Palermo, quasi due miliardi per rivoluzionare la mobilità - QdS

Palermo, quasi due miliardi per rivoluzionare la mobilità

Gaspare Ingargiola

Palermo, quasi due miliardi per rivoluzionare la mobilità

martedì 11 Maggio 2021 - 00:03

Il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) ha ottenuto tutti i pareri del caso ed è ora pronto per l’esame del Consiglio comunale. Ecco come il documento vuole cambiare la città

PALERMO – Quattrocentocinquanta milioni di euro, già stanziati, da investire entro il 2024 e un altro miliardo e 450 milioni di opere da progettare entro il 2030, per un totale di 1,9 miliardi. È il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile, che la Giunta Orlando ha approvato nel 2019 e che adesso ha ottenuto tutti i pareri del caso, oltre alla validazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e può essere dunque trasmesso al Consiglio comunale per la sua approvazione definitiva.

Un piano decennale che per la verità riguarda innanzitutto le quattro grandi infrastrutture già in corso di realizzazione o di progettazione: le nuove linee del tram, il passante ferroviario, l’anello ferroviario e la metropolitana automatica leggera (Mal). Con un investimento complessivo di 296 milioni fra Patto per il Sud, Comune e Regione, sono tre le linee del tram che l’Amministrazione vorrebbe appaltare quest’anno (a fine marzo il gruppo Icmq si è aggiudicato il bando per la verifica del progetto definitivo e del progetto esecutivo) e realizzare entro il 2024: la A (Stazione centrale-via Croce Rossa-via Libertà), la B (Stazione Notarbartolo-piazza Giachery) e la C (viale Regione Siciliana all’altezza di corso Calatafimi-Parco d’Orleans-Stazione centrale). Palazzo delle Aquile sta inoltre lavorando ad altre quattro linee (per una spesa di mezzo miliardo): la D (Orleans-Policlinico-Bonagia), la E (Croce Rossa-Zen-Mondello), la F (piazza Giachery-Stazione centrale) e la G (via Lanza di Scalea-Sferracavallo).

Sono in fase di ultimazione i lavori sulle tre tratte del raddoppio del passante ferroviario: la A (Brancaccio-Palermo centrale-Notarbartolo), la B (Notarbartolo-La Malfa) e la C (La Malfa-Carini). A proposito della tratta A, Rfi ha consegnato al raggruppamento temporaneo Europea 92/Cipa l’appalto per i lavori di completamento dello scavo della galleria Lolli-Giustizia, congelati per anni a causa di un imprevisto geologico all’altezza di vicolo Bernava. “L’intervento – fa sapere Rfi – prevede il completamento degli ultimi sessanta metri di scavo della galleria, lunga complessivamente circa tre chilometri, e delle strutture portanti delle fermate Lolli (già attiva dal 2016 sul singolo binario) e Giustizia. L’importo dell’appalto è di circa 18 milioni di euro, per una durata complessiva di 780 giorni. Nell’esecuzione dei lavori saranno impiegate oltre 100 maestranze, con picchi di presenza contemporanea di circa 60 unità”.

Dopo lunghissime traversie, la prima tranche dell’anello ferroviario dovrebbe essere completata, nelle speranze di piazza Pretoria, nel 2023 con la realizzazione delle fermate Libertà (all’altezza dell’incrocio tra le vie Lazio e Sicilia), Porto (all’altezza del varco portuale Santa Lucia) e Politeama (nell’omonima piazza). A ottobre 2020 Rfi ha presentato il progetto della seconda tranche che prevede la chiusura dell’anello dal Politeama a Notarbartolo con la realizzazione della fermata Malaspina nei pressi dell’omonima via.

Quanto alla Mal, esiste un progetto preliminare del primo stralcio dal deposito Oreto a Notarbartolo, approvato nel 2014 dal Mit ma ancora senza copertura finanziaria. Il progetto, che include le stazioni Svincolo Oreto, Oreto Sud, Oreto Nord, Giulio Cesare, Borsa, Massimo, Politeama, Archimede e Notarbartolo, va però aggiornato, e non a caso ad agosto 2020 Palazzo delle Aquile ha richiesto al Mit un contributo di 300 mila euro per la revisione.

Il nuovo tram porterà in dote anche quattro mega parcheggi cofinanziati dalla Regione in piazza Boiardo (Stazione Notarbartolo), piazza Don Bosco, piazzale Ambrosini (fermata Francia) e viale Alcide De Gasperi, per un totale di 1.628 posti: il costo complessivo sarà di 121 milioni di cui poco meno di cinquanta a carico della Regione e il resto a carico dei privati tramite finanza di progetto. I quattro nodi di interscambio rappresenteranno solo una parte del piano parcheggi del Pums: “Nell’ambito della realizzazione del nuovo sistema tranviario è previsto lo sviluppo delle piste ciclabili lungo le linee A-C-D-E-G per un totale di circa 42 km, oltre alla realizzazione di 32 parcheggi e 22 nuovi stalli bike-sharing e micromobilità”.

Tra le opere per così dire “minori” del Pums vale la pena ricordare la greenway Monreale-Palermo (4,7 milioni) tramite la riconversione ad uso ciclabile della dismessa ferrovia a scartamento ridotto Palermo-Camporeale; un ponte in via Rapisardi (6 milioni); e la radiale Imera (19 milioni), che consentirà il collegamento nord-sud in alternativa alla chiusura di via Roma al traffico (il progetto della linea A del tram prevede la pedonalizzazione) e collegherà via Notarbartolo (all’altezza di piazza Generale Di Maria), la Stazione Lolli e corso Calatafimi (all’altezza di Piazza Indipendenza) seguendo il percorso di via Imera.

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