Luminarie, puttini e supereroi “Vi racconto la mia Sicilia” - QdS

Luminarie, puttini e supereroi “Vi racconto la mia Sicilia”

redazione

Luminarie, puttini e supereroi “Vi racconto la mia Sicilia”

sabato 23 Luglio 2022 - 08:21

L’artista Domenico Pellegrino ha fatto delle tradizioni il filo conduttore del suo lavoro

La luce come il segno di una matita, per raccontare storie, miti, leggende. I supereroi americani sicilianizzati coi colori dei carretti, e i puttini barocchi del Serpotta immaginati con una nuova lettura in chiave contemporanea. Domenico Pellegrino, artista siciliano nato a Mazzarino, classe ’74, ha fatto delle tradizioni della sua terra il filo conduttore del suo lavoro.

Come definisce la sua arte?
Allegra, in grado di trasmettere serenità, comunicativa. Non ho mai voluto fare qualcosa di decorativo, fine a se stesso. Credo che le opere debbano sempre comunicare e le mie hanno a che fare con storie o leggende. Come la Sicilia che ho realizzato qualche anno fa e installato sott’acqua a Lampedusa: racconta il viaggio dei migranti, ma anche il viaggio di ognuno di noi attraverso la luce delle sue luminarie. La costa siciliana per loro è stata simbolo di salvezza e speranza, anche se purtroppo in molti non ci sono mai arrivati sulla terraferma. Ed è per loro che ho acceso in fondo al mare la mia installazione.

Le luminarie un filone protagonista dei suoi lavori…
Le luminarie, insieme alle statue, rappresentano i due punti principali della mia arte. Sono due filoni che apparentemente non hanno nulla in comune, ma storicamente sì. Con le statue affronto il tema del barocco siciliano: la mia collezione spazia dai puttini nelle chiese ai supereroi attaccati ai palazzi, dipinti con i colori dei carretti siciliani.
Con le luminarie ho trattato temi che hanno a che fare con il Mediterraneo: ho voluto raccontare una tradizione che stava per perdersi, in chiave contemporanea. L’innovazione rispetto alle luminarie tradizionali è rappresentata dalla lampadina frontale, e non laterale come avviene per quelle in strada, perché deve catturare l’attenzione dello spettatore, ma anche dal fondo inserito dietro le luci.

Il Serpotta ha ispirato il suo lavoro?
È stato il mio ispiratore per dare una nuova lettura del barocco, una vera spinta creativa. Da giovane ho lavorato restaurando tanti oratori con le sue opere e ho capito come realizzava le statue: altro non era che una mescola fatta di inerti. Ho sostituito allo stucco la resina e innovato le mie opere colorandole con la pittura tipica del carretto siciliano.

Dai puttini ai supereroi, altro leitmotiv delle sue collezioni…
I miei supereroi raccontano la forza di ognuno di noi, che non è mai cattiva, ma risolutiva. Si trovano all’interno di zone restaurate, dipinti sullo sfondo di una Palermo bombardata o installati all’interno di chiese sconosciute al pubblico, aperte per la prima volta: così, attraverso queste “incursioni”, si scoprono tesori spesso nascosti.

Tra le ultime creazioni un lavoro realizzato per Dior. Di cosa si tratta?
Ho creato un’installazione per la nuova boutique Dior a Taormina: è un albero di limoni realizzato in legno e luminarie, che si erge su due piani e accoglie il visitatore dando quasi la percezione di entrare al suo interno. L’opera tende a cambiare prospettiva e posizione a seconda del punto da cui si osserva: un po’ l’effetto seicentesco, barocco, che veniva fatto per dare teatralità agli affreschi nelle chiese.

Cosa ha in cantiere?
A metà novembre una mostra a Roma, a San Lorenzo in Lauro, una collezione di dieci icone femminili che hanno raccontato qualcosa attraverso la loro immagine: da Madonna a Cicciolina, da Moira Orfei a Raffaella Carrà. Donne che ci insegnano che la bellezza non sempre è la chiave del successo. Saranno dei grandi volti realizzati con le luminarie che rimanderanno a contenuti interattivi. Contemporaneamente ci sarà anche una mia antologica ed esporrò la nuova statua di Wonder Woman a cui lavorerò durante l’estate.

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L’agenda di Kalós

Fino al 10 settembre a Palermo, il venerdì e il sabato dalle 19 alle 24, RestArt, il festival che apre in notturna alcuni dei siti culturali più importanti della città. Tra i tesori proposti, il Teatro Massimo, Palazzo Butera, Palazzo Gangi, Villa Pottino, gli Oratori di San Lorenzo, Santa Cita, SS. Rosario in San Domenico, San Mercurio.

A Marsala, fino a domani, la seconda edizione de Il mare colore dei libri: una tre giorni di eventi, reading, presentazioni, anteprime. Presenti, all’interno della storica Villa Cavallotti, gli editori indipendenti siciliani del panorama contemporaneo. Tra questi la casa editrice Kalós, che cura questa pagina, con le sue ultime novità.

Nei weekend, fino al 4 settembre, visite guidate al Parco Archeologico di Selinunte per ammirare il fascino dei templi sotto le stelle. Alle 21.30 si potrà partecipare alla visita guidata di CoopCulture: i visitatori si incammineranno verso la Collina Orientale per ascoltare miti, storia e aneddoti sulla fondazione e lo sviluppo della città.

Fino al 31 luglio, il venerdì, sabato e domenica, riapre la Villa Romana di Realmonte, affacciata sul mare della Scala dei Turchi, dopo il restauro – durato alcuni mesi e finanziato dal Parco archeologico Valle dei Templi – che permette oggi di ammirarne gli straordinari mosaici e le terme. I percorsi didattici sono condotti dagli archeologi di CoopCulture.

Al Parco Archeologico di Segesta, fino al 6 novembre, Nella natura come nella mente, mostra di arte contemporanea organizzata da MondoMostre in collaborazione con la Fondazione Merz, curata da Beatrice Merz e Agata Polizzi.
Un percorso a tappe, con la ricerca di una narrazione comune tra artisti di linguaggio diverso: Mario Merz, Ignazio Mortellaro e Costas Varotsos.

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