Palermo, scontro su Pef Tari 2020 e sull’incerto futuro della Rap - QdS

Palermo, scontro su Pef Tari 2020 e sull’incerto futuro della Rap

Gaspare Ingargiola

Palermo, scontro su Pef Tari 2020 e sull’incerto futuro della Rap

giovedì 20 Maggio 2021 - 00:03

L’Amministrazione ha chiesto al Consiglio di dare il via libera al Piano economico e finanziario e il conseguente aumento della tassa sui rifiuti. Botta e risposta Esecutivo-Italia Viva

PALERMO – Leoluca Orlando non si arrende. Malgrado la proposta di un Patto di fine legislatura sia stata rifiutata seccamente dall’opposizione, il sindaco ha scritto al presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando per sollecitare l’approvazione delle delibere più importanti. Tra queste c’è il Pef Tari 2020, che di fatto si tradurrebbe in un aumento della bolletta sui rifiuti. Del resto, da quando non ha più la maggioranza dopo la rottura con Italia Viva, Orlando non ha altra strada, e per di più in salita, che cercare una difficile intesa con l’Aula per ogni singolo atto, specie dopo il niet di renziani, M5s e centrodestra alla richiesta di collaborazione.

Sono quattro le “proposte di particolare urgenza” che il primo cittadino ha segnalato a Sala delle Lapidi: il Bilancio consolidato 2020, il Piano triennale delle opere pubbliche 2020, il Regolamento dei beni confiscati e, per l’appunto, il Pef Tari 2020. Il consolidato per consentire “l’adozione di altri strumenti finanziari relativi al 2021 e per tutte le operazioni di stabilizzazioni ed aumento orario dei dipendenti comunali”. Il Piano triennale, ovvero il casus belli che ad aprile ha portato allo strappo definitivo con i renziani, che per Orlando è la “premessa indispensabile per investimenti con risorse già disponibili e in attesa di indizione di gara che è noto essere a rischio di revoca da parte di Regione, Stato e Unione europea, per oltre 500 milioni di euro (il tram, nda)”. Il Pef Tari 2020, infine, è “necessario per erogare extra costi a Rap ed evidentemente condizione per la promessa stabilità finanziaria dell’azienda e indispensabile premessa per la delibera Pef Tari 2021”.

Il Piano economico e finanziario dell’imposta sui rifiuti andrebbe cioè a coprire i costi extra sostenuti dalla Rap per trasportare i rifiuti fuori Palermo a causa dell’indisponibilità della discarica di Bellolampo. Ben 21 milioni da spalmare in tre anni, ma la cifra potrebbe anche essere più alta perché la sesta vasca durerà molto meno del previsto e la Rap dovrà presumibilmente riprendere i costosi viaggi della spazzatura fuori provincia. Resta da verificare, però, se un impopolare aumento della tassa sui rifiuti troverà consensi in Aula a un anno dalle elezioni.

Dal Consiglio si sono alzate immediatamente le barricate dopo la lettera del Professore. “Il sindaco Orlando – ha attaccato Dario Chinnici, capogruppo dei renziani – vuole l’aumento della Tari a Palermo e Italia Viva, coerente con le proprie posizioni, dirà no opponendosi in tutti i modi all’innalzamento delle tasse. Con la sua lettera al Consiglio, Orlando ha finalmente gettato la maschera: la rottura del patto di maggioranza e gli attacchi al nostro partito non erano dovuti a presunte alleanze con la Lega, che Italia Viva non ha mai cercato e invece il sindaco ha provato a fare sottobanco, ma alla nostra ferma opposizione all’aumento della Tari, utile solo a coprire i fallimenti di questa Amministrazione che, dopo aver cacciato Peppe Norata dalla Rap per le sue legittime critiche alla Regione, adesso si trova con un’emergenza rifiuti alle porte. Orlando pensi a risolvere i tanti problemi della città, invece di aumentare le tasse”.

Dichiarazioni che l’assessore al Bilancio Sergio Marino ha bollato come “pericolose e incomprensibili se si pensa che il percorso che ci porta all’aumento risale al periodo di gestione di Rap da parte del presidente Norata. Il Pef grezzo porta la sua firma. Anzi, a ben guardare gli atti, la richiesta di Rap era ben superiore a quella cui si è arrivati a seguito della direttiva del sindaco”.

Bellolampo – ha aggiunto Marino – è oggi in una situazione di criticità, come lo era fino a un mese addietro. Il nostro impegno è stato quello di mantenere gli aumenti nella misura minima possibile, salvo rivalsa nei confronti della Regione e, soprattutto, ma pare che ciò non conti, mantenere salda la Rap e il suo equilibrio di bilancio a tutela dei lavoratori e della stessa azienda. Non approvare il Pef Tari comporterebbe per la Rap un percorso già visto in un recente passato”.

Non si è fatta attendere la controreplica di Chinnici: “Se l’assessore Marino vuole aumentare le tasse ai palermitani in piena pandemia per coprire i propri fallimenti, sappia che faremo le barricate in Consiglio: Italia Viva non consentirà che i cittadini paghino un solo euro in più, né permetteremo che si strumentalizzino i lavoratori. L’innalzamento della Tari è legato unicamente all’incapacità di questa Amministrazione e di chi, negli anni, ha avuto la delega all’Ambiente e ai rapporti con la partecipata (un chiaro riferimento allo stesso Marino, che in passato è stato anche presidente della Rap, nda). Se oggi la Rap è ancora in piedi, è grazie al grande senso di responsabilità di chi, come Italia Viva, nel giugno 2020 ha votato un debito fuori bilancio da 9,7 milioni, mentre oggi il sindaco Orlando chiede di aumentare la Tari di nove milioni l’anno per i prossimi tre anni, pura follia per una città sporca e con una discarica satura. Le uniche dichiarazioni pericolose sono quelle di Marino”.

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