Dodici le misure cautelari eseguite dopo quanto scoperto nel carcere Luigi Bodenza di Enna.
È in corso, fin dalle prime luci dell’alba, una vasta operazione di polizia che vede impegnate circa 100 unità della Polizia di Stato della Questura di Enna e della Polizia Penitenziaria di Enna e Palermo, coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria. L’operazione ha visto l’esecuzione di 12 misure cautelari: gli indagati sono accusati di aver introdotto droga e cellulari nel carcere Luigi Bodenza di Enna.
Ecco i dettagli del blitz.
Operazione a Enna, droga e cellulari in carcere
Stamattina, il personale della Polizia di Stato della Squadra Mobile della Questura di Enna, del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria di Palermo e della Polizia Penitenziaria Reparto di Enna, con la collaborazione del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Enna, delle Squadre Mobili di Catania, Siracusa e Catanzaro, del personale dei Reparti Prevenzione Crimine di Palermo e Catania e del Nucleo Investigativo Regionale di Catanzaro e di Firenze, ha eseguito 12 misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna e di quello del Tribunale per i minorenni di Caltanissetta.
I soggetti destinatari delle misure cautelari sono indagati per aver introdotto nel carcere “Luigi Bodenza” di Enna droga e cellulari.
Le accuse
A 8 indagati (tra cui un soggetto minorenne all’epoca dei fatti) è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere, 2 indagati sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari e uno alla misura cautelare dell’obbligo di dimora, mentre all’unico indagato ancora minorenne è stata applicata la misura del collocamento in idonea comunità.
Si evidenzia che il procedimento penale pende in fase di indagini e che gli indagati non possono definirsi colpevoli fino a decreto o sentenza di condanna irrevocabili.
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Le indagini
La complessa operazione di Polizia si è svolta nel territorio di Catania, dove risiedono quasi la totalità degli indagati, mentre 6 dei soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi della libertà personale sono già reclusi, per altre cause, negli istituti penitenziari della Sicilia, della Calabria e della Toscana.
Le articolate indagini, avviate nel mese di giugno del 2023, hanno permesso di individuare un gruppo di soggetti, per lo più catanesi, che, con uno stratagemma ben collaudato, consegnavano ingenti quantitativi di droga e cellulari all’interno del carcere, servendosi di un drone.
Durante la notte, i presunti fornitori, ponendosi nelle vie adiacenti al carcere, legavano con una corda delle buste contenenti droga e telefoni e, dopo aver fatto alzare in volo l’aeromobile a pilotaggio remoto, lo guidavano fino alle finestre delle celle dove i detenuti, sporgendo le braccia dalla finestra, ne recuperavano il contenuto illecito.
La notte del 4 ottobre 2023, i poliziotti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Enna e del Nucleo Investigativo Regionale hanno arrestato due catanesi, odierni arrestati, mentre introducevano droga nel carcere di Enna: i soggetti, al momento dell’arresto, erano infatti intenti ad alzare in volo un drone al quale era stata opportunamente legata, tramite una sottile corda, una busta di plastica contenente 524,24 grammi di hashish, suddivisa in sei “panetti” e un involucro contenente grammi 1,60 di cocaina. Quella notte, gli operatori hanno sequestrato anche due droni telecomandati e l’auto utilizzata dai malviventi.
Le ulteriori attività investigative effettuate dai poliziotti della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale Ordinario di Enna e della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta, hanno permesso anche di accertare che l’Aeromobile a Pilotaggio Remoto aveva sorvolato, per la consegna di droga e telefoni cellulari, altri istituti penitenziari della Sicilia.
Nel mese di ottobre dello scorso anno, mirate perquisizioni hanno permesso agli investigatori di sequestrare all’interno di una cella della droga e alcuni cellulari. In quella stessa data è stata perquisita l’abitazione di Enna della moglie di un detenuto ristretto nel carcere ennese: nell’occasione, alla donna sono stati sequestrati micro-telefoni, quantitativi di cocaina e hashish destinati al marito recluso e materiale per il confezionamento e strumenti per la pesatura della droga.
Le indagini hanno portato alla luce un vero e proprio tariffario da parte del gruppo criminale, che per consegnare la droga e i cellulari nelle carceri chiedeva 2.500 euro per un pacco e fino a 3.500 euro per la consegna di due pacchi.
Droga e cellulari in carcere a Enna, chi sono gli indagati
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Enna e quello del Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta hanno disposto, su richiesta delle rispettive Procure della Repubblica, l’applicazione delle suddette misure cautelari:
- B. F. (classe 1974) di Catania, già sottoposto per altra causa alla misura degli arresti domiciliari;
- G. S. (classe 1996) di Siracusa, moglie di un detenuto nel carcere di Enna;
- F. M. (classe 1987) di Catania, moglie di un detenuto già ristretto nel carcere di Enna;
- F. S. A. (classe 2002) di Catania;
- M. A. (classe 1996) di Catania, detenuto per altra causa nella Casa di Reclusione di San Gimignano (SI);
- M. M. (classe 2005) di Abano Terme ma residente a Catania;
- A. V. (classe 1995) di Siracusa, detenuto per altra causa nella Casa di Reclusione di Ragusa (SR);
- A. L. (classe 1992) di Catania, detenuto per altra causa nel carcere di Catanzaro;
- P. G. (classe 1993) di Catania, detenuto per altra causa nel carcere di Favignana (TP);
- F. O. (classe 1983), detenuto per altra causa nel carcere di Palermo – Pagliarelli;
- L. V. (classe 1982) di Catania, detenuto per altra causa nella Casa Circondariale di Caltagirone (CT).
Immagine di repertorio