Palermo attende il secondo impianto di cremazione da quattro anni - QdS

Palermo attende il secondo impianto di cremazione da quattro anni

Gaspare Ingargiola

Palermo attende il secondo impianto di cremazione da quattro anni

sabato 16 Gennaio 2021 - 00:03
Palermo attende il secondo impianto di cremazione da quattro anni

Durissimo confronto in Consiglio comunale sui ritardi per la realizzazione dell’opera nel Cimitero dei Rotoli Intanto le salme continuano ad attendere degna sepoltura

PALERMO – Nuova seduta in Consiglio comunale sull’emergenza sepolture e sulle oltre seicento bare accatastate al Cimitero dei Rotoli. A finire sulla graticola, stavolta, l’assessore ai Lavori pubblici Maria Prestigiacomo, chiamata a spiegare i ritardi della progettazione del secondo forno crematorio.

Prima del suo intervento, però, è stata la volta del ragioniere generale Paolo Bohuslav Basile, che ha chiuso le porte all’ipotesi ventilata dal presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando di utilizzare subito, ancor prima dell’approvazione del Bilancio di previsione 2021, i fondi per i cimiteri stanziati (grazie all’avanzo vincolato di amministrazione) con l’ultimo bilancio votato il 31 dicembre, per un totale di 3,5 milioni. Una soluzione che il ragioniere Basile ha respinto: l’avanzo di amministrazione può essere utilizzato soltanto dopo l’approvazione del Bilancio di previsione successivo, quindi per sfruttare i 3,5 milioni dell’avanzo vincolato del 2020 è necessario prima approvare il Bilancio di previsione 2021. In parole povere, i soldi ci sono ma non possono essere spesi subito.

Una brutta notizia per l’Amministrazione, che fa il paio con i tempi lunghi per la realizzazione del secondo forno crematorio, una vicenda che si trascina dal 2015 ricostruita dal Rup Michelangelo Calderone: “Io ero a capo del gruppo di progettisti – ha spiegato – e il progetto preliminare è stato consegnato il 31 dicembre di quell’anno e poi inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche”.

L’iter burocratico, però, è durato ben quattro anni: “Il bando di gara per la progettazione definitiva ed esecutiva e la direzione dei lavori – ha sottolineato l’architetto – è stato indetto ad agosto 2019 e si è chiuso a febbraio 2020. Aggiudicata la gara, a settembre 2020 è stato firmato il contratto per la redazione del progetto definitivo, che dovrebbe essere consegnato il 18 gennaio”. Dopo la solita trafila dei pareri tecnici, si passerà al progetto esecutivo e al bando di gara per i lavori. Tempi previsti? “Entro fine anno speriamo di appaltare i lavori, poi ci vorrà un anno e mezzo di cantiere”.

Restano le perplessità sul “blackout” di quattro anni fra il progetto preliminare e il bando di gara, sul quale si è concentrato il fuoco di fila dei consiglieri contro Prestigiacomo. “Io non posso rispondere del pregresso”, ha tagliato corto l’assessore.

Durissimo, invece, il commento del presidente Orlando: “Io nel 2015 ho riposto la mia fiducia in un assessore e in un capo area votando un emendamento che inseriva la costruzione di un nuovo forno nel Piano triennale delle opere pubbliche e adesso vengo a sapere che il bando di gara ha visto la luce dopo quattro anni. Per me è una sconfitta politica e amministrativa. Io chiedo al sindaco di nominare una Commissione ispettiva per sapere perché il bando di gara non è stato fatto nei tempi previsti. Vogliamo una relazione scritta sui fatti accaduti”.

Oltre al nuovo impianto di cremazione, è prevista anche la realizzazione di un sistema fognario specifico per i rifiuti speciali prodotti: al momento ai Rotoli la fognatura manca del tutto, al pari dei servizi igienici. “Non è possibile – ha detto Prestigiacomo – che non ci sia un allaccio fognario. Stiamo lavorando perché venga realizzato prima che sia consegnato il nuovo forno. Non lasceremo i lavori incompleti, non possiamo andare avanti con soluzioni tampone. Vale anche per il vecchio forno”.

Se la fognatura non venisse realizzata in tempo prima della collocazione del nuovo forno, per il momento si rimedierà con l’installazione (già prevista nel progetto preliminare) di una fossa Imhoff, un contenitore adatto al trattamento dei liquami nei piccoli o medi impianti di depurazione, che però deve essere periodicamente svuotato.

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