Pasqua sul campanile per il reddito di cittadinanza negato ai licenziati - QdS

Pasqua sul campanile per il reddito di cittadinanza negato ai licenziati

redazione

Pasqua sul campanile per il reddito di cittadinanza negato ai licenziati

domenica 21 Aprile 2019 - 09:47
Pasqua sul campanile per il reddito di cittadinanza negato ai licenziati

La protesta di due operai ex Fca di Pomigliano d'Arco fa emergere le macroscopiche criticità di una legge invocata come una panacea e che si sta invece rivelando decisamente meno efficace del Reddito di Inclusione del governo Gentiloni

Non hanno alcuna intenzione di scendere neppure per festeggiare la Pasqua, Mimmo Mignano e Marco Cusano, i due operai ex Fca che la notte tra venerdì e sabato hanno scalato il campanile (nella foto) della Chiesa del Carmine di Pomigliano d’Arco, a Napoli, per protestare contro il reddito di cittadinanza che non tutela i lavoratori licenziati.

“La tanto sbandierata norma di Di Maio – ha detto Mignano – prevede che io presenti l’Isee del 2018 quando ancora lavoravo e che quindi sfora il tetto dei 9.300 euro previsti per l’accesso al Reddito di Cittadinanza. Il Caf quindi nemmeno l’ha presa in considerazione la nostra domanda visto che non rispettavamo i requisiti di legge. E nelle mie stesse condizioni ci sono migliaia di lavoratori. Il governo evidentemente non tutela i licenziati”.

Così la protesta pasquale dei due operai è diventata un simbolo delle macroscopiche criticità di una legge invocata come una panacea e che si sta invece rivelando decisamente meno efficace di quel Reddito di Inclusione del governo Gentiloni che, soprattutto in Campania e in Sicilia, aveva dato un grande sollievo alle famiglie disagiate.

Ieri altri operai, tra i quali i licenziati della ditta “Bruscino Ambiente spa”, sono scesi in piazza a sostenere la contestazione dei due occupanti. Il campanile scelto per inscenare la protesta è tra i più alti di Napoli ed è visibile anche dal centro cittadino.

Mignano ha anche ipotizzato che oggi, giorno di Pasqua, venga iniziato uno sciopero della fame.

I due operai erano stati licenziati per aver esposto un manichino impiccato di Sergio Marchionne.

Oltre ai due operai saliti sul campanile, ci sono altri tre dipendenti della Fca licenziati per lo stesso motivo, ovvero per aver partecipato all’apposizione del manichino durante una manifestazione.

Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, nominato da Di Maio, li ha chiamati ieri e nel corso del colloquio telefonico, avrebbe garantito loro un appuntamento fissato per martedì pomeriggio con il direttore dell’Inps dell’area metropolitana di Napoli per affrontare la situazione vista l’eccezionalità del caso.

“Scenderemo dal campanile solo se ci sarà una soluzione – ha risposto però, con durezza, Mignano – e se invece proseguiranno le chiacchiere noi resteremo qui su”.

“Siamo stanchi di promesse – ha aggiunto -, come quella che mi fece Di Maio dopo che mi ero incatenato davanti a casa sua per protestare contro la sentenza della Cassazione che ribaltò il giudizio e confermò il nostro licenziamento”.

E per non far calare il ‘silenzio’ sulla protesta in corso’, Mignano e Cusano hanno suonato le campane della Chiesa del Carmine per due lunghi minuti dedicati a tutti i morti sul lavoro e a Maria Baratto, operaia Fca di Pomigliano in cassa integrazione, suicida nel 2014.

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