Piano regionale amianto, le proposte di Legambiente

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Piano regionale amianto, le proposte di Legambiente

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giovedì 24 Dicembre 2020 - 13:33

Il Piano regionale amianto potrebbe finalmente chiudere un capitolo triste in Sicilia. Ma mancano il censimento dei manufatti irregolari e i piani comunali.

Nel talk online di Legambiente Sicilia sul Piano regionale amianto presentate nuove proposte, assieme ai responsabili del Dipartimento della Protezione Civile, dell’ARPA e dei Comuni

Il Piano, che include gran parte delle indicazioni offerte da Legambiente durante la procedura VAS, è un importante strumento di programmazione degli interventi di rimozione, smaltimento e bonifica dei manufatti in cemento amianto.

Ma dovrà ancora affrontare diverse criticità importanti, quali il censimento e mappatura degli MCA ancora presenti nel territorio regionale, il fabbisogno finanziario, il coinvolgimento dei cittadini e delle categorie professionali e sociali, il contrasto agli abbandoni indiscriminati e illegali, l’individuazione dei siti di stoccaggio e dell’impianto di trasformazione.

Tommaso Castronovo, rifiuti Legambiente: “Eco incentivi per aiutare i cittadini nella messa a norma”

“Adesso Regione e Comuni – dichiara Tommaso Castronovo, responsabile rifiuti ed economia circolare di Legambiente Sicilia – non hanno più alibi per intervenire efficacemente per rimuovere, smaltire e bonificare l’amianto presente in Sicilia. Abbiamo aspettato tanto dalla prima legge nazionale sull’amianto del 1992 e altri 6 anni dalla legge regionale n.14 del 2010 per affrontare seriamente il problema dei rischi per la salute e l’ambiente derivante dall’esposizione alle fibre di amianto.

Nel frattempo sono stati migliaia i morti dovuti all’asbestosi e molti di più quelli che si sono ammalati per avere inalato le fibre nei luoghi di lavoro (nelle fabbriche della Sacelit di Milazzo, di eternit di Siracusa, o nei cantieri navali e ferroviari) e centinaia di migliaia di tonnellate i manufatti ritrovati dismessi e abbandonati illegalmente nel nostro territorio. I prossimi mesi e anni saranno cruciali per mettere in campo tutti quegli interventi per proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini”.

Castronovo punta sugli incentivi messi in campo dal Governo, anche per la bonifica delle abitazioni private non a norma: “Ricordiamo che proprio il patrimonio edilizio si potrà avvantaggiare dei consistenti interventi di riqualificazione grazie all’Ecobonus e al sisma bonus, e proprio negli edifici residenziali si stima siano presenti l’80 per cento dei siti contenti cemento amianto – continua -.

È importante e prioritario, quindi, coinvolgere, informare e formare tutti i soggetti (amministratori di condominio, cittadini, le categorie professionali, sindacali e imprenditoriali) che saranno coinvolti negli interventi di riqualificazione edilizia per evitare che la rimozione degli MCA presenti possa essere un rischio per la salute dei lavoratori e per abita gli edifici ristrutturati”.

Piani comunali e celle nelle discariche, indispensabili

Legambiente Sicilia auspica che adesso il governo regionale consideri la questione amianto una priorità della propria azione politica. E avverte che siano del tutto insufficienti i 10 milioni previsti (ne occorrono 20 volte tante) e non spesi dalla legge regionale n.10 del 2014 per supportare economicamente i comuni e i cittadini alla rimozione e smaltimento degli MCA.

È prioritario supportare le strutture dei comuni che dovrebbero censire e mappare le migliaia di siti contenenti MCA, realizzare i Piani comunali amianto e intensificare i controlli del territorio. Cosi come è necessario individuare siti dedicati allo stoccaggio e deposito dei MCA anche con celle dedicate all’interno delle discariche pubbliche, recuperando cave abbandonate, abbattendo in questo modo gli esosi costi di trasporto dell’amianto fuori regione.

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