Partinico, smart working e permessi, giro di vite sui dipendenti - QdS

Partinico, smart working e permessi, giro di vite sui dipendenti

Vincenza Grimaudo

Partinico, smart working e permessi, giro di vite sui dipendenti

mercoledì 25 Agosto 2021 - 00:03

La stretta sul personale del Comune di Partinico è stata introdotta all’interno di una serie di direttive emanate dalla responsabile del Settore Risorse umane, Maria Pia Motisi

PARTINICO (PA) – Si stringe il cerchio dei controlli sul personale in servizio al Comune. Nei giorni scorsi è arrivato un giro di vite su chi pratica lo smart working e utilizza i permessi collegati alla legge 104 per l’assistenza e i diritti delle persone con disabilità. Riguardo a questi ultimi è stata accertata l’anomalia di tali richieste, che avvengono quasi esclusivamente nelle giornate di rientro al Municipio, quando cioè l’impiegato ha il numero di ore più elevato da espletare nel corso della settimana.

Adesso chi lavora da casa dovrà fare un report delle proprie attività e chi fruisce dei permessi dovrà programmarli per tempo. Sono queste le grandi novità stabilite attraverso delle ben precise direttive che sono state emanate dalla responsabile del Settore alle Risorse umane, Maria Pia Motisi. In un documento lungo tre pagine la funzionaria ha richiamato tutti i dipendenti al proprio dovere, citando anche norme e sentenze che possono portare al licenziamento del lavoratore, oltre che a conseguenze sul piano penale, in caso di gravi inadempienze.

In primis si richiama il dovere di garantire la propria presenza sul posto di lavoro, evidenziando che eventuali allontanamenti arbitrari corrispondono a una “falsa attestazione” della propria presenza e dunque a conseguenze sul piano disciplinare e penale. Nella nota si richiama l’attenzione di tutti i responsabili di Settore, a cui è stata inviata la nota, ricordando che anche loro hanno il dovere di vigilare e che quindi l’eventuale assenza di un dipendente comporterebbe una loro omissione.

Poi, un lungo capitolo viene aperto riguardo ai permessi concessi per legge relativi alla legge 104 del 1992. Essi dovranno dunque essere comunicati almeno con un mese di anticipo, ovviamente nei limiti delle possibilità rispetto alle esigenze del disabile: “Questo – ha precisato la dirigente Maria Pia Motisi – al fine di assicurare l’organizzazione dei servizi e il buon andamento dell’attività”. Solo nel caso di “situazioni improvvise e urgenti” il lavoratore avrà la facoltà di variare la giornata di permesso già programmata.

C’è poi un ben preciso passaggio in cui si capisce il perché di questi paletti introdotti. La responsabile delle Risorse umane, infatti, ha evidenziato che l’utilizzo di tali permessi sempre nelle giornate in cui è programmato il rientro pomeridiano per il lavoratore (quindi con lavoro mattutino e pomeridiano) “sottende a un uso distorto del permesso richiesto che questa amministrazione straordinaria intende porre sotto la propria attenzione”.

Viene così ricordato, in tal senso, che l’utilizzo di questi permessi è vincolato a garantire l’assistenza al disabile per la giornata richiesta. “Questa direttiva – ha voluto precisare Maria Pia Motisi – sentita la commissione straordinaria e il segretario generale del Comune, è stata diramata al fine di prevenire ogni abuso e per il rispetto di tutti coloro i quali, diligentemente, adempiono la propria prestazione lavorativa”.

Riguardo ai permessi inerenti la legge 104 i controlli possono essere disposti sia dall’Inps che dal datore di lavoro, anche mediante agenzie di investigazione nei limiti stabiliti dalla legge 300/1970. L’abuso si configura quando il dipendente durante il periodo di assenza invece di assistere i familiari disabili svolge altre attività.

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