto Sinagra, avvocato ex candidato di CasaPound;
– all’ “Attuazione del programma” Giuliano Castellino, leader del partito a Roma e condannato più volte per resistenza a pubblico ufficiale, truffa, aggressione;
– allo “Sport” Vincenzo Nardulli, condannato assieme a Castellino per aver riempito di botte alcuni giornalisti de L’Espresso;
– alla “Difesa” Leonardo Cabras, ex coordinatore regionale di Forza Nuova, lo stesso che sosteneva presunte attività ricreative per gli ebrei deportati nei campi di concentramento nazisti;
– alla “Famiglia” Gloria Callarelli, conservatrice cattolica;
– al “Popolo delle partite Iva” Adriana Perugini, ristoratrice.

La Costituzione italiana è antifascista

Dal momento che la Costituzione italiana, nella XII Disposizione tranistoria e finale, vieta “la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista, definendo che “in deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dalla entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista”, ci si chiede come e perché sia stato consentito tutto questo.

Inoltre, la legge del 20 giugno 1952 n. 645 – detta anche “legge Scelba” -sanziona l’apologia al fascismo, individuandola in “chiunque faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità” di riorganizzazione del disciolto partito fascista e in “chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”.

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