Nuovo capogruppo, anzi no, in casa Fi volano gli stracci - QdS

Nuovo capogruppo, anzi no, in casa Fi volano gli stracci

Raffaella Pessina

Nuovo capogruppo, anzi no, in casa Fi volano gli stracci

giovedì 17 Marzo 2022 - 05:26

L’ala ostile a Miccichè “spodesta” Calderone, suo fedelissimo. “La nomina di Mario Caputo viziata per legge, dunque non è valida”

PALERMO – In Sicilia si spacca Forza Italia. Una brutta notizia che arriva proprio quando si discute di coalizioni e candidati in vista delle prossime elezioni regionali che vedranno anche il rinnovo del Parlamento siciliano.
La spaccatura si è consumata ieri in occasione della nomina del nuovo capogruppo degli azzurri a Palazzo dei Normanni.

Mario Caputo il nuovo capogruppo

Al posto di Tommaso Calderone, è stato eletto Mario Caputo, votato da sette deputati su 13 nel corso di una riunione tenutasi ieri mattina proprio all’Ars. Dalla parte di Caputo vi sono Riccardo Savona, Marco Falcone, Margherita la Rocca Ruvolo, Alfio Papale, Riccardo Gallo Afflitto e Stefano Pellegrino. I sette componenti hanno di fatto sfiduciato Calderone, vicino al leader del partito Gianfranco Miccichè.

Ma proprio Calderone, nel primo pomeriggio di ieri, ha diffuso una nota in merito affermando che la nomina è priva di efficacia: “Apprendo dalla stampa che il gruppo parlamentare di Forza Italia – ha detto Calderone – avrebbe un nuovo capogruppo. Ricordo però che il gruppo medesimo è un’associazione, che come tale è regolamentata da norme codicistiche che non prevedono l’auto convocazione. È prevista la richiesta di convocazione, a cui solo il capogruppo può dar seguito. E solo nel caso di ingiustificata inerzia dello stesso, ci si può rivolgere al Tribunale, per chiederne la convocazione. Pertanto considero la nomina dell’on. Mario Caputo come tamquam non esset, perché non sono state rispettate le procedure”.

“Nei prossimi giorni – conclude il Parlamentare – darò seguito alla richiesta di convocazione alla presenza di tutto il gruppo di Forza Italia, non di una sola parte, che rispetto ad un procedimento codificato si è auto convocata. Metterò all’ordine del giorno la nomina del nuovo capogruppo, insieme a varie ed eventuali istanze. Ma ribadisco: è impensabile che si proceda in tale modo rudimentale. Ci sono delle procedure da rispettare, secondo canoni previsti per legge. La nomina dell’on. Caputo è priva di efficacia”. Al di là della nomina, il fatto concreto è la scissione del partito di Forza Italia che potrebbe determinare modifiche negli assetti delle alleanze elettorali.

Le divisioni all’interno di Forza Italia fanno male a tutto il centrodestra

Lo sa bene il segretario nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, il quale ha rimarcato che le imminenti scadenze elettorali, amministrative e regionali, in Sicilia “richiamano le forze politiche del centrodestra a uno sforzo di ricomposizione unitaria che guardi alla prospettiva nazionale, in vista delle elezioni del 2023”.

L’Udc sottolinea l’urgenza di definire un quadro chiaro dei candidati in campo nelle città metropolitane di Palermo e Messina, “dove la scadenza elettorale è ormai prossima e le scelte non ulteriormente rinviabili”.
Ma l’Udc confida altresì che una sintesi si possa trovare anche sulla presidenza della Regione.

“Da parte sua, e in questo auspicabile contesto di ritrovata unità – aggiunge Cesa – l’Udc conferma la propria adesione al centrodestra e l’impegno a coordinarsi con tutti i partiti della coalizione – dice ancora Cesa – e primariamente con le direzioni politiche di Forza Italia e della Lega, con particolare riferimento alle scelte da condividere a livello territoriale e all’adozione di più generali indirizzi politici, maturati anche nella attuale e comune esperienza parlamentare, a sostegno del governo nazionale”.

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